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Senza fine la situazione della malasanità in Calabria. L’ultimo caso riguarda una donna milanese. CODICI continua a chiedere l’apertura di un’inchiesta alla Regione

Carenza di personale, negligenza e macchinari mancanti o non funzionanti. E’ una catena senza fine quella della malasanità in Calabria. L’ultima vittima è una donna milanese che si trovava a Tropea per una vacanza

Laureana Di Borrello, 1 settembre 2015 – Una situazione diventata ormai insostenibile quella degli ospedali calabresi dove quotidianamente si verificano casi di malasanità. 

L’ultimo drammatico caso ha visto per protagonista una donna milanese in vacanza a Tropea. La donna, Gilda Rizzo, dopo aver accusato forti dolori allo stomaco si è recata all’ospedale di Tropea. Qui ha avuto inizio la sua odissea che ha portato al decesso della donna. 

Nonostante i valori alterati delle analisi, la donna è stata rimandata a casa senza che le venisse fatta un’ecografia perché l’apparecchio era rotto da circa due mesi. Manifestando ancora forti dolori, la donna è stata accompagnata dai familiari all’ospedale di Vibo Valentia dove la Tac ha riscontrato la perforazione all’intestino. Le sue condizioni, però, non permettevano un intervento così è stata ricoverata in rianimazione dove è deceduta. I figli di Gilda hanno denunciato tutto alla Questura.

Prima di questo caso, solo nelle ultime settimane sono stati diversi i casi di malasanità verificatisi in Calabria. L’ultimo, in ordine cronologico, all’ospedale di Crotone dove Maria Scarpino, una donna di 35 anni incinta al sesto mese di due gemelli è morta per cause ancora da accertare. Oltre a lei anche i due gemelli sono deceduti. Secondo il marito e padre delle vittime, si tratta di un caso di “inadempienze da parte dei medici”.

“Su questa drammatica vicenda, l’ennesima della malasanità calabra, abbiamo presentato un esposto” fa sapere Giuseppe Salamone, Segretario Regionale CODICI Calabria.

Quello di Maria è solo l’ultimo dei casi di malasanità accaduti di recente in Calabria. Solo nelle ultime settimane la lista nera della sanità calabrese si è aggiornata di ben tre vicende. 

La prima riguarda una bambina che, dopo aver ingerito una batteria, è stata rimbalzata da un ospedale all’altro perché l’apparecchio adibito ad effettuare radiografie era guasto. 

In provincia di Catanzaro, invece, una donna di 77 anni ha perso la vita a causa del sorgere di alcune complicanze  in seguito ad un intervento  alla valvola cardiaca. 

Un altro caso riguarda un giovane di trenta anni colto da un malore mentre i famigliari tentavano di contattare il 118 che sembrerebbe non aver risposto.

“Molti casi di malasanità si verificano proprio perché mancano i controlli adeguati a mantenere in vita un ospedale,  non è possibile che in due ospedali, sedi di Pronto Soccorso di primo livello, l’apparecchio di radiologia sia guasto. A ciò si aggiunge la carenza di personale e  la negligenza medica. In quanto associazione a tutela del cittadino e dei diritti del malato, presenteremo esposti nella varie Procure per segnalare i casi e fare chiarezza sulle vicende” commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici e Giuseppe Salamone, Segretario Regionale di Codici Calabria

Proprio per questo motivo, CODICI  da diversi anni sta portando avanti la campagna ‘Indignamoci’ con lo scopo di far luce su questi casi e rendere giustizia alle vittime.

 

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