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Appalti pubblici, centro nord Italia terreno fertile per le infiltrazioni mafiose

Appalti pubblici, centro nord Italia terreno fertile per le infiltrazioni mafiose

La presenza delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici è una realtà e mentre in passato questo fenomeno interessava soprattutto le Regioni del Sud Italia, oggi il fenomeno si è spostato soprattutto nel Centro e al Nord e la Regione Lazio e la Lombardia sono diventati terreni fertile per le infiltrazioni mafiose proprio per la presenza di numerosi cantieri.  L’osservatorio Codici ha documentato l’attività istituzionale svolta nel settore degli appalti pubblici, i controlli delle Forse dell’ordine hanno interessato nel Nord d’Italia le ditte interessate nei lavori di collegamento autostradale BRE.BE.MI. Brescia, Bergamo, Milano e la realizzazione della quinta metropolitana lombarda. Nella Regione Lazio, invece,  i controlli hanno interessato in particolare i lavori di realizzazione della metropolitana linea c di Roma, che ad oggi presentano forti ritardi nella data di consegna dei lavori  con costi elevati.  L’operazione volta a verificare infiltrazioni mafiosi in questi grossi appalti  ha portato nella regione Lazio al controllo, negli ultimi 6 mesi del 2010, di 158 imprese, e presumibilmente parte di  questi controlli hanno interessato proprio i lavori in atto per la realizzazione della metropolitana c. Mentre 98 sono state le imprese controllate in Lombardia e 60 in Emilia Romagna, Regioni  nelle quali le infiltrazioni mafiose hanno affinato le proprie tecniche investendo proprio nel settore degli appalti. La Capitale, per esempio, si presenta con un nuovo assetto e una nuova struttura criminale che prende forma, adattandosi alla realtà e al contesto sociale. Roma, grazie alla strategicità del tessuto cittadino rappresenta un favorevole luogo per il rifugio dei latitanti e terreno fertile per mercati illeciti più sofisticati, quali: appalti pubblici e impresa, attraverso la nuova tecnica del leverage buy out.

Dall’analisi dell’Osservatorio CODICI emerge che il sistema mafioso investe nel settore terziario e si manifesta attraverso:

  • la presunta corruzione di pubblici funzionari;
  • procedure irregolari per l’assegnazione dei lavori;
  • scarsa trasparenza delle procedure;
  • alterazione delle condizioni concorrenziali che può contribuire ad annientare le imprese oneste;
  • burocrazia farraginosa;
  • il ricorso a provvedimenti di natura emergenziale;
  • lo sviluppo incontrollato dei cantieri dettato dalla politica del “fare per fare”.

La criminalità investe, si adatta alla realtà e si muove soprattutto sugli appalti pubblici. Per evitare che il tessuto venga infettato ulteriormente dalle varie forme di corruzione, CODICI chiede alle istituzioni maggiore trasparenza negli appalti;

  • prevedere libertà di accesso  alle informazioni come previsto per l’accesso  alle informazioni  di  natura ambientale;
  • valutazione dei lavori degli uffici pubblici, snellendo la burocrazia ancora troppo faraginosa;
  • trasparenza sui provvedimenti  di  natura emergenziale per i  quali  vengono  assegnati  appalti  senza gare;
  • a porre in essere un affinato organismo di controllo, sofisticato quanto le nuove tecniche usate dalle infiltrazioni, con la partecipazione della società civile
  • a mettere in atto una azione che vada ad incidere contro il fenomeno di apparente clientelismo, legato a fazioni politiche, che potrebbe nascondere capitale criminale;
  • a verificare la trasparenza nella pubblica amministrazione, inerente soprattutto la situazione patrimoniale di funzionari collocati in posti chiave.
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Alimentare, Taranto: sequestrato noto ristorante per irregolarità e carenze igieniche

Alimentare, Taranto: sequestrato noto ristorante per irregolarità e carenze igieniche

