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Estate. La tanoressia e la dipendenza dalla tintarella

Estate. La tanoressia e la dipendenza dalla tintarella

Con i primi caldi, ritorna la voglia di sole, di relax e di abbronzatura. Si sente parlare sempre più dei danni che causa un’eccessiva esposizione solare alla nostra pelle e sui media nazionali rimbomba un termine conosciuto da pochi: “tanoressia” Abbronzati a tutti i costi è il motto di coloro che hanno una vera e propria dipendenza dall’esser coloriti , ormai tutto l’anno! Una dipendenza che potrebbe sicuramente essere paragonata a qualsiasi altra: dall’alcool al gioco d’azzardo. E l’allarme deriva proprio dal fatto che sempre più italiani si espongono ai raggi UV senza nessuna protezione, con alto rischio per i giovani. Già dal 2006, la Commissione Europea aveva introdotto nuove regole per il sistema di etichettatura dei prodotti solari. Diciture particolari quindi distinte in: protezione bassa, media, alta e molto alta.
Secondo un recente studio inglese, per proteggere la pelle dal cancro occorre utilizzare una protezione alta, ossia con almeno un fattore SPF 30. Dalla Gran Bretagna arriva, quindi, la raccomandazione di non utilizzare fattori con protezione bassa e media in quanto non sufficienti a difendere la pelle; a meno che il prodotto non si applichi in grandi quantità. Secondo tale ricerca occorrerebbero due mg/cm quadrato, ogni due ore circa, ciò vuol  dire consumare tre flaconi di crema a settimana.
In occasione, Codici dispensa utili consigli che, anche se noti, vale la pena ricordare:
•    Niente esposizioni solari prolungate;
•    evitare le ore più calde ossia dalle 11 alle 15;
•    proteggere la pelle almeno  con un  fattore alto (SPF 30);
•    per le donne in gravidanza è utile utilizzare un fattore molto alto in quanto la pelle       è estremamente delicata per i cambiamenti ormonali durante i nove mesi;
•    protezione, molto alta, da tutta la gamma dei raggi UV per i bambini e resistente all’acqua.
Per un colorito perfetto, i rimedi naturali sono senz’altra l’arma vincente e allora sì a frutta e verdura: carote, meloni e ciliege ricchi di betacarotene sono alleati della melanina. Anche la vitamina C è importante e possiamo ad esempio trovarla all'interno di kiwi ed agrumi e poi ricche di utili vitamine anche cicoria e bietola. Pertanto, Codici invita i consumatori a seguire queste indicazioni per viversi l’estate in totale sicurezza.

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Taranto, Poste: invitiamo i cittadini a inviare le richieste di rimborso per i danni subiti

Taranto, Poste: invitiamo i cittadini a inviare le richieste di rimborso per i danni subiti

Ancora disagi per i numerosi cittadini che da questa mattina si sono recati presso gli uffici postali.  File interminabili e terminali bloccati. Anche a Taranto si è presentata questa spiacevole situazione che riguarda, ormai da giorni, molti italiani. Si è trattata di una vera e propria odissea: molti cittadini si sono recati in più di un ufficio postale per vedersi presentare la stessa problematica. Bollette, cartelle esattoriali, multe in scadenza sono stati gli incubi di molti, i quali temevano e temono di dover incorrere in more di pagamento a causa del ritardo di estinzione del proprio debito. Un ritardo, di certo, non imputabile ai cittadini!
Su cinque sportelli, dislocati in diverse zone più o meno vicine della città di Taranto, solo uno risultava attivo.
Insomma, un vero e proprio disagio per donne, uomini e soprattutto anziani in attesa, per diverse ore, al fine di ricevere la famigerata pensione mensile! Codici ha chiesto a Poste Italiane la convocazione urgente di un tavolo di conciliazione che abbia il fine di trovare delle garanzie da offrire ai consumatori danneggiati e risolvere una situazione problematica che non è ancora stata chiaramente ed adeguatamente risolta. Infatti, al momento, i clienti di Poste Italiane,  oltre ad aver subito tutti i disagi creati dal disservizio, per poter avere il giusto rimborso dei danni subiti, si dovranno anche accollare l’onere di inviare una raccomandata A/R a Poste Italiane.
“Nonostante il blocco sia stato generato da un guasto tecnico al livello nazionale - conclude Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici - ovviamente si dovranno percorrere tutte le strade per poter offrire ai consumatori il giusto risarcimento dei danni subiti. La situazione è indiscutibilmente  paradossale, per questo si ritiene di immediata necessità garantire una soluzione adeguata e automatica per tutti i cittadini interessati”.

