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Codici: basta rincari sulle bollette, bisogna rivedere gli oneri generali

C'è un punto fermo nel tumultuoso mondo dei mercati.

Qualsiasi cosa accada, che siano tensioni internazionali o semplici cambi di stagione, a rimetterci sono sempre i consumatori. L'ennesima conferma arriva dalla nota con cui l'Arera annuncia rincari nelle bollette dal prossimo 1 ottobre: +2,6% per l'elettricità, +3,9% per il gas.

“Ci fa piacere che l'Autorità dispensi dettagli sui motivi di questi aumenti – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ci viene spiegato che dipendono dall'andamento stagionale, da alcuni cali nelle produzioni, dalle tensioni geopolitiche. Tutto molto interessante, se non fosse che alla fine, stringendo, arriviamo sempre allo stesso punto: i consumatori devono pagare di più. È una situazione inaccettabile. È arrivato il momento di affrontare seriamente e concretamente questo problema, rivedendo il sistema degli oneri generali per evitare questi continui sbalzi, che colpiscono sempre i consumatori”.

Di seguito la nota con cui Arera ha annunciato i rincari.

Andamento stagionale, riduzione della produzione di gas olandese, alcune restrizioni all'accesso ai gasdotti di transito europei sono tra i fenomeni che spingono verso l'alto il prezzo del gas, ancora predominante anche nella produzione elettrica. Sempre in materia di produzione elettrica pesano i timori per un possibile calo della produzionefrancese nei prossimi mesi, a causa dei problemi in alcune centrali nucleari.

A questo si aggiungono le recenti tensioni geopolitiche, legate agli attacchi alle piattaforme petrolifere saudite, che hanno influenzato le quotazioni delle principali commodity energetiche.

Sono quindi prevalentemente l'andamento stagionale dei mercati e le criticità internazionali, a spingere al rialzo le bollette dell'energia per i clienti in tutela, nel quarto trimestre del 2019.

Condizioni che dal 1° ottobre per la famiglia tipo[1]portano ad un incremento del +2,6% per la bolletta dell'elettricità e del +3,9 per il gas.

Per l'energia elettrica l'aumento finale è il risultato di una crescita dei costi di acquisto dell'elettricità, attenuato da una riduzione degli oneri generali. Nel dettaglio, l'aggiornamento - valido dal prossimo 1° ottobre - è determinato da un aumento della componente a copertura della spesa per la materia energia (+3,2%), parzialmente ridotto da un calo di quella per gli oneri generali (-0,6%). La condizione di ritrovato equilibrio del gettito degli oneri infatti ha permesso una loro riduzione.

Per il gas naturale l'andamento è sostanzialmente determinato per intero dall'aumento della spesa per la materia prima (+3,8% sulla spesa della famiglia tipo), legata alle quotazioni stagionali attese nei mercati all'ingrosso nel prossimo trimestre, e da un lieve aggiustamento dei costi di trasporto (+0,1%).

Per quanto riguarda una misurazione degli effetti sulle famiglie (al lordo tasse), per l'elettricità la spesa per la famiglia-tipo, nell'anno scorrevole[2] (compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019) sarà di 559 euro. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.107 euro.

Nel 2019 la famiglia tipo "in tutela" quindi avrà una spesa totale sostanzialmente allineata a quella del 2018, registrando solo un aggiustamento di circa il +1% (+1,35% per l'elettricità, +1% per il gas).

"Le variazioni tariffarie di questo ultimo trimestre ci consegnano un 2019 in cui i costi energetici hanno mantenuto una sostanziale stabilità nel medio periodo - afferma il Presidente dell'ARERA, Stefano Besseghini - anche a fronte degli interventi sugli oneri che hanno caratterizzato la prima parte dell'anno. Nel complesso quindi uno scenario positivo che però conferma, ancora una volta, l'importanza di un sistematico lavoro di revisione degli oneri generali per recuperare tutti gli spazi possibili a vantaggio di consumatori e aziende".

[1] La famiglia tipo ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all'anno e una potenza impegnata di 3 kW; per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui.

[2] Per anno scorrevole si intende l'anno composto dal trimestre oggetto dell'aggiornamento e i tre trimestri precedenti, considerando anche il consumo associato ad ogni trimestre.

Tutti i dettagli dell'aggiornamento sono disponibili nella Scheda Tecnica.

 

 

 

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