La notizia del sequestro del un famoso ristorante sito sul Lungomare di Taranto, da parte della Guardia di Finanza riguarda: irregolarità sulle concessioni e autorizzazioni sanitarie e carenze igieniche.
Ma soprattutto la Gdf ha posto sotto sequestro circa 70 chili di prodotti alimentari per il loro cattivo stato di conservazione e per la scadenza non rispettata. Nessun criterio di tracciabilità per i cibi presenti all’interno del ristorante e che presto sarebbero stati serviti ai consumatori, frequentatori del locale. Nonostante sia complicato per il cliente essere a conoscenza della sicurezza dei prodotti sopratutto all’interno di un ristorante, occorre comunque dare importanti indicazioni ai consumatori che quotidianamente si occupano della cosiddetta “lista della spesa”.
Come deve presentarsi l’etichetta?
Innanzitutto, la denominazione di vendita così come previsto dalle disposizioni che disciplinano il prodotto stesso. Fondamentale è anche l'elenco degli ingredienti che
devono essere riportati in ordine di quantità decrescente e comprende anche gli additivi e le sostanze aromatizzanti. L’etichetta deve presentare, per la tutela del consumatore, anche i seguenti punti:

  • il nome e la sede del produttore o del confezionatore;
  • la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento;
  • la data di scadenza;
  • le modalità di conservazione e utilizzazione;
  • le istruzioni per l'uso;
  • il luogo di origine o di provenienza.

''Le truffe in campo alimentare comportano un enorme giro di affari, è quindi necessario prestare molta attenzione alle etichette, soprattutto alla data di scadenza, e soprattutto segnalare sempre eventuali anomalie riscontate, sia sulle date di scadenza che alle condizioni igienico sanitarie dei prodotti alimentari' – commenta Valentina Coppola, Responsabile Settore Agroalimentare di Codici. E continua: “Occorre verificare che le scadenze sulle confezioni di latta (pomodori pelati, tonno, legumi ecc.), siano impresse sopra il coperchio e non sull'etichetta che potrebbe essere rimossa e cambiata, e che la stampa della scadenza sia sempre chiara e leggibile, altrimenti potrebbe essere stata manomessa.”
Pertanto, Codici plaude al lavoro svolto dalla Guardia di Finanza e chiede continui controlli a tutela dei diritti dei consumatori.

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Foggia, la discarica di giardinetto: Codici si costituisce parte civile nel processo per disastro ambientale contro tre imputati della società  I.A.O.

Foggia, la discarica di giardinetto: Codici si costituisce parte civile nel processo per disastro ambientale contro tre imputati della società I.A.O.