Codici invita i cittadini a rivolgersi allo sportello territoriale situato in via Campania 63 per la richiesta di rimborso di danni subiti.

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Lazio, rifiuti: chiediamo al Presidente della Commissione Ambiente l'istituzione di un tavolo di confronto unico per affrontare parallelamente Piano Rifiuti e tariffe

Lazio, rifiuti: chiediamo al Presidente della Commissione Ambiente l'istituzione di un tavolo di confronto unico per affrontare parallelamente Piano Rifiuti e tariffe

Tra le varie proposte sulla questione rifiuti avanzate da Federlazio al Presidente Polverini c’è la  revisione delle tariffe entro il termine del 20 giugno 2011.

“Ribadiamo fermamente la nostra posizione: no agli aumenti se prima non c’è stato un adeguato contraddittorio tra le varie parti sociali. Per questo chiediamo l’intervento del Presidente della Commissione Ambiente, Roberto Carlino affinché sulla questione possa finalmente ristabilire un necessario, democratico e sano  confronto istituzionale, mai avviato dall’Assessorato alle Politiche dei Rifiuti della Regione”. 

“Attualmente – prosegue Giacomelli – è in discussione un Piano Rifiuti. Chiediamo l’avvio di un tavolo unico per entrambi gli argomenti, affinché le questioni possano essere affrontate parallelamente, in un’ unica sede senza concessioni di privilegi”.

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Fonte Nuova, Acea Ato 2 stacca la fornitura dell'acqua a due utenze. Chiediamo il riallaccio o procederemo con le dovute azioni giudiziali

Fonte Nuova, Acea Ato 2 stacca la fornitura dell'acqua a due utenze. Chiediamo il riallaccio o procederemo con le dovute azioni giudiziali

Dalle promesse ai fatti. E così Acea Ato 2, dopo le minacce di staccare la fornitura d’acqua ad alcuni utenti di Fonte Nuova, ha proceduto, in questi giorni, al totale distacco di due utenze.
La comunicazione arriva al Codici da due cittadini facenti parte del Comitato Acqua Pubblica di Fonte Nuova, una rappresentanza di utenti che da più di 3 anni si è attivata contro la cattiva gestione del SII da parte di Acea Ato2.
Le criticità idriche che investono il territorio sono varie, di diversa natura ed entità; con Acea Ato2 i cittadini non solo devono pagare bollette salatissime  e, a volte non corrispondenti al reale consumo ma, pur pagando abbondantemente, ricevono un servizio scadente. Per questo il CODICI, su segnalazione del Comitato Acqua Fonte Nuova, ha dato il via ad un’azione legale contro Acea Ato2 presentando ricorsi contro il Gestore.

Gli aspetti relativi alla contestazione sono:

1)         mancanza di trasparenza ed equità nel rapporto con Acea Ato2,
2)         mancato adeguamento della tariffa rispetto a quella prevista dal Piano d’Ambito (adeguamento che sarebbe dovuto avvenire dal 2006),
3)         mancato superamento del Minimo Impegnato,
4)         mancata restituzione delle quote di depurazione e fognarie,
5)         applicazione retroattiva delle tariffe,
6)         bollette per migliaia di euro (un cittadino in particolare si è visto recapitare una bolletta del valore di circa 9.000 euro),
7)         bollette riferite al 2002/2003 cadute in prescrizione.

