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Sicilia

Nomina dell’avv. Manfredi Zammataro a Commissario Straordinario di CODICI – Calabria

Nomina dell’avv. Manfredi Zammataro a Commissario Straordinario di CODICI – Calabria

Lo scorso settembre l’avv. Manfredi Zammataro, responsabile regionale per CODICI – Sicilia e componente della Segreteria Nazionale, è stato nominato commissario straordinario per CODICI – Calabria

L’incarico conferito e voluto dall’avv. Ivano Giacomelli, segretario nazionale CODICI – Centro per i diritti del cittadino, rappresenta un’importantissima occasione per rilanciare l’attività dell’associazione di consumatori, riconosciuta dal Ministero dello sviluppo e dal CNCU, all’interno del territorio calabrese.

“Ringrazio il Segretario Nazionale Avv. Ivano Giacomelli per la fiducia e la stima nei confronti del sottoscritto” ha dichiarato l’Avv. Manfredi Zammataro.

Il neo-commissario ha inoltre comunicato di essersi fin da subito “attivato per sentire i dirigenti calabresi concordando con gli stessi di mettere in atto in tempi brevissimi una serie di iniziativi, progetti e attività finalizzate a valorizzare la Calabria e a contrastare gli illeciti in difesa dei diritti del consumatore e del cittadino, conformemente allo spirito fondativo e allo statuto dell’associazione CODICI”.  

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PROCESSO NO MUOS: CODICI AMMESSA PARTE CIVILE

PROCESSO NO MUOS: CODICI AMMESSA PARTE CIVILE

Avv. Zammataro (CODICI) “L’ammissione di parte civile del CODICI nell’odierno processo è un importante riconoscimento per la nostra associazione che fin da subito si è schierata contro il MUOS ritenuto un vero e proprio scempio ambientale perpetrato all’interno di una riserva naturale, senza alcun riguardo per i danni che ciò avrebbe potuto comportare per il territorio oltre che per la salute dei cittadini dei territori limitrofi”

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L’Associazione CODICI- Centro per i Diritti del Cittadino è stata ammessa parte civile nel processo che avrà luogo presso il Tribunale di Caltagirone nei confronti dell’ex dirigente dell’assessorato regionale Territorio e ambiente Giovanni Arnone, del presidente della “Gemmo Spa” Mauro Gemmo, e Adriana Parisi, responsabile della “Lageco”. Tali società hanno dato vita all’Ati ‘Team Muos Niscemi’ che è risultata vincitrice della gara del 26 aprile 2007 per la costruzione del sistema di telecomunicazione di provenienza statunitense; il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi; e gli imprenditori Concetta Valenti della “Calcestruzzi Piazza Srl”, Carmelo Puglisi, della “Pb Costruzioni” e Maria Rita Condorelli, della “Cr Impianti srl”. Secondo il Procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, gli imputati avrebbero costruito l’impianto “senza la prescritta autorizzazione, assunta legittimamente o in difformità da essa”. Ed avrebbero “eseguito e facevano eseguire lavori per la realizzazione del Muos, insistenti su beni paesaggistici, all’interno della riserva orientata denominata Sughereta di Niscemi, in zona A, di inedificabilità assoluta, in un sito di interesse comunitario”. Secondo l’Avvocato Manfredi Zammataro segretario regionale del CODICI Sicilia “L’ammissione di parte civile del CODICI nell’odierno processo è un importante riconoscimento per la nostra associazione che fin da subito si è schierata contro il MUOS ritenutoun vero e proprio scempio ambientale perpetrato all’interno di una riserva naturale, senza alcun riguardo per i danni che ciò avrebbe potuto comportare per il territorio oltre che per la salute dei cittadini delle comunità limitrofe. Per tale ragione – conclude Zammataro- saremo al fianco dell’accusa affinché si faccia giustizia”

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OPERAZIONE “ACQUE SALATE”: CODICI AMMESSA PARTE CIVILE NEL PROCESSO

OPERAZIONE “ACQUE SALATE”: CODICI AMMESSA PARTE CIVILE NEL PROCESSO

Avv. Zammataro (CODICI): accesi i riflettori su una situazione intollerabile che esponeva ignari cittadini-consumatori a raggiri con pesanti ripercussioni anche per la salute degli utenti. 