Questa mattina durante l’udienza dibattimentale tenutasi presso il Tribunale di Lucera, CODICI si è costituita parte civile, insieme al Comune di Castelluccio dei Sauri; al Comune di Troia; all’Associazione Udico; a Legambiente; all’Associazione Salute e Territorio di Troia ed a singoli cittadini, nel processo su una questione conosciuta a molti: la discarica di Giardinetto in agro di Troia (FG). Sarebbero tre gli imputati della società I.A.O. srl accusati, tra cui figurano il consulente tecnico ed il rappresentante legale della società predetta. A loro carico diversi capi d’imputazione: primo fra tutti l’accusa di disastro ambientale con pericolo della pubblica incolumità . Ma non solo: si parla di presenza di fanghi neri e maleodoranti contaminati da inquinanti tossici e nocivi; di rifiuti presenti nel sottosuolo; di rifiuti costituiti da materiale friabile fra misto di cemento e residui di mattoni contaminati da inquinanti tossici e nocivi, di abbandono di ingenti quantità di rifiuti pericolosi costituiti da pannelli di eternit contaminati da fibre di amianto con derivato pericolo per la salute pubblica; di falsa attestazione alla Regione Puglia della messa in sicurezza e bonifica dell’amianto, omettendo la rimozione, lo smaltimento e la bonifica dei capannoni sui cui tetti erano presenti pannelli di eternit in cattivo stato di conservazione.
Ripercorriamo le tappe di questa terribile storia, iniziata il 30 ottobre 1996.
L’area su cui insiste questa immensa discarica è stata definita più volte e senza mezzi termini una “bomba ecologica”: sotto inchiesta la società IAO, che avrebbe occultato nel sottosuolo su una superficie di 70ettari, migliaia di tonnellate di rifiuti molto pericolosi (amianto, cadmio, cromo esavalente ed altri metalli pesanti di natura cancerogena). Gli scarti letali provengono prevalentemente da: Germania, Francia, Corea del Sud, Italia Settentrionale e perfino dall’Enichem di Manfredonia. La conferma che ciò che accadeva era qualcosa di strano e pericoloso è documentato da rapporti, denunce, cause, condanne annullate e nuovi sequestri. Il lavoro di anni finì in una bolla di sapone malgrado si trattasse della più grande discarica di rifiuti industriali presente attualmente in Italia; ma il sequestro del dicembre 2009 riaprì  il gioco per la correlazione esistente tra la discarica da rifiuti tossici e alcune morti avvenute nel territorio per cancro. Codici si era già interessato alla vicenda, inoltrando a fine 2009, diverse richieste di accesso agli atti all’Asl di Foggia ed al dipartimento provinciale di Foggia dell’Arpa Puglia al fine di acquisire informazioni in merito all’indagine epidemiologica, ai sensi del Decreto Legislativo n.195 del 19 agosto 2005. Stando ai fatti, l’Asl avrebbe avviato un’indagine epidemiologica e intrapreso delle attività al fine di conoscere quante più rilevazioni possibili, ma tante delucidazioni occorrevano ancora. Oggi poi la costituzione di parte civile di Codici!
“Codici esprime soddisfazione per il risultato dell’udienza dibattimentale di questa mattina perché sia fatta giustizia per tutti i cittadini e per  tutelarne la loro salute” – commenta il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli - .
Il Pubblico Ministero ha depositato un’ampia documentazione e le parti hanno fatto richieste istruttorie sull’ascolto di testimoni e sull’esame degli imputati.
Il Tribunale ha disposto preliminarmente una perizia sulla verifica della sussistenza e dell’ entità del disastro ambientale  e sull’opera essenziale per la bonifica.  Fino al 15 marzo prossimo tutte le parti potranno porre quesiti al perito nominato, il cui conferimento dell’incarico è stato rinviato al 31 marzo 2011.

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Energia: A2A accetta le richieste di Codici per la modifica delle clausole contrattuali a tutela dei consumatori

Energia: A2A accetta le richieste di Codici per la modifica delle clausole contrattuali a tutela dei consumatori

