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Sciopero bianco: le uniche vittime del boicottaggio sono i romani

Sindacati di tutte le sigle coinvolte devono rispondere subito. Atac deve attivarsi con un'indagine interna che individui i responsabili. L’associazione CODICI non esclude un’azione legale collettiva per permettere agli utenti di chiedere un rimborso di queste giornate infernali

 

 


Roma, 6 luglio 2015 – Mattinata da incubo quella di oggi per gli utenti romani. L’ennesima da quando i macchinisti Atac delle linee A e B hanno deciso di boicottare l’introduzione del badge. Corse a distanza di 10 minuti una dall’altra anche in orari di punta, rallentamenti e soste prolungate. Sono solo alcuni dei disservizi subiti dai passeggeri esasperati.

I motivi della protesta o sciopero bianco sono vari. Con la novità del badge la dirigenza aziendale avrà la possibilità di aumentare il controllo sull’attività svolta dai macchinisti. In base al lavoro, gli stipendi verranno commisurati mentre prima il massimo era assegnato indistintamente. Inoltre il personale è contrario all’aumento del monte ore annuale che è stato portato dalla municipalizzata dalle attuali 700 a 950. 

“I dipendenti Atac in servizio nelle metropolitane stanno tirando fuori il peggio di loro stessi – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI -. Le uniche vittime di questo atteggiamento incivile sono gli utenti già vessati tutto l’anno da un servizio pubblico insufficiente. Chiediamo con urgenza all’azienda un forte segnale di intervento. In primo luogo deve essere svolta un’indagine interna che individui i responsabili di questo andazzo”. 

“Chi protesta sta danneggiando esclusivamente l’utenza nonostante svolga un servizio pubblico e dallo stesso pubblico venga stipendiato. Tutte le sigle sindacali che aizzano o all’occorrenza coprono queste azioni di boicottaggio e sciopero irregolare devono rispondere per pratica sindacale scorretta. L’associazione CODICI infine non esclude un’azione legale collettiva per permettere agli utenti di chiedere un rimborso di queste giornate infernali”. 

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