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A seguito dell’operazione denominata “Acque salate”, l’associazione CODICI – Centro per i diritti del cittadino è stata ammessa come parte civile nel processo che si sta celebrando dinnanzi al Tribunale collegiale di Siracusa nei confronti dell’On. Giuseppe Gennuso e di Walter Pennavaria quali amministratori del Consorzio Granelli e della Granelli Gestione Acquedotto s.r.l

La vicenda, che si sarebbe consumata tra il 2013 e il 2015, ha visto come protagonisti i due amministratori accusati di adulterazione di sostanze alimentari, di truffa aggravata e di frode nell’esercizio del commercio per avere corrotto l’acqua proveniente da Ispica e destinata alla distribuzione in contrada Granelli (Pachino) e dintorni: nello specifico, l’acqua veniva mescolata con quella non potabile di un pozzo trivellato della contrada Chiappa di Pachino, nonostante ai consumatori fosse stata garantita (alla stipula del contratto) la fornitura di acqua idonea al consumo.

Per tale ragione, il CODICI, quale ente rappresentativo dei diritti dei cittadini, non appena ha appreso la notizia si è tempestivamente attivato presentando un esposto – denuncia con il quale chiedeva che si facesse luce sulla vicenda.

“Siamo molto soddisfatti della decisione del Tribunale di Siracusa, di ammettere CODICI come parte civile in questo importante processo” dichiara l’avv. Manfredi Zammataro, segretario del CODICI Sicilia  “Ancora una volta infatti – prosegue – ci congratuliamo con la Procura di Siracusa per aver acceso i riflettori su una situazione intollerabile che esponeva ignari cittadini-consumatori a raggiri con pesanti ripercussioni anche per la salute degli utenti. Se quanto emerso in fase di indagine dovesse infatti trovare conferma nel dibattimento, saremmo difronte ad una gravissima violazione dei diritti dei consumatori, i quali oltre ad essere stati vittime della truffa attuata dai due imputati, sono stati indotti a  consumare acqua contaminata nociva per la salute. Per quanto ci riguarda – conclude Zammataro- come CODICI saremo al fianco dell’accusa per far si che i responsabili di tale condotta criminale possano essere condannati”.

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Viaggio in Sicilia: delegazione di funzionari tedeschi ospiti di CODICI e Obiettivo Legalità

Viaggio in Sicilia: delegazione di funzionari tedeschi ospiti di CODICI e Obiettivo Legalità

Viaggio in Sicilia su lavoro, vita quotidiana e antimafia” è il tema del programma annuale del Dipartimento del Sindacato Federale Sezione di Amburgo che ha condotto nella nostra Isola una delegazione di funzionari tedeschi.

Tappa del loro viaggio culturale sono state anzitutto le associazioni CODICI – Centro per i diritti del cittadino (in qualità della delegazione siciliana) e Obiettivo Legalità; l’incontro ha avuto come oggetto di interesse, di dialogo e di dibattito le varie attività svolte e le problematiche che le due associazioni si pongono l’obiettivo di affrontare.

I diversi funzionari hanno mostrato particolare interesse per i temi del gioco d’azzardo e del gioco d’azzardo patologico (trattato in Germania con legislazioni differenti, volte a ridurre i rischi di incorrere in problematiche penali e/o psicopatologiche), del consumo responsabile, della capacità di risparmio e del sovraindebitamento, oltre che del problema delle mafie, dell’estorsione e dell’usura: quest’ultimo, termine di difficile traduzione per gli ospiti tedeschi, che non hanno mancato di mostrare curiosità ponendo molte domande sulla diffusione del fenomeno e ascoltando con partecipazione le storie – esempio concreto di quanto loro esposto dapprima in via teorica e per linee generali – di alcuni dei casi trattati dalle associazioni.