L'Ufficio legale di CODICI ha preso attentamente in esame le condizioni generali di contratto di A2A relative alla somministrazione di energia elettrica e gas naturale per i clienti domestici. Diversi elementi del contratto, infatti, erano  da ritenersi contrari al disposto dell’articolo 33 del Codice del consumo (D. lgs. 6 settembre 2005 n. 206), che tutela i diritti di coloro che usufruiscono del servizio.
Nella nota CODICI scriveva:
Il contratto prevede articoli che escludono totalmente, e, secondo il CODICI, ingiustamente, la responsabilità dell’azienda fornitrice. L’A2A, ad esempio, non risponde dei danni causati dal gas a valle del punto di riconsegna del cliente, anche qualora dipendano da fatti imputabili al fornitore. Tale clausola è da considerarsi scorretta, in quanto è negata al consumatore la possibilità di agire nei confronti del professionista in caso di inadempimento.
Il fatto, poi, che A2A possa cedere il contratto ad un’altra impresa non tutela in alcun modo i consumatori, non essendo previsto che rimanga immutata la tutela dei loro diritti.
Inoltre A2A può modificare unilateralmente le clausole del contratto, anche in assenza di un giustificato motivo, non essendo previsto nemmeno il diritto di recesso da parte del consumatore. L’ultimo, ma non meno importante, articolo ritenuto scorretto stabilisce come sede del foro competente sulle controversie, località diversa da quella di residenza o domicilio elettivo del consumatore.
In base a queste osservazioni, CODICI aveva invitato la società A2A ad eliminare e/o modificare le clausole in oggetto e a fornire in tempi possibilmente brevi un nuovo testo che sia in linea con il dettato del Codice del consumo.
A2A avendo già intrapreso autonomamente un percorso di revisione dei testi contrattuali, in parte frutto di una stratificazione delle condizioni di fornitura in un settore che negli ultimi anni ha visto numerose novità normative, ha accolto i suggerimenti ricevuti dall’associazione. 
“In seguito a tale invito -  dichiara il Dott. Davide Zanon – Coordinatore Regionale CODICI -  siamo stati contattati dall’Azienda che ha voluto incontrarci per discutere di quanto evidenziato. Con estrema soddisfazione abbiamo trovato una piena collaborazione ad ascoltare le nostre rimostranze. Il confronto ha portato alla rimozione di alcune clausole e alla stesura di un testo contrattuale trasparente e in grado di offrire un servizio equo al consumatore. E’ stato un esempio di come Associazioni ed Aziende, se si ascoltano e si confrontano in maniera costruttiva senza demagogie o prese di posizioni precostruite, possono trovare una via per migliorare la qualità del servizio per il cliente, da una parte, e la qualità del servizio al cittadino-utente dall’altra. Spero vivamente che altre aziende vogliano prendere ad esempio questa esperienza.”
A nome dell'Ufficio Legale di CODICI l'Avv. Fabio Strazzeri, in linea con gli obiettivi dell’associazione, afferma: «sono molto soddisfatto del risultato ottenuto, in quanto attraverso la revisione di tali clausole si migliorano i servizi a favore dei consumatori».
Piena soddisfazione anche da parte di A2A che ritiene importante l’apertura di un nuovo fronte di collaborazione con le associazioni anche grazie alla modalità utilizzata da Codici, utile per portare avanti istanze a tutele di consumatori con esito positivo.

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San Valentino, Codici: per la ricorrenza ogni coppia spenderà in media dai 180 ai 550 euro per un weekend fuori porta

San Valentino, Codici: per la ricorrenza ogni coppia spenderà in media dai 180 ai 550 euro per un weekend fuori porta

Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, è ormai alle porte  e per coloro che amano questa ricorrenza, è tempo di preparativi. Infatti, sono molte le coppie in cerca del pensiero giusto, del dono da regalare per festeggiare il proprio amore.
L’Osservatorio CODICI ha effettuato un monitoraggio su ristoranti,  gioiellerie e fiorai  ossia sui  settori che in questa festa, vanno per la maggiore. Ma quali sono i costi che una coppia sosterrà per celebrare questo anniversario?
Ipotizzando una serata con cena al ristorante, regalo in gioielleria e piccolo presente per adornare il tavolo con fiori e “dolce” composizione di cioccolatini, CODICI ha campionato tutti i costi di San Valentino. Nel dettaglio:

•    per un mazzo di 7 rose rosse (numero perfetto in amore), si spende dai 28 a 35 euro, a seconda del tipo di rosa scelta se a gambo lungo o corto;
•    i cioccolatini che celebrano al meglio questa festa sono senz’altro i baci Perugina, la cui confezione si aggira sui 7 € ma con annesso un peluche o altro pensierino arriva a costare dai 13 ai 32 euro;
•    i ristorantini propongo serate e cene con menu fisso: il prezzo va dai 35 € circa ai 50 € se è previsto l’accompagnamento musicale. Ovviamente, il prezzo della cena sale se al vino  della casa se ne preferisce uno più pretenzioso.