Nonostante i ricorsi ed i vani tentativi di dialogo promossi dal Comitato e da Codici, Acea Ato 2 ha continuato ad inviare diffide di distacco alle utenze dei ricorrenti, permettendosi ad oggi di effettuare il totale distacco dell’acqua a due cittadini.
La clausola che prevede la sospensione dell’acqua da parte dei gestori privati è stata già dichiarata nel 2006 vessatoria da parte del Tribunale Civile di Latina  e anche dal Consiglio di Stato.

“Codici è sdegnato per il comportamento di Acea che oggi è arrivato all’assurdo chiudendo l’acqua a cittadini che rivendicano semplicemente i propri diritti – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - È un atteggiamento ingiustificato nei confronti degli utenti e delle Associazioni dei Consumatori. Un comportamento arrogante che ci auguriamo venga immediatamente riconsiderato. Se nelle prossime ore non avremo rassicurazioni sul riavvio del servizio interrotto annunciamo azioni legali contro Acea Ato 2”.

“Interverremo per mettere un freno a questi comportamenti illegittimi – commenta Carmine Laurenzano, legale del Codici – L’Associazione proseguirà con le azioni giudiziali già avviate promuovendone di altre contro Acea Ato 2 affinché, come primo passo, si possa procedere al riallaccio delle utenze. Se Acea andrà avanti con la sua posizione proseguiremo con una denuncia affinché si accerti che il comportamento della Società non si configuri come un tentativo di estorsione”.

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Roma, tassa stabilimenti balneari. Un balzello inutile, controproducente ed esoso per le tasche dei cittadini. Il Comune rinunci all'introito

Roma, tassa stabilimenti balneari. Un balzello inutile, controproducente ed esoso per le tasche dei cittadini. Il Comune rinunci all'introito

La decisione di applicare una tassa di un euro ai non residenti per accedere ai servizi degli stabilimenti balneari di Ostia non è stata particolarmente gradita né dai cittadini né da diversi gestori degli stessi impianti. In molti, infatti si rifiutano di chiedere documenti e l’obolo per il Comune di Roma ai turisti ma anche ai migliaia di cittadini che, pur vivendo in città, non sono residenti.

“Ci sono cittadini che già concorrono all’economia della città – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – qui vivono, lavorano, studiano, pagano per i servizi che utilizzano. Sono cittadini di Roma a tutti gli effetti pur non avendo la residenza nella Capitale. Per loro, la tassa per gli stabilimenti balneari sarebbe un ulteriore balzello che va a sommarsi a tutte le tasse già abbondantemente pagate”.

“La decisione presa dall’Amministrazione – prosegue Giacomelli – non porterà ad alcun risultato se non quello di colpire i cittadini. I servizi, dalla doccia all’utilizzo dei lettini e dell’ombrellone, costano già cari ai vacanzieri. Pagando 1 euro di tassa, una famiglia di quattro persone arriva a sborsare 4 euro in più a ingresso.  Il tutto andrà a sfavore del turismo e di tutto il comparto. L’ economia avrebbe bisogno di spinte dalla politica – conclude Giacomelli – senza che per questo si vada a colpire proprio chi muove l’attività economica”.

Per quanto detto, il Codici chiede al Comune di rinunciare a tale introito, inutile perché oneroso anche per l’Amministrazione, controproducente perché scoraggia il turismo sul litorale ed esoso per le tasche dei cittadini già vessati da gabelle di varia natura.

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Poste Italiane. Chiediamo la convocazione di un tavolo conciliativo straordinario

Poste Italiane. Chiediamo la convocazione di un tavolo conciliativo straordinario

Mercoledì 1 giugno: giornata funesta per le Poste Italiane e per tutti gli utenti che da quasi una settimana stanno subendo disagi e disservizi in tutto il territorio nazionale. Migliaia di uffici, infatti, soprattutto nelle ore iniziali di apertura, sono stati colpiti dal black out, fatto, questo, che ha creato conseguenti ritardi e malfunzionamenti che a catena si sono distribuiti durante tutta la giornata. Le code chilometriche si sono estese fino alle strade fuori gli uffici postali, i cittadini hanno sopportato estenuanti attese e gli operatori hanno dovuto lavorare anche oltre gli orari di sportello per tentare di migliorare la gravità della situazione.