A tal proposito, esperienza per loro importante è stata la visita presso un’azienda agricola nel territorio di Caltagirone i cui proprietari sono assistiti dalle suddette associazioni, rivoltisi ad esse per liberarsi dal giogo dei propri estortori che dal 2013 li vessavano con furti, minacce, danneggiamenti e richieste in denaro (pena ulteriori danni ai beni e all’azienda stessa) oltre alle aggressioni fisiche attuate contro alcune delle vittime: classico copione del fenomeno estorsivo, la cui narrazione – in questo caso – è stata ascoltata dai funzionari tedeschi direttamente dalla bocca di chi ha vissuto i fatti in prima persona e ha trovato il coraggio di denunciare l’abuso subito.

Particolarmente interessante e stimolante è stato l’incontro con il Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania dr. Carmelo Zuccaro che ha spiegato agli ospiti tedeschi (molti dei quali funzionari del Ministero dell’Interno e della Polizia Regionale tedesca) il ruolo della Magistratura nella lotta alla mafia soffermandosi, in particolare, sugli strumenti a disposizione della Magistratura per sconfiggere il cancro mafioso.

La delegazione ha poi incontrato l’On. Nello Musumeci, Presidente della Commissione Regionale Antimafia, con il quale è stato trattato il tema ruolo della Commissione Antimafia nella lotta alla criminalità organizzata. Il Presidente Musumeci ha sottolineato durante l’incontro la necessità da parte della politica di creare degli anticorpi ai fenomeni corruttivi e mafiosi.

Infine, essi hanno partecipato alla giornata di studi organizzata dal Dipartimento di Scienze Umanistiche (Università degli Studi di Catania), dall’Ordine Nazionale degli Psicologi, in collaborazione con le associazioni CODICI – Centro per i diritti del cittadino e Obiettivo Legalità, incentrata sul tema “I costi psicologici e sociali della corruzione” e avuta luogo lo scorso 16 settembre. Le relazioni delle mafie e della criminalità con le problematiche trattate, così come le diverse sfaccettature del fenomeno della corruzione di per sé e della percezione di essa, sono state messe in luce dai diversi relatori, tra i quali lo stesso On. Nello Musumeci, laprof.ssa Ida Nicotra (ANAC), il Pubblico Ministero dr. Alessandro Sorrentino, il Presidente dei Giudici per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania dr. Nunzio Sarpietro e dall’avv. Manfredi Zammataro, responsabile dell’ufficio legale di Obiettivo Legalità e responsabile regionale di CODICI. Importante anche l’intervento incentrato sul tema “Corruzione e società civile” del Dott. Höelterhoff, consulente per l’educazione, formazione professionale e migranti dell’Associazione per i diritti civili di Amburgo.

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Codici denuncia voli troppo cari: l’Antitrust apre un’inchiesta

Codici denuncia voli troppo cari: l’Antitrust apre un’inchiesta

Fonte: http://www.cataniatoday.it/cronaca/codici-voli-cari-esposto-inchiesta-antitrust-catania-19-settembre-2016.html

(20/09/2016)

Codici denuncia voli troppo cari: l’antitrust apre un’inchiesta
“Adesso però vigileremo fino a quando l’Antitrust non farà piena luce su quanto accaduto” ha detto l’avvocato Zammataro

A seguito dall’esposto presentato dall’Associazione CODICI Sicilia – Centro per i diritti del cittadino in merito al costo eccessivo dei biglietti aerei riguardanti alcune tratte di voli in partenza da Catania, la Direzione generale per la concorrenza, direzione agroalimentare e trasporti dell’Antitrust ha aperto un’inchiesta e dichiarato di avere inserito in fascicolo la segnalazione presentata dall’associazione e, pertanto, di valutare quanto segnalato proprio da CODICI.

