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Dall'ufficio Stampa di Codici

Alla ricerca dello scoop perduto

Alla ricerca dello scoop perduto

Ogni tanto capita che qualche giornalista, in cerca di facili scoop, prenda di mira le associazioni dei consumatori, magari teleguidato da questa o quella lobby.

Si sa, queste cose spesso sono a comando. In genere diamo a questi "scoop" la considerazione che meritano, quindi il nulla più assoluto. Oggi, invece, mi sento di voler rispondere all’illustrissimo quanto sconosciuto giornalista Raffaele Oriani, che, in un un articolo apparso oggi su Il Venerdì di Repubblica parla del nostro progetto “Acciuffa la truffa”, di fatto denigrandolo e squalificandolo, e adombrando nel lettore che ci troviamo di fronte l’ennesimo spreco di denaro pubblico a fronte di una attività inutile, eventualmente da paragonare con l’altissimo valore sociale e giornalistico di questi articoli che rapiscono il lettore lasciandolo basito, soprattutto perché non riesce a capire che vuole questo che scrive!

Ora il progetto “Acciuffa la Truffa”, che è una delle azioni che l’associazione ha promosso in un quadro generale di tutela del consumatore dalle truffe on line oggi così virulente, è in corso di realizzazione e quindi alcune azioni (guarda caso proprio quelle menzionate dal giornalista) non sono ancora state realizzate. Ma l’attento articolista se ne è guardato bene dal chiedere lo stato di avanzamento e il cronoprogetto, altrimenti non avrebbe avuto il suo meritato "scoop". Magari avrebbe scoperto che sono operativi una web chat e un numero verde, dove riceviamo tutti i giorni segnalazioni o richieste di aiuto da cittadini truffati, per i quali agiamo.

Ecco, forse è questo il punto vero: noi agiamo a tutela di quei consumatori truffati, ne sono testimonianza tutte le segnalazioni e i procedimenti in cui Codici è parte attiva presso l’AGCM e le altre Autorità di settore, i procedimenti penali per truffa in cui siamo parti civili assieme ai nostri assistiti truffati, per non parlare della azioni collettivi: solo nel 2020 ne sono state incardinate 10 presso i Tribunali d’Italia.

Siamo parti civili in alcuni processi di criminalità organizzata di stampo mafioso, dove vi sono contestati anche reati di truffa. Ecco, noi in quei processi ci siamo, quando ci sarà anche il giornalista Raffaele Oriani con i suoi articoli potremmo considerarlo diversamente. Sig. Raffaele Oriani, lei capisce che onore le ho fatto a darle una risposta al suo inutile scoop. Altri, ben più quotati di Lei non hanno avuto questo privilegio, però non ne abusi!

Davide Zanon

Segretario Codici Lombardia