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Samsung Italia: la memoria disponibile degli smartphone è spesso nettamente inferiore rispetto a quella dichiarata

 

Codici, dopo l'intervento sanzionatorio dell'AGCM, invita gli interessati ad aderire all'iniziativa risarcitoria per le informazioni fuorvianti fornite sulla memoria di smartphone e tablet

 

Roma, 12 febbraio 2015 - L'Autorità garante della concorrenza e mercato ha censurato il modo in cui, a partire almeno dal 2013, la Samsung Italia ha presentato al pubblico i dati sulla capacità di memoria disponibile di diversi modelli di smartphone e tablet. In particolare, la disponibilità è risultata essere inferiore rispetto a quella prospettata dall’impresa perché occupata dal sistema operativo e da applicazioni preinstallate non salvabili sulla scheda SD.

Tra i numerosi modelli di smartphone e tablet per i quali, in modo fuorviante, era garantita nel sito www.samsung.it la presenza di 4 GB di memoria, il primato del differenziale negativo spetta allo XCover 2 e al Mini 2 che, in realtà, dispongono al primo avvio solo di 0,9 GB di memoria, ossia meno di un quarto rispetto a quanto dichiarato. In questa triste classifica seguono poi il modello Young, che dispone di 1,3 GB (ossia di circa un terzo di quanto promesso!) e, a ruota, XCover (47% disponibile),Core Plus 50%, Ace II 54%, S III mini 53%, S4 55%, S5 71%, Tab 3 70%.

L’Antitrust ha giudicato questa pratica “contraria alla diligenza professionale e idonea, mediante la diffusione di informazioni fuorvianti e l’omissione di informazioni rilevanti, a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio”, condannando a una sanzione amministrativa di un milione di euro la Samsung Italia che, nel corso del procedimento, ha iniziato a implementare le informazioni sulle schede tecniche dei manuali d'uso, rendendole più corrette e veritiere.

La nostra associazione – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – intende intentare una class action nei confronti del colosso asiatico, con l'obiettivo di ottenere un risarcimento del danno in favore di quei consumatori che sono stati costretti, loro malgrado, dopo l'acquisto dei dispositivi “incriminati”, a ridimensionarne notevolmente l'utilizzo rispetto a quello prospettato e garantito dalla Samsung”.

Occorre poi considerare – rileva Stefano Gallotta, coordinatore nazionale dell'iniziativa - che i consumatori, al momento dell'acquisto di tablet e smartphone, valutano con crescente attenzione il relativo spazio di memoria disponibile, dovendo scaricare contenuti sempre più ingombranti (applicazioni, musica, film ecc.), sicché, come ha rilevato l'Autority, è molto grave che tali valutazioni vengano falsate addirittura enfatizzando le potenzialità offerte dalla memoria di questi dispositivi, risultate poi ben inferiori rispetto a quelle promesse”.

Per il Codice del Consumo e il Codice Civile, chiunque acquisti un bene di consumo per utilizzo privato ha diritto a ricevere un esemplare che sia conforme a vari parametri, tra i quali le dichiarazioni pubbliche: se si riscontra un difetto di conformità è infatti possibile richiedere quanto meno un rimborso parziale del prezzo pagato.

Codici, che sta valutando l'avvio di analoghe iniziative analoghe nei confronti delle aziende concorrenti della Samsung, invita gli interessati ad aderire all'iniziativa risarcitoria contattando l’Associazione all’indirizzo mail sportello.codici@codici.org

 

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