La vicenda, nel particolare, aveva preso avvio da alcune lamentele di utenti – consumatori siciliani raccolte da CODICI che segnalavano i prezzi eccessivamente elevati sborsati per l’acquisto di biglietti per tratte da e per la Sicilia, in particolare sul volo Catania – Milano e Milano – Catania: disagi importanti secondo il segretario regionale di CODICI l’avvocato Manfredi Zammataro, dal momento che “molti degli utenti erano costretti ad intraprendere il viaggio non tanto per questioni meramente turistiche quanto dettate da necessità di tipo medico (ovvero quelle di effettuare visite e controlli fuori dall’Isola)”. Dalla simulazione effettuata dall’associazione, era emerso infatti che costava meno percorrere una tratta estera (ad esempio verso Tokyo, capitale del Giappone) piuttosto che quella nazionale Catania – Milano e viceversa. “

Ebbene secondo l’Avv. Manfredi Zammataro “l’eccessivo costo del biglietto costituisce non solo un disagio per chi deve – per necessità – recarsi verso il Nord della Penisola per ragioni mediche, ma anche per coloro che lavorano e studiano “fuori sede”. Il caso degli studenti è ulteriormente importante poiché i costi dei voli vanno ad incidere ulteriormente su spese già molto gravose (affitto, tasse universitarie, libri, ecc.) che le famiglie sono chiamate a sostenere, contribuendo così ad aggravare il già pesante bilancio reddituale. Per tale ragione siamo soddisfatti che a seguito della nostra denuncia, l’Antitrust abbia ritenuto di aprire un’ indagine. Da parte nostra – conclude il Segretario di CODICI Sicilia- continueremo a vigilare fino a quando non si sarà fatta piena luce su tale vicenda che sta arrecando notevoli problemi ai numerosissimi consumatori”. Sul punto l’Associazione CODICI invita chiunque abbia subitodisagi aerei a scrivere alla mail segreteria.sicilia@codici.org per raccontare la propria storia.

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Corruzione: “I costi psicologici e sociali della corruzione”. Sintesi del Convegno.

Corruzione: “I costi psicologici e sociali della corruzione”. Sintesi del Convegno.

Musumeci: “Burocrazia, cerniera tra politica e criminalità”. Il Gip Sarpietro: “Fenomeno larghissimo al pari di quello mafioso”. Nicotra (Anac): “Oggi i nuovi mezzi normativi danno la possibilità di conoscere atti e documenti delle pubbliche amministrazioni e trasformano le istituzioni in un palazzo di vetro”.
Zammataro (Codici): “Cittadini, denunciate”.

