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Al via la class action di Codici contro la Samsung

Per anni il colosso della telefonia ha venduto smartphone e tablet pubblicizzando una capacità di memoria che si è rivelata falsa . E’ ora di chiedere un risarcimento

 

Roma, 11 marzo 2015 – Dal 2013 la Samsung Italia ha presentato al pubblico i dati sulla capacità di memoria disponibile di diversi modelli di smartphone e tablet. In particolare, la disponibilità è risultata essere inferiore rispetto a quella prospettata dall’impresa perché occupata dal sistema operativo e da applicazioni preinstallate non salvabili sulla scheda SD. Tra i numerosi modelli di smartphone e tablet per i quali, in modo fuorviante, era garantita nel sito www.samsung.it la presenza di 4 GB di memoria, il primato del differenziale negativo spetta allo XCover 2 e al Mini 2 che, in realtà, dispongono al primo avvio solo di 0,9 GB di memoria, ossia meno di un quarto rispetto a quanto dichiarato. In questa triste classifica seguono poi il modello Young, che dispone di 1,3 GB (ossia di circa un terzo di quanto promesso!) e, a ruota, l’XCover (47% disponibile), il Core Plus (50%), l’Ace II (54%), l’S III mini (53%), l’S4 (55%), l’S5 (71%) e il Tab 3 (70%).

Questa pratica è stata censurata anche dall’Autorità garante della concorrenza e mercato. In particolare, l’Antitrust l’ha giudicato “contraria alla diligenza professionale e idonea, mediante la diffusione di informazioni fuorvianti e l’omissione di informazioni rilevanti, a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio”, condannando a una sanzione amministrativa di un milione di euro la Samsung Italia che, nel corso del procedimento, ha iniziato a implementare le informazioni sulle schede tecniche dei manuali d'uso, rendendole più corrette e veritiere.

“La nostra associazione – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – intende intentare una class action nei confronti del colosso asiatico, con l'obiettivo di ottenere un risarcimento del danno in favore di quei consumatori che sono stati costretti, loro malgrado, dopo l'acquisto dei dispositivi “incriminati”, a ridimensionarne notevolmente l'utilizzo rispetto a quello prospettato e garantito dalla Samsung”.

“Occorre poi considerare – rileva Stefano Gallotta, coordinatore nazionale dell'iniziativa - che i consumatori, al momento dell'acquisto di tablet e smartphone, valutano con crescente attenzione il relativo spazio di memoria disponibile, dovendo scaricare contenuti sempre più ingombranti (applicazioni, musica, film ecc.), sicché, come ha rilevato l'Autority, è molto grave che tali valutazioni vengano falsate addirittura enfatizzando le potenzialità offerte dalla memoria di questi dispositivi, risultate poi ben inferiori rispetto a quelle promesse”.


Per partecipare è necessario iscriversi al sito di codici www.codici.org e accedere alla pagina del modulo. Il termine per aderire coincide con la prima udienza che il tribunale deciderà di fissare. E’ possibile contattare l’Associazione all’indirizzo mail sportello.codici@codici.org oppure al numero 06 5571996 (Lun. – Ven. dalle 13.30 alle 18.30).

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