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Mercato libero: dove ha preso i dati Nomisma?

 

Secondo l’istituto di ricerca, con l’abolizione del tutelato i consumatori risparmieranno addirittura 180 euro l’anno mentre solo un mese fa l’Autorità dell’energia evidenziava l’aumento dei costi del 20%

 

 

Roma, 20 maggio 2015 – Per Nomisma è facile, anzi, sciocchi i consumatori che finora non c’hanno pensato: passare al mercato libero conviene. Secondo l’istituto di ricerca, ci sono offerte che permettono un risparmio di 71 euro nell’energia elettrica e altre per il gas che consentono fino a 107 euro. Quindi l’abolizione programmata per il 2018 del mercato tutelato è quasi scontata. I consumatori si toglierebbero una palla al piede di cui non sentono oggi bisogno, secondo Nomisma.

Peccato però che l’Autorità dell’energia abbia pubblicato solo un mese fa, il 22 aprile, un report di previsione su quanto l’abolizione graverà sugli utenti: ben il 20% in più (clicca qui per aprire il pdf).

“Ci chiediamo se Nomisma abbia letto questo studio dell’Autorità – domandano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele, responsabile Affari Istituzionali – e su quali dati invece abbia basato la sua ricerca”.

Ad oggi – ricordiamo – i consumatori hanno già a disposizione un mercato libero. Tuttavia va detto che l’80% della rete è in mano a un solo operatore mentre il 20% degli enti locali.

“Come si può quindi liberalizzare totalmente il mercato se c’è una rete simile?”, continuano Giacomelli e Gabriele.

“Nel mondo degli operatori che lavorano nel mercato libero abbiamo 300 società per l’energia e 200 per il gas. Ma gli unici segnali che registriamo in conseguenza di questa pluralità sono i numerosi disservizi e violazioni di qualsiasi genere”.

“Evidenziamo inoltre un paradosso: nonostante sia anacronistica e priva di senso, il consumatore italiano ancora si ritrova in bolletta la dicitura del “consumo stimato”. Per questo paga una maggiorazione del 20% per avere in cambio il servizio dell’accertatore. Peccato però che questo incaricato dall’azienda non arrivi mai. Se vogliamo, non “accerti mai”. La motivazione solita data dalle società è che non riescono a mandare i controllori. Tuttavia quello che emerge dalle segnalazioni degli utenti è un continuo scampanellare da parte di altri incaricati delle aziende che chiedono la matricola del contatore per svariati motivi”.

“In finale, ci congratuliamo con il tempismo di Nomisma che esce con questo report in concomitanza con la discussione parlamentare della liberalizzazione”, concludono.      

 

  

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