CATANIA – Se la corruzione fosse un’impresa, sarebbe la terza azienda al mondo in termini di fatturato (60 miliardi di euro). Sono queste le proporzioni di un fenomeno che ha costi altissimi in termini economici, morali, sociali e psicologici, un male difficile da estirpare perché poggia su “un patto diabolico tra corrotto e corruttore”. E’ questo il quadro che emerge dalla giornata di studi “I costi psicologici e sociali della corruzione”, organizzata e promossa dall’Ordine Nazionale degli Psicologi, dall’associazione antiracket Obiettivo Legalità, da Codici Sicilia Onlus – Centro per i diritti del cittadino e dall’Università di Catania – Dipartimento di Scienze Umanistiche. A fare gli onori di casa il rettore Giacomo Pignataro La domanda preliminare da porsi è richiamata nel titolo della prima sessione di studio che si è tenuta stamane al Monastero dei Benedettini. “Prevenire la corruzione è possibile?”. La prevenzione e la cultura sono armi preziose e imprescindibili. “La corruzione è fenomeno subdolo e la battaglia si vince sul piano della prevenzione”, ha spiegato l’onorevole Nello Musumeci. Sul banco degli imputati non c’è soltanto la politica. “La corruzione si nutre della fragilità della struttura burocratica che spesso è la cerniera tra politica e criminalità”, ha spiegato il Presidente della Commissione Antimafia indicando la strada da seguire. “Bisogna lavorare sugli aspetti extra penali e incidere nell’etica pubblica”. Un utile strumento è il disegno di legge, licenziato dalla Commissione, sul codice etico per politici e dipendenti pubblici, un deterrente utile ad arginare fenomeni di tipo corruttivo. La politica ha il compito di legiferare, ma questo non è sufficiente. La società civile ha enormi responsabilità. “Una società civile sana esprime un ceto politico sano, mentre una società civile malata ne esprime uno malato”, ha argomentato Musumeci invitando i cittadini a svolgere il loro ruolo di controllori, un compito che non si esaurisce con il voto, ma va accompagnato da una vigilanza continua sull’operato dei rappresentanti eletti. Di “controllo attivo” ha parlato l’avvocato Manfredi Zammataro, responsabile dell’Ufficio legale di Obiettivo legalità e responsabile regionale di Codici: “E’ dovere di ogni cittadino denunciare qualsiasi forma di corruzione. Il ruolo dei cittadini nella lotta alla corruzione è, a nostro avviso, determinante. La trasparenza intesa come accessibilità vuol dire che i cittadini e le associazioni possono fare un controllo diffuso sulla Pubblica Amministrazione. Il convegno di oggi – ha spiegato Zammataro – ha come obiettivo quello di mettere in rete le istituzioni, le forze dell’ordine, la magistratura e le associazioni rappresentative dei cittadini per creare una politica comune di lotta alla corruzione e all’illegalità diffusa”. La Prof.ssa Ida Nicotra ha posto l’accento sul lavoro dell’Anac e sui costi economici dei fenomeni corruttivi che inficiano la possibilità di “decollo dell’intero Paese”. La corruzione (“fenomeno sparso a macchia di leopardo in tutta Italia”), infatti, è una delle concause (giustizia lenta e burocrazia soffocante) dei mancati investimenti o delle fughe all’estero delle aziende. “La corruzione ha distorto le risorse perché un’opera pubblica fatta male e inefficiente dipende dal fatto che i soldi della collettività che andavano usati lì sono finiti in mazzette: sono soldi che vanno risarciti”, ha spiegato Nicotra. Esistono però degli anticorpi, uno di questi è stato messo in campo dall’Anac e si chiama trasparenza. “Oggi i nuovi mezzi normativi danno la possibilità di conoscere atti e documenti delle pubbliche amministrazioni e trasformano le istituzioni in un palazzo di vetro”. Lo stesso vale per il “nuovo codice degli appalti” che ha attribuito all’Anac la funzione di regolazione che consente di tracciare le linee guida per le attuazioni del codice. Il Sostituto Procuratore della Dda di Catania, Alessandro Sorrentino è intervenuto sulle ragioni che hanno determinato un deficit di efficacia della risposta giudiziaria, individuando “prospettive di contrasto e strumenti investigativi che possono migliorare l’accertamento dei fatti di corruzione attraverso una più facile emersione delle notizie di reato”. “Il vero problema in una dialettica processuale che riguarda l’accertamento di fatti delittuosi”, ha detto. In termini di prevenzione e di formazione il diritto penale può fare la sua parte: “Una risposta sanzionatoria efficace che sicuramente favorisce la fiducia nelle istituzioni mettendo in modo in moto un circolo virtuoso in termini di formazione culturale perché l’efficacia della risposta penale è a sua volta di impulso e di stimolo per il rispetto delle regole e della legge”. A portare i saluti del Questore Marcello Cardona, il vice questore aggiunto Alessandro Drago. Da segnalare anche la presenza del comandante della Compagnia dei Carabinieri di Piazza Dante, Massimo Mario Deiana.
Per il presidente dell’Ufficio Gip di Catania Nunzio Sarpietro la corruzione è “un fenomeno larghissimo al pari del fenomeno mafioso. La possibilità di debellarla però dipende molto da una legislazione ancora più specializzata che cerchi di favorire la ricerca della prova”. Sarpietro ha evidenziato come la magistratura ha dato un ottima risposta in termini quantitativi, ma questa risposta però non è sufficiente perché non vengono denunciati i casi di corruzione”.
Ma la strada da percorre è ancora lunga. Lo dimostrano i risultati dello studio “siamo tutti corruttibili” condotto dai docenti Giuseppina Mendorla e Salvatore Castorina con la collaborazione di Rosa Ingiulla, Roberta Desiderio e Giulia Cusumano. Il lavoro di ricerca, illustrato dalla professoressa Mendorla, è basato su questionari somministrati a ragazzi catanesi tra i 17 e i 21 anni sulla percezione del fenomeno. I risultati dicono che c’è ancora tanto da fare: il 54% del campione ritiene la corruzione “un normale scambio di favori”, molto diffuso in modo particolare in ambito politico (82%) da contrastare attraverso un approccio punitivo. Più risicate le percentuali dei giovani che individuano il fenomeno come “un crimine” (29%) da contrastare con strumenti “etici e costruttivi” (48%). Tutte le azioni di sensibilizzazione devono, però, tenere in conto delle parole del professore Castorina: “L’adolescenza è un periodo fondamentale nella formazione dell’identità”. Quindi ogni intervento di sensibilizzazione deve partire dalle scuole.
Molto apprezzati gli interventi delle docenti del Dipartimento Scienze Umanistiche Giuseppina Travagliante e Maria Vita Romeo e quello del dott. Dieter Höelterhoff, consulente per l’educazione, formazione professionale e migranti dell’Associazione per i diritti civili di Amburgo.

