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CODICI risponde ai tassisti, consigliando di informarsi prima di parlare

CODICI sugli attacchi della associazioni di tassisti, bullismo e ignoranza.

A seguito degli attacchi diretti ricevuti da Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Fit Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ati taxi, Usb settore taxi e Associazione Tutela Legale Taxi, l’associazione CODICI, congiuntamente con Assoutenti e Casa del consumatore, ci tiene a precisare alcuni punti:

Innanzitutto, per i molti non a conoscenza della vicenda riassumiamo in poche parole il motivo della nascita di questa reazione rabbiosa da parte delle sopracitate associazioni:
CODICI ha effettuato, congiuntamente con Assoutenti e Casa del consumatore,  un’ intervento durante il processo tenutosi presso il Tribunale di Milano, dichiarandosi a favore di Uber.
Le motivazioni addotte dall’associazione riguardano principalmente la convinzione che il mercato debba essere libero e tutelato e che l’impedimento ad una società di accedervi senza che vi sia un’effettiva pratica scorretta da parte della stessa sia da combattere.
L’art. 82 del Trattato CE (Ricordiamo che la normativa comunitaria è PREVALENTE rispetto a quella Italiana, tant’è che fin troppo spesso il nostro paese è stato assoggettato a multe per il mancato rispetto delle norme europee sulla concorrenza) e la normativa italiana (L. 287/90) vietano infatti il cosiddetto “abuso di posizione dominante” da parte di una o più imprese all’interno del mercato nazionale nella misura in cui sia pregiudizievole al commercio tra gli Stati membri e oltretutto specificano che esso si realizza attraverso le seguenti pratiche: 
(…)2) impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, lo sviluppo tecnico o il processo tecnologico, a danno dei consumatori”
Questo è esattamente quello che secondo Rete Consumatori Italia sta accadendo e ciò che le associazioni di categoria sopracitate stanno portando avanti nei confronti di Uber.
Prendere un taxi in realtà è economicamente più vantaggioso rispetto ad usare Uber:
Dalle nostre analisi prendere un taxi dall’aeroporto milano-malpensa costa:
Tariffa taxi stimato per giorno feriale (7.00 – 22.00): 57.29 Euro
Tariffa taxi stimato per giorno festivo (7.00 – 22.00): 59.39 Euro
Tariffa taxi stimato notturna (22.00 - 7.00): 69.09 Euro
(fonte: http://www.costotaxi.com/?q=it/content/it/taxi-calcolo-della-tariffa-milano)
Mentre usare UBER con una tariffa fissa per lo stesso percorso costa: 80 euro
(fonte: https://www.uber.com/it/cities/milan)
Pertanto, perché tanta agitazione da parte dei tassisti e dei loro rappresentanti per l’entrata di Uber nel mercato?
I taxi dovrebbero essere più competitivi rispetto ad Uber, avendo prezzi più bassi.
Il problema non è nel prezzo, ma nel servizio.
I consumatori a cui ci siamo appellati finora lamentano disservizi nell’utilizzo dei taxi, l’impossibilità di pagare tramite POS e altri problemi.(In allegato al comunicato vi sono solo alcuni commenti al servizio taxi sull’appstore di apple relativamente alla app ITtaxi.)
Quindi, perché, anziché cercare di migliorare il proprio servizio nei confronti dei consumatori, i tassisti stanno facendo fuoco e fiamme per evitare che Uber entri nel mercato?
3) applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare ingiustificati svantaggi per la concorrenza; 
Nella sentenza del Tribunale di Milano citata all’inizio del comunicato, è esattamente questo quello che è successo: Uber dovrà limitare i suoi servizi alla licenza NCC.
Quello che la nostra associazione si chiede è come sia possibile che un’azienda innovativa, che vuole entrare in un mercato ed offrire un servizio che di fatto è apprezzato da molti consumatori italiani, deve essere tenuta fuori dallo stesso solo ed unicamente al fine di mantenere un monopolio da parte di una lobby.
CODICI è un’associazione di consumatori e come tale difende i diritti dei consumatori, che hanno diritto ad avere accesso ad un servizio migliore rispetto a quello attualmente offerto e non ritiene accettabile che si impedisca o limiti tali servizi al solo fine del mantenimento di un potere lobbystico e assolutamente contrario agli interessi di questi ultimi.

CODICI non ha alcun interesse ad alimentare battibecchi privi di finalità con le associazioni di tassisti sopracitate.
Il comportamento delle stesse è solo l’ennesimo atto di bullismo da parte di questa lobby contro un’associazione che esprime l’opinione dei consumatori che è delegata a rappresentare, oltretutto con modi ed in sedi non opportune.

 

L’associazione si appella infine all’ agenzia Agenparl, l’unica ad aver pubblicato tali offensivi comunicati, chiedendo cortesemente nel futuro di verificare l’attendibilità delle informazioni contenute nei comunicati pubblicati (citiamo “Per quanto riguarda, infine, il car-sharing, che Codici dichiara “diretto concorrente” dei tassisti, occorrerebbe poter spiegare che la concorrenza è tra soggetti omologhi e che, dunque, non può esservi tra chi viaggia su concessione pubblica, e a tariffa amministrata, e chi, invece, svolge un servizio di natura completamente diversa. Ma questo è un tema particolare che può essere affrontato solo tra soggetti competenti).
Michael Porter, uno dei più grandi economisti dei tempi moderni e professore di Harvard Business school,  e svariati altri autori, afferma che per definire un mercato il criterio principale è quello della sostituibilità, quindi, per identificare un mercato è sufficiente che per i consumatori due servizi o prodotti siano sostituibili tra loro. Supponiamo che questo sia un “soggetto competente”, ma ovviamente chi è un professore di Harvard che è passato alla storia come il precursore della strategia industriale rispetto ai nostri acculturati tassisti?
Oltretutto crediamo che possa essere un indicatore di scarsa attendibilità per un’agenzia pubblicare articoli contenenti pubblicità comparativa scorretta (Citiamo dalle stesso articolo:Al contrario di Uber, IT Taxi rimette all’utente la scelta tra le più diverse forme tecnologiche di pagamento, carte di credito, PayPall, abbonamento aziendale, e di cui il pagamento in contanti è solo l’ultima e residuale delle ipotesi”) e rimandiamo ai commenti dei consumatori allegati che palesano una volta ancora la scarsa attendibilità delle informazioni contenute sul suddetto comunicato.

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