I problemi nascono dal nuovo server centrale che già mesi fa aveva causato problemi simili, ma ovviamente mai di tali dimensioni. Ora un guasto alla nuova piattaforma del sistema informatico ha rallentato le operazioni finanziarie di tutta la Penisola.

Il black out è stato arginato, almeno in parte, già sabato scorso,  ma i disagi che hanno dovuto subire un così alto numero di cittadini devono essere presi nella giusta considerazione.

Si pensi innanzitutto agli anziani, che non hanno potuto recepire le loro pensioni fino alla giornata di oggi. O anche a tutti quegli utenti, e sono tanti, che non hanno potuto pagare le bollette in scadenza. Problemi ovviamente anche per il semplice accesso al proprio conto corrente.

Per quanto riguarda tutte quelle operazioni finanziarie con una precisa scadenza le conseguenze sono state onerose: si considerino tutti i cittadini che vedranno scattare la mora a causa di un disservizio di cui non sono minimamente responsabili.

Dopo le numerosissime segnalazioni degli utenti pervenute presso l’Associazione, Codici ha chiesto a Poste Italiane la convocazione urgente di un tavolo di conciliazione che abbia il fine di trovare delle garanzie da offrire ai consumatori danneggiati e risolvere una situazione problematica che non è ancora stata chiaramente ed adeguatamente risolta. Infatti, al momento, i clienti di Poste Italiane,  oltre ad aver subito tutti i disagi creati dal disservizio, per poter avere il giusto rimborso dei danni subiti, si dovranno anche accollare l’onere di inviare una raccomandata A/R a Poste Italiane.

“Nonostante il blocco sia stato generato da un guasto tecnico al livello nazionale - conclude Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici - ovviamente si dovranno percorrere tutte le strade per poter offrire ai consumatori il giusto risarcimento dei danni subiti. La situazione è indiscutibilmente  paradossale, per questo si ritiene di immediata necessità garantire una soluzione adeguata e automatica per tutti i cittadini interessati”.

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Batterio killer, i consigli della nostra esperta per prevenire le infezioni

Batterio killer, i consigli della nostra esperta per prevenire le infezioni

Si diffonde la malattia trasmessa e scatenata da una variante di E.Coli (E.C.0104:H4) detta “Entero-Emorragica E.Coli” (Ehec), che produce una tossina che danneggia la parete intestinale provocando diarrea emorragica, penetra nel sangue e causa gravi danni ai vari organi, in particolare ai reni procurando una grave insufficienza trattabile in tempo con dialisi.
Il batterio si è diffuso in poche settimane in Germania ed in alcuni paesi europei (circa 10 paesi).
Il focolaio è stato già individuato nella zona Nord della Germania, in particolare ad Amburgo, ed in totale si registrano circa 2.000 contagi e 18 decessi a causa della Sindrome Emolitica- Uremica (Seu).
La dott.ssa Adriana Catalano, biologa e nutrizionista, nella qualità di Responsabile Dipartimento Regione Sicilia CODICI Tutela Ambientale e Sicurezza Alimentare dichiara:
“La trasmissione del batterio avviene attraverso le verdure, ortaggi, frutta, carne, latte non pastorizzato e acqua,  quindi il consumatore può essere informato e formato attraverso le buone pratiche igieniche degli alimenti, dall'acquisto al consumo.”
“Poiché ancora in Italia non si sono registrati casi di contagio, - continua la Dott.ssa  Catalano - sarebbe opportuno acquistare prodotti made in Italy, sottoposti alle normative  Cee e ai decreti nazionali (Pacchetto Igiene), sconsigliando alimenti d'importazione estera, che potrebbero bypassare attraverso industrie europee ed italiane compiacenti ed interessate solo ai ricavi economici, mettendo da parte la salute del consumatore”.

