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Mafia Capitale, CODICI chiede pulizia nei partiti

Perché le forze politiche non allontanano i consiglieri municipali che hanno portato i voti a chi è implicato nell’inchiesta?

 

 

Roma, 5 giugno 2014 – Mentredestra e sinistra è impegnata nel balletto di accuse reciproche, su chi conta maggiori reati ascritti nell’indagine Mafia Capitale e sul dibattito se sia giusto o no sciogliere il Comune, c’è chi, come CODICI, che si pone una semplice domanda: chi sono coloro che hanno raccolto i voti per eleggere gli indagati oggi agli arresti?

Per ogni consigliere regionale o comunale,  si sa, servono migliaia di preferenze. Questi voti sono portati grazie all’attività svolta sul territorio dai consiglieri municipali, legati fortemente ai  propri “campioni”.

“CODICI chiede che tutte le forze politiche implicate in questa inchiesta facciano pulizia anche all’interno, a cominciare dalle retrovie – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI -. Non occorre spiegare quale sia la connessione fra chi sul territorio deve raccogliere i consensi , anche attraverso favori e varie forme di clientelismo, e chi viene eletto negli organi rappresentativi”.

“Se vogliono mostrare un’immagine specchiata, priva di ombre, i partiti dimostrino quindi di saper fare un’operazione di repulisti, prima che la prossima fase dell’inchiesta della magistratura colpisca chi oggi è attivo nei municipi”.       

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