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Convegno 16 settembre 2016 – “I costi psicologici e sociali della corruzione”

Convegno 16 settembre 2016 – “I costi psicologici e sociali della corruzione”

Giornata di studi organizzata e promossa dall’Ordine Nazionale degli Psicologi, dall’associazione antiracket Obiettivo Legalità, da Codici Sicilia Onlus – Centro per i diritti del cittadino e dall’Università di Catania – Dipartimento di Scienze Umanistiche. Tra i relatori il sostituto procuratore Alessandro Sorrentino, il presidente dell’Ufficio Gip, Nunzio Sarpietro, il presidente della Commissione Antimafia all’Ars, Nello Musumeci, il consigliere dell’Anac, Ida Nicotra e il vice capo della polizia, il Prefetto Antonino Cufalo.
La corruzione: il primo fattore inquinante della società e dell’economia. Un fenomeno che si muove a braccetto con l’illegalità e il clientelismo ed è il riflesso delle infiltrazioni criminali nelle istituzioni pubbliche. E’ necessario, dunque, cambiare passo partendo dalla società civile. E’ urgente, inoltre, che la politica alzi la testa e metta in campo gli strumenti per contrastare ogni tipo e forma di corruzione. Sarà questo il filo conduttore del convegno dal titolo “I costi psicologici e sociali della corruzione” che si terrà venerdì 14 settembre all’Auditorium del Monastero dei Benedettini di Catania. La giornata di studi è organizzata e promossa dall’Ordine Nazionale degli Psicologi, dall’associazione antiracket Obiettivo Legalità, da Codici Sicilia Onlus – Centro per i diritti del cittadino e dall’Università di Catania – Dipartimento di Scienze Umanistiche.
Il convegno è diviso in due sessioni di studio. La prima, dalle 9 alle 13, dal titolo “Prevenire la corruzione è possibile? Formazione e interventi” sarà coordinata dal Prof. Santo Di Nuovo, Direttore Dipartimento Scienze della Formazione, e dal Dott. Fulvio Giardina, Presidente Nazionale Ordine degli Psicologi. Sono previsti gli interventi di Nello Musumeci, Presidente della Commissione Antimafia all’Ars, Prof.ssa Ida Nicotra, Componente Consiglio Anac e Dipartimento di Giurisprudenza, Prof.ssa Giuseppina Mendorla, Prof. Salvatore Castorina, Dott. Giulia Cusumano, Dott. Rosa Ingiulla e Dott.ssa Roberta Desiderio, Dipartimento Scienze Umanistiche, Avv. Manfredi Zammataro, Responsabile Regionale Codici e Responsabile ufficio legale Obiettivo e Legalità, dott. Dieter Hôelterhoff, Consulente per l’educazione, formazione professionale e migranti dell’Associazione per i diritti civili di Amburgo, Dott. Alessandro Sorrentino, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania.
La seconda sessione, dalle 15.30 alle 18.30, è dedicata al tema: “Corruzione e società civile”. I relatori saranno la Prof.ssa Giuseppina Travagliante, Dipartimento di Scienze Umanistiche, Avv. Ivano Giacomelli, Presidente Nazionale Codici, Dott. Nunzio Sarpietro, Presidente dell’Ufficio Gip presso il Tribunale di Catania, Prefetto Antonino Cufalo, Vice Capo della Polizia e Direttore Centrale della Polizia Criminale.
Il convegno rientra nel tour “Viaggio in Sicilia sul lavoro, vita quotidiana e antimafia” organizzata all’interno del programma annuale del dipartimento del Sindacato Federale Sezione di Amburgo – Lavoro & Vita (Arbeit & Leben) in collaborazione con Codici Sicilia e Obiettivo Legalità.

