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Rifiuti, arresti: Codici si costituirà parte civile

 

Roma, 3 giugno 2015 – A volteil giro d’affari che c’è dietro la gestione dei rifiuti puzza. Non solo  per la materia prima ma anche per la corruzione di chi vi specula. I fatti di questa mattina, le 9 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip di Viterbo e i conseguenti arresti, confermano come il business dell’immondizia faccia gola di chi vive nell’illegalità.

I reati contestati nelle ordinanze sono truffa, frode in pubblica fornitura, falso materiale, falso ideologico, abuso d'ufficio nella gestione dei rifiuti nell’ambito della Provincia di Viterbo e nella raccolta e igiene urbana della Città di Viterbo.

“Su questa vicenda – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI - è inquietante il silenzio del presidente Zingaretti e della sua giunta.  A essere arrestati infatti erano quasi tutti funzionari impiegati in uffici amministrativi di enti pubblici. Inoltre la Regione ha certamente un ruolo di controllo sulle società – come la Ecologica Viterbo al centro delle indagini – che sono impiegate nella raccolta ma nonostante ciò gli scandali sono all’ordine del giorno”.

“L’Associazione si costituirà parte civile nel procedimento per difendere gli interessi dei cittadini che pagano tariffe elevate per la gestione dell’immondizia e vengono ripagate con gente senza scrupoli che si arricchisce con i soldi pubblici”.

 

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