A fine cena non può non mancare lo scambio di doni: l’articolo di gioielleria, (bracciale, anello, o collana che sia), il cui costo parte da i 40 euro in su a seconda delle caratteristiche, o completino intimo (sia per la donna che per l’uomo) il cui prezzo varia in media da un minimo di 25 euro ad un massimo di 60, sempre se vogliamo rimanere nei canonici pensierini ideati appositamente per la consumeristica ricorrenza.
Ma anche quest’anno, l’idea di festeggiare in relax e lontano dai ritmi quotidiani è sicuramente quella più sposata e gradita. Centri benessere  e capitali europee sono le mete prediligiate. Ma quanto costa?
Per coloro che vogliono lasciarsi coccolare tra piacevoli massaggi, percorso docce emozionali cromo terapeutiche, saune  e pernottare 2 notti ; i pacchetti oscillano da i 350 € ai 550 € a coppia. Invece, per chi pernotta una sola notte i costi diminuiscono circa del 15-20%.
Per le coppie alla scoperta di nuovi posti e che amano girovagare per le grandi città, la scelta giusta non può che essere il weekend verso le capitali europee. “Oh mon amour!” è l’esclamazione che qualsiasi donna pronuncia al proprio uomo, davanti lo spettacolo che la Tour Eiffel e le altre meraviglie regala. Infatti, Parigi è la meta prediletta per l’occorrenza, come dimostrano i commenti che popolano il web nei numerosi blog sui viaggi e vacanze . Chi ha pianificato il viaggio mesi prima e si è affidato alle compagnie low cost, sarà riuscito a risparmiare qualche soldino sul biglietto del volo. Ma, in genere i costi di pacchetti comprensivi di volo e 2 notti in pernottamento e colazione, vanno dai 280 € a persona ai 320 € a seconda della categoria dell’hotel scelto. Seguono Praga e Londra con prezzi a partire dai 250 € a persona. In sostanza, l’Osservatorio CODICI stima che per festeggiare il giorno di san Valentino una coppia spenderà da un minimo di 180 euro per cene e regalini vari ad un massimo di 550 € per un weekend in una spa o in una città europea.

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Appalti pubblici, centro nord dell'Italia terreno fertile per le infiltrazioni mafiose

Appalti pubblici, centro nord dell'Italia terreno fertile per le infiltrazioni mafiose

La presenza delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici è una realtà e mentre in passato questo fenomeno interessava soprattutto le Regioni del Sud Italia, oggi il fenomeno si è spostato soprattutto nel Centro e al Nord e la Regione Lazio e la Lombardia sono diventati terreni fertile per le infiltrazioni mafiose proprio per la presenza di numerosi cantieri.  L’osservatorio Codici ha documentato l’attività istituzionale svolta nel settore degli appalti pubblici, i controlli delle Forse dell’ordine hanno interessato nel Nord d’Italia le ditte interessate nei lavori di collegamento autostradale BRE.BE.MI. Brescia, Bergamo, Milano e la realizzazione della quinta metropolitana lombarda. Nella Regione Lazio, invece,  i controlli hanno interessato in particolare i lavori di realizzazione della metropolitana linea c di Roma, che ad oggi presentano forti ritardi nella data di consegna dei lavori  con costi elevati.  L’operazione volta a verificare infiltrazioni mafiosi in questi grossi appalti  ha portato nella regione Lazio al controllo, negli ultimi 6 mesi del 2010, di 158 imprese, e presumibilmente parte di  questi controlli hanno interessato proprio i lavori in atto per la realizzazione della metropolitana c. Mentre 98 sono state le imprese controllate in Lombardia e 60 in Emilia Romagna, Regioni  nelle quali le infiltrazioni mafiose hanno affinato le proprie tecniche investendo proprio nel settore degli appalti. La Capitale, per esempio, si presenta con un nuovo assetto e una nuova struttura criminale che prende forma, adattandosi alla realtà e al contesto sociale. Roma, grazie alla strategicità del tessuto cittadino rappresenta un favorevole luogo per il rifugio dei latitanti e terreno fertile per mercati illeciti più sofisticati, quali: appalti pubblici e impresa, attraverso la nuova tecnica del leverage buy out.

Dall’analisi dell’Osservatorio CODICI emerge che il sistema mafioso investe nel settore terziario e si manifesta attraverso:
•    la presunta corruzione di pubblici funzionari;
•    procedure irregolari per l’assegnazione dei lavori;
•    scarsa trasparenza delle procedure;
•    alterazione delle condizioni concorrenziali che può contribuire ad annientare le imprese oneste;
•    burocrazia farraginosa;
•    il ricorso a provvedimenti di natura emergenziale;
•    lo sviluppo incontrollato dei cantieri dettato dalla politica del “fare per fare”.