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200 turisti siciliani bloccati a Santorini a causa di un ritardo, CODICI annuncia esposto

200 turisti siciliani bloccati a Santorini a causa di un ritardo, CODICI annuncia esposto

Fonte: http://www.lagazzettatrapanese.it/200-turisti-siciliani-bloccati-a-santorini-a-causa-di-un-ritardo-codici-annuncia-esposto/

(14/08/2016)

CIRCA 200 TURISTI SICILIANI BLOCCATI A SANTORINI A CAUSA DI UN RITARDO DELL’AEREO DI 10 ORE. IL CODICI ANNUNCIA ESPOSTO ALL’ENAC E RICHIESTE DI RISARCIMENTO DANNI.

CODICI è in contatto con  un gruppo di passeggeri siciliani bloccati nello scalo greco di Santorinia causa di un ritardo di 10 ore del vettore che li costringerà a trascorrere la vigilia del ferragosto in aereoporto. A quanto pare tale ritardo ha comportato anche lo slittamento del volo in partenza da Catania per la meta greca creando medesimi disagi anche ai passeggeri in partenza dallo scalo eteno. Un’odissea quindi che ha sconvolto i programmi di tutti i passeggeri creando gravi disagi e danni economici inammissibili. L’associazione si è attivata immediatamente per offrire assistenza legale ai turisti”

“Da stamattina la nostra linea telefonica è stata presa letteralmente d’assalto da decine di chiamate di passeggeri siciliani bloccati nello scalo greco di Santorini a causa di un ritardo di 10 ore del vettore. Secondo quanto riferitoci, sarebbero oltre 200 (tra cui anche bambini) i siciliani costretti a trascorrere tra evidenti disagi la vigilia del ferragosto chiusi in aereoporto. Ma vi è di più, a quanto pare tale ritardo ha comportato anche lo slittamento del volo in partenza da Catania per la meta greca creando medesimi disagi anche ai passeggeri in partenza dallo scalo etneo. Un’odissea quindi che ha sconvolto i programmi di tutti i passeggeri creando gravi disagi e danni economici inammissibili.”  

Lo afferma in una nota il CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino – Sicilia che è in contatto diretto con alcuni dei passeggeri in questione.

