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Taranto: anabolizzanti per la crescita muscolare sequestrati

Codici: occorre una campagna di sensibilizzazione per vivere lo sport rispettando la salute.

 

Apprendiamo dagli organi di stampa la notizia del sequestro di anabolizzanti per la crescita muscolare, illegale. Durante la ispezione della vettura sono state trovate 9 confezioni con 3 fiale ciascuna di Winstrol-Depot; 12 confezioni di nandrolone; 1 confezione di Boldenone.
Il doping continua ad essere un fenomeno diffuso: si tenta di essere migliori con l'inganno, senza l’interesse ad impegnarsi per raggiungere un risultato con le proprie forze. Si pensa di volere tutto e subito, senza dover faticare anche quando si tratta dello sport.
Il concetto di sport è così deviato, viene svalutato e perde il significato sostanziale: vita sana sotto ogni punto di vista.
L'assunzione di sostanze come anabolizzanti, stimolanti o ormoni, anche dopo brevi periodi di utilizzo, può, infatti, compromettere il funzionamento dell'organismo con effetti che, nella maggior parte dei casi, si manifestano solo a lungo termine, dopo mesi o anche anni.
Stimolanti, narcotici, sterodi androgeni-anabolizzanti, ed alti ancora sono diffusi, illegalmente. Ma si conoscono i rischi?
Impotenza, cancro della prostata, cancro del fegato, aumento grave della pressione sanguigna, aumento dell'aggressività, rischio di infarto e malattie del cuore, disturbi psichiatrici e diabete, disturbi del metabolismo, perdita dei capelli; ecco solo alcuni dei devastanti effetti di queste sostanze. Lo sport è benessere, il doping è dire no alla vita!
Pertanto, Codici plaude all’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Manduria e chiede alle istituzioni di impegnarsi per attivare una capillare campagna di sensibilizzazione al fine di diffondere una cultura sana dello sport.

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Batterio killer, i consigli della nostra esperta per prevenire le infezioni

Si diffonde la malattia trasmessa e scatenata da una variante di E.Coli (E.C.0104:H4) detta “Entero-Emorragica E.Coli” (Ehec), che produce una tossina che danneggia la parete intestinale provocando diarrea emorragica, penetra nel sangue e causa gravi danni ai vari organi, in particolare ai reni procurando una grave insufficienza trattabile in tempo con dialisi.
Il batterio si è diffuso in poche settimane in Germania ed in alcuni paesi europei (circa 10 paesi).
Il focolaio è stato già individuato nella zona Nord della Germania, in particolare ad Amburgo, ed in totale si registrano circa 2.000 contagi e 18 decessi a causa della Sindrome Emolitica- Uremica (Seu).
La dott.ssa Adriana Catalano, biologa e nutrizionista, nella qualità di Responsabile Dipartimento Regione Sicilia CODICI Tutela Ambientale e Sicurezza Alimentare dichiara:
“La trasmissione del batterio avviene attraverso le verdure, ortaggi, frutta, carne, latte non pastorizzato e acqua,  quindi il consumatore può essere informato e formato attraverso le buone pratiche igieniche degli alimenti, dall'acquisto al consumo.”
“Poiché ancora in Italia non si sono registrati casi di contagio, - continua la Dott.ssa  Catalano - sarebbe opportuno acquistare prodotti made in Italy, sottoposti alle normative  Cee e ai decreti nazionali (Pacchetto Igiene), sconsigliando alimenti d'importazione estera, che potrebbero bypassare attraverso industrie europee ed italiane compiacenti ed interessate solo ai ricavi economici, mettendo da parte la salute del consumatore”.

Le linee guida che la dott.ssa consiglia sono le seguenti:
Avvalersi di acquisti selezionati presso rivenditori di fiducia; Evitare di consumare verdure crude non lavate adeguatamente; Lavare bene e sbucciare la frutta; Lavarsi le mani prima e dopo la preparazione e l'assunzione dei cibi; Lavare bene le mani dopo l'utilizzo della toilette; Lavarsi le mani prima e dopo avere avuto contatti con animali domestici.

In poche parole è consigliabile mantenere una buona igiene personale, soprattutto  nella manipolazione di alimenti in ogni settore alimentare, incluso quello casalingo.
E' da tenere in considerazione  anche il controllo microbiologico (normativa D.L.G.S 31 del 2001) delle acque potabili, prodotte dalle aziende municipalizzate dove il batterio potrebbe trovare terreno favorevole al suo sviluppo.
Bisogna tenere in considerazione che la conformità ai parametri di potabilità è sottoposta  in primis  alle responsabilità dei gestori delle acque e successivamente agli utenti che ne gestiscono la conformità ai detti parametri attraverso la sanificazione,  il monitoraggio e il controllo analitico delle cisterne condominiali.
“Sarebbe opportuno- conclude la Dott.ssa Catalano- che il consumatore europeo conoscesse attraverso campagne d'informazione tutte le normative che regolano e tutelano il cittadino in materia di sicurezza alimentare”.

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Palermo, i risparmi dell'amministrazione pubblica contro la salute del cittadino

Codici Sicilia vuole dare risalto ad un episodio che si inquadra nel regime di malasanità e di trascuratezza dei bisogni di ammalati cronici esistenti in Italia ed in particolare nella città di Palermo. Un cittadino si è presentato allo sportello di Codici Sicilia raccontando una sua vicenda personale. Lo stesso, essendo diabetico, si è recato presso l'ASP di Palermo (Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo) per ritirare le autorizzazioni da presentare alla farmacia per ottenere i sussidi diabetici, essendo scadute le precedenti di giorno 7 del corrente mese. Contrariamente al solito, ha trovato una folla protestante allo sportello e dopo avere interpellato l'addetta, con sua sorpresa è stato invitato dalla stessa a presentare e lasciare in deposito la propria documentazione, senza alcuna ricevuta, e di ripresentarsi a distanza di 15 giorni per il ritiro delle autorizzazioni stesse. Il cittadino non ha avuto spiegazioni per giustificare tale ritardo nella consegna. Sembra che ciò sia dovuto ad una necessità di risparmio da parte della Regione Siciliana. Essere privati della somministrazione gratuita di tali presidi necessari alla cura quotidiana della malattia arreca disagi al cittadino, il quale si ritrova costretto a provvedere con mezzi propri all'acquisto e spesso si tratta di indigenti. Codici Sicilia rileva che i risparmi dell'amministrazione pubblica si fanno sempre decurtando le spese per la necessità di cittadini bisognosi, quali sono gli ammalati diabetici. Infatti, ritardare di 15 giorni il rilascio delle autorizzazioni e quindi della somministrazione dei sussidi predetti, significa privare per un periodo abbastanza lungo gli ammalati in oggetto dei presidi necessari per il controllo giornaliero dello stato della malattia e soprattutto per il dipendente da insulina, privato degli aghi per potersi somministrare la dose giornaliera della medicina necessaria. Codici Sicilia presume che tale ritardo è importante ai fini dell'intenzione di risparmio della Regione, in quanto gli effetti di tale ritardo si ripeteranno per tutti i mesi e periodi successivi.

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