La criminalità investe, si adatta alla realtà e si muove soprattutto sugli appalti pubblici. Per evitare che il tessuto venga infettato ulteriormente dalle varie forme di corruzione, CODICI chiede alle istituzioni maggiore trasparenza negli appalti;
•    prevedere libertà di accesso  alle informazioni come previsto per l’accesso  alle informazioni  di  natura ambientale;
•    valutazione dei lavori degli uffici pubblici, snellendo la burocrazia ancora troppo faraginosa;
•    trasparenza sui provvedimenti  di  natura emergenziale per i  quali  vengono  assegnati  appalti  senza gare;
•    a porre in essere un affinato organismo di controllo, sofisticato quanto le nuove tecniche usate dalle infiltrazioni, con la partecipazione della società civile
•    a mettere in atto una azione che vada ad incidere contro il fenomeno di apparente clientelismo, legato a fazioni politiche, che potrebbe nascondere capitale criminale;
•    a verificare la trasparenza nella pubblica amministrazione, inerente soprattutto la situazione patrimoniale di funzionari collocati in posti chiave.

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Foggia, la discarica di Giardinetto: Codici si costitisce parte civile nel processo per disastro ambientale contro tre imputati della società I.A.O.

Foggia, la discarica di Giardinetto: Codici si costitisce parte civile nel processo per disastro ambientale contro tre imputati della società I.A.O.

Questa mattina durante l’udienza dibattimentale tenutasi presso il Tribunale di Lucera, CODICI si è costituita parte civile, insieme al Comune di Castelluccio dei Sauri; al Comune di Troia; all’Associazione Udico; a Legambiente; all’Associazione Salute e Territorio di Troia ed a singoli cittadini, nel processo su una questione conosciuta a molti: la discarica di Giardinetto in agro di Troia (FG). Sarebbero tre gli imputati della società I.A.O. srl accusati, tra cui figurano il consulente tecnico ed il rappresentante legale della società predetta. A loro carico diversi capi d’imputazione: primo fra tutti l’accusa di disastro ambientale con pericolo della pubblica incolumità . Ma non solo: si parla di presenza di fanghi neri e maleodoranti contaminati da inquinanti tossici e nocivi; di rifiuti presenti nel sottosuolo; di rifiuti costituiti da materiale friabile fra misto di cemento e residui di mattoni contaminati da inquinanti tossici e nocivi, di abbandono di ingenti quantità di rifiuti pericolosi costituiti da pannelli di eternit contaminati da fibre di amianto con derivato pericolo per la salute pubblica; di falsa attestazione alla Regione Puglia della messa in sicurezza e bonifica dell’amianto, omettendo la rimozione, lo smaltimento e la bonifica dei capannoni sui cui tetti erano presenti pannelli di eternit in cattivo stato di conservazione.
Ripercorriamo le tappe di questa terribile storia, iniziata il 30 ottobre 1996.
L’area su cui insiste questa immensa discarica è stata definita più volte e senza mezzi termini una “bomba ecologica”: sotto inchiesta la società IAO, che avrebbe occultato nel sottosuolo su una superficie di 70ettari, migliaia di tonnellate di rifiuti molto pericolosi (amianto, cadmio, cromo esavalente ed altri metalli pesanti di natura cancerogena). Gli scarti letali provengono prevalentemente da: Germania, Francia, Corea del Sud, Italia Settentrionale e perfino dall’Enichem di Manfredonia. La conferma che ciò che accadeva era qualcosa di strano e pericoloso è documentato da rapporti, denunce, cause, condanne annullate e nuovi sequestri. Il lavoro di anni finì in una bolla di sapone malgrado si trattasse della più grande discarica di rifiuti industriali presente attualmente in Italia; ma il sequestro del dicembre 2009 riaprì  il gioco per la correlazione esistente tra la discarica da rifiuti tossici e alcune morti avvenute nel territorio per cancro. Codici si era già interessato alla vicenda, inoltrando a fine 2009, diverse richieste di accesso agli atti all’Asl di Foggia ed al dipartimento provinciale di Foggia dell’Arpa Puglia al fine di acquisire informazioni in merito all’indagine epidemiologica, ai sensi del Decreto Legislativo n.195 del 19 agosto 2005. Stando ai fatti, l’Asl avrebbe avviato un’indagine epidemiologica e intrapreso delle attività al fine di conoscere quante più rilevazioni possibili, ma tante delucidazioni occorrevano ancora. Oggi poi la costituzione di parte civile di Codici!
“Codici esprime soddisfazione per il risultato dell’udienza dibattimentale di questa mattina perché sia fatta giustizia per tutti i cittadini e per  tutelarne la loro salute” – commenta il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli -
Il Pubblico Ministero ha depositato un’ampia documentazione e le parti hanno fatto richieste istruttorie sull’ascolto di testimoni e sull’esame degli imputati.
Il Tribunale ha disposto preliminarmente una perizia sulla verifica della sussistenza e dell’ entità del disastro ambientale  e sull’opera essenziale per la bonifica.  Fino al 15 marzo prossimo tutte le parti potranno porre quesiti al perito nominato, il cui conferimento dell’incarico è stato rinviato al 31 marzo 2011.