“Appreso quanto accaduto – prosegue la nota – Il CODICI si è subito attivato mettendo a disposizione il proprio ufficio legale che assisterà legalmente gli utenti che intenderanno richiedere il risarcimento dei danni subiti oltre all’indennizzo economico come per legge. E’ chiaro infatti come nel caso di specie la compagnia aerea non ha rispettato gli standard europei. Per tale ragione infatti l’associazione ha preannunciato anche che invierà un esposto all’Enac. Infine,  teniamo ad informare  i passeggeri – continua il CODICI –che in materia di trasporto aereo è previsto un rimborso minimo per ritardo superiore a 3 ore o per la cancellazione del volo, oltre al risarcimento di tutti i danni subiti da inadempimento contrattuale, ivi incluso il danno morale e le altre tipologie di danno personale . Per tale ragione – conclude la nota- invitiamo chi è interessato a a chiamare il numero 320.2281052 o inviare una mail a: segreteria.sicilia@codici.org per chiedere con la nostra assistenza l’indennizzo e il risarcimento dei danni.

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GESTIONE SPIAGGE LIBERE A CATANIA: MESSAGGIO INQUIETANTE AD IMPRENDITORIA SANA E CITTADINI ONESTI

GESTIONE SPIAGGE LIBERE A CATANIA: MESSAGGIO INQUIETANTE AD IMPRENDITORIA SANA E CITTADINI ONESTI

“Lascia davvero basiti la scelta del Comune di Catania di affidare un delicato compito, quale la gestione di un bene pubblico altamente fruito nel periodo estivo come le spiagge libere, ad una società che ha nel proprio organico un soggetto che ad oggi si trova sotto processo per essere stato arrestato in un’operazione antimafia, essere stato destinatario di una confisca antimafia da 600mila euro nel maggio 2016 e che, secondo la Procura di Catania, fino al 2012 si sarebbe appropriato della gestione del parcheggio di un noto lido proprio alla Playa (Sic!), imponendo la sua presenza ai titolari dello stabilimento balneare. Ebbene, fermo restando che le responsabilità penali dovranno essere accertate dalla Magistratura nelle aule di Tribunale, riteniamo che quanto avvenuto rappresenti però un messaggio davvero inquietante per l’imprenditoria sana in Città e per i tanti cittadini onesti.

Infine, contestiamo aspramente l’atteggiamento stizzito assunto dall’Amministrazione comunale di fronte alle doverose critiche giunte in questi giorni da più parti. All’amministrazione Comunale infatti diciamo che sarebbe più utile se la stessa non emettesse commenti inadeguati e, invece, prendesse i dovuti provvedimenti al fine di cancellare questa brutta pagina della storia della nostra Città”.

Lo affermano in una nota congiunta le Associazioni CODICI- Centro per i Diritti del Cittadino Sicilia, ANVU - Associazione Nazionale Vittime di Usura e Racket e Obiettivo Legalità.

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Codici Castelvetrano all'incontro su corruzione e mafia

Codici Castelvetrano all'incontro su corruzione e mafia

Lo scorso 11 maggio ‪#‎CodiciCastelvetrano‬ ha partecipato all'incontro su corruzione e mafia, organizzato dagli avvocati penalisti, avvenuto a Marsala presso l'ex Convento del Carmine con la presenza dei pubblici ministeri Antonio Di Matteo e Henry Woodcock. Entrambi i magistrati hanno evidenziato l'unitarietà del rapporto tra mafia, politica e colletti bianchi e la sostanziale impunità della corruzione che spesso arriva a prescrizione. L'avv. Roberto Tricoli ha replicato sostenendo che per la prescrizione c'è un problema che riguarda le indagini. L'associazione Codici, dal canto suo, ritiene che un'attività preventiva di controlli da parte di organi ispettivi sia determinante per la lotta alla corruzione.

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