Le linee guida che la dott.ssa consiglia sono le seguenti:
Avvalersi di acquisti selezionati presso rivenditori di fiducia; Evitare di consumare verdure crude non lavate adeguatamente; Lavare bene e sbucciare la frutta; Lavarsi le mani prima e dopo la preparazione e l'assunzione dei cibi; Lavare bene le mani dopo l'utilizzo della toilette; Lavarsi le mani prima e dopo avere avuto contatti con animali domestici.

In poche parole è consigliabile mantenere una buona igiene personale, soprattutto  nella manipolazione di alimenti in ogni settore alimentare, incluso quello casalingo.
E' da tenere in considerazione  anche il controllo microbiologico (normativa D.L.G.S 31 del 2001) delle acque potabili, prodotte dalle aziende municipalizzate dove il batterio potrebbe trovare terreno favorevole al suo sviluppo.
Bisogna tenere in considerazione che la conformità ai parametri di potabilità è sottoposta  in primis  alle responsabilità dei gestori delle acque e successivamente agli utenti che ne gestiscono la conformità ai detti parametri attraverso la sanificazione,  il monitoraggio e il controllo analitico delle cisterne condominiali.
“Sarebbe opportuno- conclude la Dott.ssa Catalano- che il consumatore europeo conoscesse attraverso campagne d'informazione tutte le normative che regolano e tutelano il cittadino in materia di sicurezza alimentare”.

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Indebitamento: maglia nera alla Sicilia

Indebitamento: maglia nera alla Sicilia

Codici: Debiti anticamera dell’usura , lo sportello di Codici Sicilia tutela e offre assistenza alle vittime.
Le famiglie siciliane sono le più indebitate d'Italia. In tutto sono ben 114 miliardi di euro i soldi da rimborsare, dopo aver chiesto prestiti personali. Il sistema bancario non favorisce certamente il ricorso a piccoli prestiti per aiutare le famiglie indebitate ad arrivare alla fine del mese. Oltre alla imposizione di notevoli interessi, spesso i richiedenti non riescono a soddisfare le richieste delle banche in merito alla documentazione da presentare per comprovare il possesso dei requisiti. Ciò induce la persona bisognosa a ricorrere al mercato dell'usura, con la conseguenza di rovinarsi per tutta la vita. Incresciosa quindi diventa la situazione della vittima dell'usura, la quale entra in un vortice da cui difficilmente potrà uscirne fuori. L'usurato viene dapprima ammaliato o attratto da sorrisi e promesse di incoraggiamento, ottenendo qualche piccolo prestito a condizioni che sembrano vantaggiose rispetto alle banche, ma via via viene travolto da impegni finanziari così gravi con richieste sempre più esose di interessi e spesso ci rimette proprietà e vita. Poiché l'usura agisce al di fuori della legalità, approfittando di particolari stati di bisogno di alcuni componenti della società, tali attività attirano la criminalità organizzata e la mafia ad assumerne la titolarità. Pertanto la vittima non può più uscire dal sistema, oltre che per lo stato di bisogno anche per paura di rappresaglia nei suoi confronti e in quelli dei suoi familiari. “La povertà è l'anticamera dell'usura - dichiara il coordinatore regionale G. Vella - Codici Sicilia, sensibile a questa problematica, apre le porte alle famiglie con gravi problemi economici. Il problema è che le famiglie veramente bisognose rimangono nascoste, per cui bisogna collaborare con parrocchie, caritas ed enti vari per agevolare la comunicazione”. Si informano i cittadini che la nostra sede di Palermo in via Resuttana n.352/b offre tutela e assistenza alle vittime.