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San Valentino a Napoli e in Costiera per festeggiare l’evento gli innamorati spenderanno dai 5 ai 400 euro

San Valentino a Napoli e in Costiera per festeggiare l’evento gli innamorati spenderanno dai 5 ai 400 euro

Il Centro per I Diritti del Cittadino – Codici Campania, ha svolto un’indagine sulla spesa media prevista per il giorno di San Valentino nella città partenopea. I dati dell’Osservatorio CODICI, infatti, rilevano che gli innamorati spenderanno dai 5 Euro per la confezione simbolo di cioccolatini da regalare al proprio partner fino ad arrivare ad un festeggiamento romantico che può arrivare a 400 Euro a coppia. “I dati parlano chiaro – afferma Giuseppe Ambrosio, segretario regionale di Codici – oggi anche l’amore costa e subisce il caro prezzi. Una coppia che decide di festeggiare il giorno degli innamorati con un pernottamento nella città partenopea in Hotel 4 stelle e rose rosse arriva a spendere fino a 400 Euro. In caso di cadeau romantico i prezzi lievitano a seconda della scelta del regalo stesso ”.
Ecco alcuni dei prezzi più significativi segnalati dal nostro Osservatorio:
si parte dalla confezione simbolo di baci che parte dai 5 Euro per passare alla classica scatola di cioccolatini che varia dai 10 Euro per i cioccolatini assortiti fino a salire intorno ai 45-50 Euro per quelle elaborate a forma di cuore o con cioccolatini a tema; rosa, rigorosamente rossa simbolo dell’amore, a partire dai 3 Euro per quella congelata fino ad arrivare agli 8 Euro per una rosa rossa a gambo lungo, la composizione in genere regalata e quella da 7 rose rosse (numero perfetto per i fiori e in particolare le rose) con una spesa dai 21 ai 56 Euro; cena romantica a lume di candela con menù a tema e musica dal vivo dai 50 Euro a persona in periferia fino agli 80 Euro a persona per i ristoranti nei pressi del centro o con vista panoramica sul golfo, bevande escluse; per chi decide una notte all’insegna dell’amore la scelta di un B&B of boat di 2 giorni e 1 notte per il golfo di Napoli a 120 Euro a persona; cena e pernottamento in Hotel vista mare a 180 Euro a persona.
Se si sceglie di spostarsi in costiera i prezzi per 2 notti a 139 Euro a persona mentre per una scelta salutistica, un week and alle terme da 185 Euro a persona.
Diversi milioni di coppie sceglieranno di festeggiare il giorno degli innamorati nei modi più svariati e sicuramente in uno dei modi appena elencati.
L’Associazione invita i consumatori a controllare bene che i requisiti promessi, soprattutto per le prenotazioni di viaggi, siano rispettati così come proposti dalle offerte, e di verificare se i menù dei ristoranti rispettino quanto proposto e magari non servano il tanto decantato menù afrodisiaco con ingredienti rigorosamente congelati o importati.

