logo-rete.jpg

 

CODICI non firmera’ il protocollo di roma capitale con i consumatori

 

 

Si è consumata oggi l’ennesima brutta figura del Comune

Marino parte col piede sbagliato se pensa che i servizi possano essere controllati da “servi muti”

 

 

 

 

 

Roma, 13 aprile 2015  - Dopo grandi aspettative per l’avvio di una stagione di riforma che vedeva i consumatori svolgere un ruolo attivo  per il controllo dei servizi pubblici e per un controllo di legalità in una città devastata dalla corruzione e dal pressapochismo della politica, il Comune di Roma svela le sue vere intenzioni scivolando sulla solita buccia di banana. 

Oggi CODICI non parteciperà alla “photo opportunity” organizzata da Roma Capitale per presentare il protocollo d’intesa con le associazioni dei consumatori. “Né tantomeno firmeremo l’accordo”, dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di CODICI.

“L’amministrazione capitolina ha deciso di eliminare lo spazio d’intervento precedentemente concordato con il Sindaco durante la presentazione, dimostrando, in questo modo come il Sindaco pensava di utilizzare le rappresentanze dei consumatori per farsi pubblicità lanciando una campagna di trasparenza con servi sciocchi e muti. Evidentemente il Sindaco è stato male informato oppure pensa di utilizzare quelle associazioni che sono interne al PD per fare egualmente la campagna pubblicitaria”.

“Le associazioni non sindacali e di partito firmatarie dell’accordo avevano concordato di delegare CODICI per una breve relazione ma con una decisione che lascia l’amaro in bocca, il Sindaco ha annullato questa parola facendo così intendere quale sia il rispetto dei suoi interlocutori”.

 

“Questo è il modo peggiore per iniziare una collaborazione che, in vista di un Giubileo straordinario e della revisione dei contratti, sarebbe stata necessaria per monitorare la qualità dei servizi e la scelta effettuata non consente di avviare quel necessario rapporto fiduciario e per tale ragione CODICI non ha nessuna intenzione di prestarsi alla photo opportunity e di non fare i servi muti di Roma Capitale o all’Agenzia per il controllo della qualità dei servizi”, conclude Giacomelli.

Occorre essere registrati per poter commentare