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Ennesimo caso di malasanità in Sicilia. Regione mantiene la maglia nera con il più alto numero di decessi dovuti a errori medici e mancanza di organizzazione

In Italia un morto di malasanità su 3 è rimasto vittima in Sicilia

Marsala, 28 agosto 2015 – Una catena che non sembra avere fine quella della malasanità in Sicilia. Troppi, infatti, i casi di decessi o errori commessi nelle strutture sanitarie della Regione a causa della carenza di personale, negligenza e macchinari mancanti o non funzionanti

L’ultimo caso riguarda un uomo, Nicolò Giacalone di 65 anni, che è deceduto dopo esser stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Borsellino di Marsala per una forte febbre. Nove persone, tra medici e infermieri sono ora indagate per omicidio colposo.

Secondo il rapporto stilato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario che ha preso in esame il periodo 2009 – 2012 la Sicilia è la Regione che registra più casi di malasanità. Su un totale di 570, nell’isola si se ne sono verificati 117.

Di questi casi, 261 decessi ben 84 dei quali avvenuti in Sicilia. Praticamente in Italia un morto di malasanità su 3 è rimasto vittima della sanità siciliana.

“I casi di malasanità accadono per mancanza di controlli adeguati a mantenere in vita un ospedale oppure per negligenza del personale. In quanto associazione a tutela del cittadino e dei diritti del malato, presenteremo esposti nella varie Procure per segnalare i casi e fare luce sulle vicende” dichiarano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Manfredi Zammataro, Segretario Regionale CODICI Sicilia.

Proprio combattere casi come quello avvenuto a Marsala, l’ultimo di una lunga serie, CODICI  da diversi anni sta portando avanti la campagna ‘Indignamoci’ con lo scopo di far luce su questi casi e rendere giustizia alle vittime.

 

Ultima modifica ilVenerdì, 28 Agosto 2015 11:08

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