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Controlli sui treni: servono le forze dell’ordine

 

 

Milano, 18 giugno 2015 – Sul tema della sicurezza da anni i governi sembrano aver tirato i remi in barca. Le stesse forze dell’ordine lamentano una tirata del freno sul terreno degli investimenti. E finché non accadono episodi in cui si palesano le falle, si fa finta di nulla. L’episodio di violenza avvenuto nei giorni scorsi su un convoglio delle ferrovie regionali lombarde riporta però il tema all’attenzione dell’opinione pubblica.

 

“L’utenza regolare è duramente svantaggiata dal taglio dei controlli. Chi non paga infatti crea un grosso danno che si rispecchia nell'aumento delle tariffe. Contando anche il fatto che i "non controlli" incentivano anche coloro che il biglietto o l'abbonamento lo facevano a non farlo”, commentano per Rete Consumatori Italia, Davide Zanon Segretario CODICI Lombardia, Roberto Brunelli presidente di Assoutenti Lombardia ed Elisabetta Procopio.


“I controllori andrebbero affiancati da vigilantes. La spesa per questo ulteriore servizio sarebbe verosimilmente ripagata dagli introiti dai biglietti venduti - suggeriscono -. Inoltre, gli operatori della Trenord, anche prima dell’episodio dei giorni scorsi, hanno lamentato la percezione diffusa di scarsa sicurezza. Per tutelare l’utenza e i dipendenti, l’azienda dovrebbe perlomeno varare il Documento Valutazione Rischi, previsto dagli obblighi di legge”.

Da inizio anno, la società dice di aver avviato un progetto per la sicurezza che impiega 63 operatori a bordo e in stazione il doppio rispetto all’anno precedente.

“Tuttavia dobbiamo notare che è stata eliminata la vigilanza notturna degli scali che ha procurato non poche conseguenze: vandalizzazione e uso delle carrozze come latrine ad opera di drogati e senza fissa dimora. La drastica riduzione della vigilanza notturna ha indotto danni stimati  sei volte superiori del “risparmio” (furti  rame,ecc), senza contare quelli indotti (ritardi, soppressioni)”.

“Quello che andrebbe aumentato secondo noi è il personale della polizia ferroviaria (POLFER), l’unica che può intervenire in caso di reati. Inoltre sappiamo come la sola presenza sui convogli delle forze dell’ordine abbia un effetto”.

Ad esempio,  in virtù dell'apertura del presidio di Varese, dove due soli agenti per turno devono seguire la linea FS e Lenord, sono stati chiusi o ridotti altri presidi della regione, come a Luino, Lodi, Cremona, Mantova, Milano Rogoredo.

“Questa strategia è fallimentare e a lungo andare temiamo che le conseguenze si faranno sentire”.

 

 

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