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Poste Italiane risponde all’appello e alla petizione popolare lanciata da Codici Campania ma molte risposte rimangono inevase

Poste Italiane risponde all’appello e alla petizione popolare lanciata da Codici Campania ma molte risposte rimangono inevase

E’ di ieri la comunicazione di Poste Italiane in cui comunica che Sala di Caserta continuerà ad avere l’ufficio postale e che tecnici dell’azienda stanno già vagliando alcuni locali, nei pressi della vecchia sede, per consegnare alla cittadinanza dei locali funzionali e confortevoli sia per gli operatori di sportello che per l’utenza che vi accederà. “La decisione che Poste Italiane non voglia privare il comune di Sala di Caserta di un ufficio postale non può che farci piacere ma nel contempo la cittadinanza è costretta a convivere con una serie di disagi a cui Poste Italiane non ha ancora dato risposta. – commenta Danila Navarra, responsabile sportello regionale di Codici Campania”. Nella missiva pervenuta all’Associazione  non sono stabiliti i tempi di realizzazione del nuovo ufficio postale visto che al vaglio ci sono ancora diversi locali tra cui individuare il più adatto. Inoltre alle numerose problematiche presentatesi dopo la chiusura dello sportello, Poste Italiane non ha dato risposta alcuna.“Visti i tempi sicuramente non brevi e imminenti per la riapertura dello sportello di Sala la cittadinanza si chiede come verranno risolti i disagi che al momento l’utenza del territorio sta vivendo. – continua Navarra - Siamo in parte soddisfatti  dalla risposta di Poste Italiane, ma la soluzione prospettata richiede comunque del tempo per la realizzazione. Le richieste che reiteriamo  di aumento del personale di servizio presente nelle sedi di San Leucio e Puccianiello e dell’orario di apertura degli sportelli stessi con fascia pomeridiana e orario continuo rimangono in piedi così come la richiesta di predisporre un servizio navetta per l’utenza non automunita”.
L’Associazione rimane in contatto con Poste Italiane e invia un sollecito per ottenere risposte alle domande rimaste inevase.

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Animali: can che abbaia... disturba! Le liti condominiali fra proprietari di animali domestici e tra chi invece gli animali non li sopporta proprio sono all’ordine del giorno

Animali: can che abbaia... disturba! Le liti condominiali fra proprietari di animali domestici e tra chi invece gli animali non li sopporta proprio sono all’ordine del giorno

“La sentenza numero 4706 del 09/02/2011 è quindi destinata a far discutere”, spiega Valentina Coppola Presidente di CODICIAmbiente, “i proprietari dei cani in condominio hanno il dovere di vigilare attivamente sui propri animali, e negli  orari notturni devono evitare, per quanto possibile, di farli abbaiare ed avviare così degli ululati comuni arrechino disagi agli altri inquilini”. E’ quanto successo in Sicilia a Nicosia, dove i quattro proprietari  di 10 cani, sono stati ritenuti colpevoli di non aver calmato i propri animali, innescando così una reazione a catena ed un latrato comune, talmente rumoroso da rendere impossibile il sonno dei vicini. 
La Corte Suprema di Cassazione,  ha condannato  i 4 proprietari , a due mesi di carcere ognuno senza attenuanti e sospensione condizionale della pena.
“Nel caso specifico, la Corte Suprema ha inflitto tale pena proprio perché i proprietari degli animali negligentemente non si sarebbero mossi immediatamente per sedare i loro cani e ripristinare la tranquillità, seppur  consci delle lamentele degli altri inquilini, conclude Coppola, ma non dimentichiamo che la norma italiana sul benessere degli animali dice che non si può evitare del tutto di far abbaiare i cani:” la natura dell'animale non può essere coartata al punto da impedirgli del tutto di abbaiare e che episodi saltuari di disturbo da parte del cane potevano e dovevano essere tollerati dai vicini, in nome dei principi del vivere civile” (Cassazione civile, sez. II, sentenza 26.03.2008 n. 7856).
Quindi quel che ci auguriamo è che, sentenze a parte, sia il rispetto reciproco ed il buon senso ad avere la meglio.

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