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Centro Italia, case di riposo: solo il 7% è in regola

Centro Italia, case di riposo: solo il 7% è in regola

Codici raccoglie le testimonianze degli utenti e si muove per fare luce sul disagio che colpisce gli anziani.
Deroghe ai requisiti, chiusure annunciate (come quella di Casal Boccone), liste d’attesa interminabili e mancanza di controlli: questi i maggiori problemi delle Case di Riposo Laziali. Per non parlare poi delle infrazioni normative, le carenze strutturali, l’eccessivo numero degli anziani ospitati, l’inidoneità delle condizioni di sicurezza, la somministrazione di alimenti e farmaci scaduti o non correttamente conservati, le attività infermieristiche effettuate da soggetti privi del relativo titolo.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel Lazio ci sono solamente 36 strutture pubbliche attive, con 1.491 posti letto (sono invece 323 quelle in Piemeonte, 245 in Emilia Romagna, 187 in Lombardia), oltre alle 414 strutture miste e private (in totale quindi 450 strutture), che possono ospitare complessivamente circa 9mila anziani.
Secondo la recente indagine Auser, delle 499 strutture residenziali della regione (322 a Roma), circa 50 sono totalmente sconosciute agli uffici pubblici e ai controlli comunali e regionali.
Inoltre è grave è il problema della lentezza dell’applicazione delle norme sull’accreditamento. Sono passati più di dieci anni dall’approvazione delle norme per il regime di accreditamento e autorizzazione, ma ancora oggi in alcune Regioni il processo non è concluso. I dati Auser ci informano che nel dicembre 2010 circa il 63, 3% delle residenze per anziani era definitivamente accreditato, rilevando una forte variabilità territoriale: nel nord-ovest raggiungeva l′89,5%, nel mezzogiorno il 71,7%, nell′Italia insulare 55,8%, nel nord-est scendeva al 14,7%, fino al bassissimo 7,2% del centro.
Anche le lunghe liste d’attesa costituiscono  una situazione insostenibile:  sono ben 280 gli anziani che aspettano di entrare in una casa di riposo del Comune di Roma. Spesso, poi, le strutture sono situate in zone molto periferiche delle città e presentano delle rette che, all’interno delle strutture private, possono arrivare fino ai 4mila euro al mese.
Ma i problemi sono stati riscontrati anche nel resto della Penisola, in seguito ai controlli effettuati dai carabinieri del Nas, infatti, sono state sequestrate 16 strutture e centinaia di confezioni di farmaci scaduti. Sulle 863 strutture controllate quelle non in regola sono ben 238. In totale, i militari hanno rilevato 371 infrazioni, segnalando alle autorità giudiziarie, sanitarie e amministrative, 293 persone.
“Siamo sconcertati- commenta il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli - per la gravità della condizione in cui versa un così altro numero di anziani. Per questo motivo l’Associazione si rende disponibile ad accogliere le denuncie di tutte le persone che hanno registrato disagi e malfunzionamenti di tali strutture, impegnandosi con tutti i mezzi a disposizione a far luce su tutti gli elementi che ad oggi risultano legalmente  poco chiari”.

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Centrale del Latte. Indaghino la Procura e la Corte di Conti

Centrale del Latte. Indaghino la Procura e la Corte di Conti

Ritorna sulle pagine dei giornali nazionali e romani il caso Centrale del Latte dopo la recente decisione del Tar del Lazio. Secondo il Tribunale Amministrativo, il Comune di Roma dovrà corrispondere, come risarcimento danni, la somma di 8 milioni di euro più gli interessi all’Ariete Fattoria Latte Sano.
“La responsabilità di quegli 8 milioni di euro non deve ricadere sui cittadini ma sugli amministratori e funzionari che hanno fatto questo pasticcio – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – paghino quindi loro ed i consiglieri comunali che all’epoca approvarono la vendita della Centrale del Latte”.
Sulla vicenda il Codici auspica che la Procura e la Corte dei Conti possano presto aprire un’indagine atta a chiarire, quindi, le responsabilità.

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