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Roma, immondizia - male la raccolta differenziata attraverso i “punti mobili”: numerose le proteste dei cittadini

E’ partita a dicembre del 2009 e da allora è stato il caos. Parliamo della raccolta differenziata, che, sposando la causa ambientale, avrebbe dovuto conferire alla città di Roma un nuovo aspetto, sicuramente più ordinato e decoroso.
E’ partita però male la differenziata nella Capitale e mai in questi mesi si è ripresa. Le numerose segnalazioni dei cittadini sono la dimostrazione che i buoni propositi di Ama ed Amministrazione Comunale non sono stati sufficienti a mettere un freno al degrado cittadino, semmai le disposizioni in materia di rifiuti e la cattiva organizzazione sono servite a creare confusione tra gli utenti.
“Dove posso buttare l’immondizia se dalle strade sono spariti i cassonetti?” è la domanda ricorrente dei romani. Magari avessimo una risposta.
Purtroppo le informazioni in questo senso sono carenti e le spiegazioni degli operatori Ama al momento della consegna del kit per la raccolta differenziata certo non sono bastate ai cittadini per rendere chiara la questione.
Si sa per certo che, per alcuni quartieri di Roma, esistono dei luoghi deputati e degli orari stabiliti per la raccolta dell’immondizia che avviene attraverso “punti mobili”.
“Il problema più grande, da quando è stata avviata la raccolta differenziata con questa metodologia, è stata la carenza di informazioni da parte dell’Ama e del Comune relativamente agli orari ed i luoghi. Evidentemente non è stato sufficiente consegnare a casa degli utenti il kit per la raccolta ed una brochure informativa – commenta Ivano Giacomelli, Segretario nazionale del CODICI - se le strade si sono trasformate nel corso dei mesi  in discariche”.
“Non basta eliminare i secchioni dalla strada e sostituirli con i punti mobili perché si possa affermare che la differenziata è avviata – prosegue Valentina Coppola, Segretario Provinciale CODICI Roma -  bisogna dare  chiare informazioni ai cittadini e organizzare turni di raccolta adeguati, magari più flessibili che tengano conto delle necessità e delle esigenze dei cittadini. Mi auguro solo che venga posto rimedio prima della prossima estate. Dei cattivi odori, dei ratti e degli insetti molesti ne faremmo volentieri a meno”.
“Abbiamo raccolto diverse lamentele da parte dei cittadini e continueremo a farlo. E’ stato costituito un apposito osservatorio rifiuti – conclude Coppola – al quale i cittadini possono inviare fotografie e lamentele inerenti i disservizi ed il malfunzionamento della raccolta differenziata a Roma. Creeremo una mappa dei luoghi e delle strade più sporche della Capitale da presentare a chi di dovere. Sul sito di CODICI, infine, è possibile rispondere al questionario “Come reputi la pulizia delle strade di Roma?” Invitiamo i cittadini a collaborare con la nostra Associazione e ad inviare le segnalazioni a ufficio_stampa@codici.org”.

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Ater, affittopoli romana e laziale: presto dalla regione commissione interna di accertamento

Apprendiamo dalle recenti dichiarazioni dell’Assessore alle Politiche per la casa della Regione Lazio, Teodoro Buontempo, della prossima costituzione della commissione interna atta a verificare le procedure di vendita degli alloggi di proprietà dell’ATER.
“Non possiamo che essere d’accordo con l’Assessore Buontempo, è necessario fare chiarezza sull’intera vicenda che coinvolge ormai da anni l’intera Regione Lazio. La Regione ha infatti il dovere di compiere tutti quei passi necessari a bloccare eventuali pratiche illegali e l’uso clientelare che in questi anni è stato fatto degli alloggi ATER”.
“La trasparenza prima di tutto – prosegue Giacomelli – perché è palese che il metro utilizzato per l’assegnazione degli appartamenti da parte dell’Azienda varia da persona a persona, da richiedente a richiedente. Questa mancanza di trasparenza è stata sperimentata sulla nostra pelle”.
Come disposto dal DGRL n°711 del 25/09/2009 esiste la possibilità per le Associazioni di usufruire di alloggi extraresidenziali messi a disposizione dall’ATER.
Emblematico è il caso dell’ATER di Latina che non aveva adempiuto nei tempi previsti, ossia entro 60 giorni dalla pubblicazione della deliberazione regionale, a quanto previsto dalla stessa specificatamente nei punti in cui si richiede:

  • di provvedere alla ricognizione degli immobili extraresidenziali da destinare alle associazioni, specificando l’ubicazione e la tipologia;
  • avviare le procedure previste dalla normativa vigente in materia per la ricerca sul mercato delle associazioni interessate.

A tal proposito, il CODICI si è visto obbligato a richiedere un provvedimento espresso all’A.T.E.R. di Latina affinché adempiesse a quanto previsto dalla delibera. Purtroppo ad esso è seguito il silenzio da parte dell’Azienda per cui il passo successivo è stato quello di fare ricorso al TAR che è stato dichiarato ammissibile e fondato, quindi accolto.
Affittopoli, svendopoli, buone uscite tra gli inquilini per avvicendarsi  negli alloggi senza averne i requisiti, assegnazioni clientelari: per garantire trasparenza e salvaguardare i diritti dei cittadini, il CODICI chiede all’Assessore Buontempo, in nome della trasparenza,  di includere quindi all’interno della Commissione interna anche le Associazioni dei Consumatori.

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Roma: Babygang, arrestati 5 minorenni a Tor Vergata

E’ accaduto a Tor Vergata, nella periferia di Roma, l’ennesimo episodio di bullismo messo in atto da ragazzi tutti minorenni per i quali è scattato l’arresto.
“Il problema della periferia è sempre esistito soprattutto nelle grandi città. Le violenze sembrano concentrarsi proprio nei luoghi in cui non ci sono attività ricreative, attività commerciali e luoghi di ritrovo per gli abitanti. Le periferie della capitale, anche a causa dell'urbanizzazione selvaggia degli ultimi anni si configurano sempre più come luoghi dormitorio e residenziali. Finché il Comune non si attiverà riqualificando queste zone, creando biblioteche, cinema, negozi saremo costretti e leggere sui giornali notizie come questa – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI. “Quando il Sindaco Alemanno parla di riqualificazione delle periferie – prosegue Giacomelli - ci piacerebbe si riferisse anche alla predisposizione di spazi adatti all’incontro dei giovani, una riqualificazione urbanistica, quindi, che prendesse in considerazione non solo l’aspetto abitativo, peraltro importante, ma anche quello ricreativo”.
«Il Codici propone – continua Monia Napolitano, Sociologa dell'Associazione - di sfruttare gli spazi aperti delle periferie, organizzando, ad esempio, attività sportive per i giovani affinché non cadano nella devianza minorile, attività che consentano di scaricare le tensioni e nello stesso tempo di socializzare. L’attività ludica e sportiva – prosegue Napolitano – è infatti una valida alternativa al bar, alla sedentarietà e alla noia.  La mancanza di opportunità culturali e aggregative, la carenza di strutture di cui la periferia è, per buona parte, vittima fa sì che i ragazzi non trovino alternative valide per trascorrere adeguatamente il tempo libero”.
Senza cadere in facili luoghi comuni, è fuor di dubbio che,  in questi contesti, dopo la scuola gli adolescenti abbiano davvero poco da fare se non riunirsi in gruppi dove magari la noia o la volontà di farsi notare spinge ad assumere azioni devianti contro gli altri ma anche contro se stessi”.
Il CODICI invita, pertanto, l’Amministrazione comunale a non sottovalutare la problematica e ad intervenire con progetti ad hoc per eliminare il disagio di molti giovani delle periferie.

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