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Roma, taxi: incontro Aurigemma e associazioni dei consumatori

Roma, taxi: incontro Aurigemma e associazioni dei consumatori

Si è tenuto in data odierna presso l’Assessorato alla Mobilità e Trasporti del Comune di Roma l’incontro tra l’Assessore Aurigemma e le Associazioni dei consumatori alla luce della sospensiva del Tar sull’aggiornamento delle tariffe dei taxi. Per CODICI era presente l’Avvocato Carmine Laurenzano, Segretario CODICI Roma.
“Non possiamo che accogliere favorevolmente l’apertura al dialogo ed al confronto manifestata dall’Assessore Aurigemma nei confronti delle Associazioni dei Consumatori – commenta Laurenzano – l’incontro di oggi è sicuramente un valido tentativo di ricucire uno strappo tra consumatori e categoria dei tassisti determinato dal precedente Assessore”.
“Tuttavia la nostra richiesta è che il Comune faccia un passo indietro rispetto a quanto è stato fin’ora fatto, facilitando il confronto tra le parti in causa, tra consumatori, quindi e tassisti. Un confronto – conclude Laurenzano – che dovrebbe prendere in considerazione criteri oggettivi tra cui la qualità del servizio e sua valutazione, ad esempio, e ancora le condizioni locali di domanda ed offerta dei taxi, le criticità del servizio”.

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Roma,  slot maschine: e la metro, grazie ad A.T.A.C., si trasforma in casinò

Roma, slot maschine: e la metro, grazie ad A.T.A.C., si trasforma in casinò

Le stazioni della metropolitana di Roma si trasformano come per magia in casinò dopo il via libera alle slot machine. Ritirate in seguito all’intervento del Sindaco Alemanno nel mese di novembre, ora sono di nuovo posizionate accanto alle emettitrici di biglietti.
“La presenza di queste macchinette per il gioco d’azzardo rappresenta una tentazione per chi è di passaggio e per le migliaia e migliaia di cittadini ed utenti che ogni giorno affollano le gallerie della metropolitana della Capitale, tra cui giovani anche minorenni. Chi controllerà e vigilerà per far sì che venga rispettata la Legge? Il Gestore si farà carico di controllare? – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI. Purtroppo il gioco d’azzardo è ampiamente diffuso tra la popolazione giovanile. Dati CODICI, frutto di indagini condotte su 300 studenti delle scuole medie inferiori e superiori della Capitale, attestano che si cominci a giocare già a 13 anni. A quell’età si gioca prevalentemente al  “Gratta e Vinci” e, guarda caso, al “Video Poker” considerati dal 56 per cento dei ragazzi intervistati giochi innocenti. In realtà di euro in euro, il 32 per cento di questi ha dichiarato di spendere anche 25-30 euro a settimana. Anche il Cnr lancia l’allarme: il 24% dei giocatori tra i 14 ed i 19 anni spende fra gli 11 e i 50 euro al mese.
“La tentazione di sfidare la sorte, con l’installazione delle slot-machine nelle metro può essere soddisfatta praticamente e velocemente ogni mattina, prima di andare a scuola. Queste macchinette sono un’istigazione costante al gioco d’azzardo. Se anche fosse legale, è inopportuno che un’azienda pubblica si faccia promotrice di cattivi esempi educativi. E’ anche una questione di pubblica immagine”.
Il CODICI annuncia pertanto azioni legali.

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Roma, sanita’: Villa Pia Codici: la Regione Lazio invii i suoi ispettori per il controllo delle prestazioni sanitarie dei medici e la verifica delle cartelle cliniche

Roma, sanita’: Villa Pia Codici: la Regione Lazio invii i suoi ispettori per il controllo delle prestazioni sanitarie dei medici e la verifica delle cartelle cliniche

L’attenzione torna sul caso della donna morta dopo aver partorito due gemelli al “Villa Pia” di Roma. Gravi responsabilità dei medici che non avrebbero considerato debitamente la gravità del caso, accettandolo nella struttura seppur priva di un reparto di rianimazione per le emergenze. Questo è quanto viene affermato dall’accusa, ora tre medici, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, sono accusati di omicidio colposo.
“Una tragedia che si è consumata ai danni di una giovane donna, madre di quattro bambini – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI – e che la dice lunga sul lassismo della sanità italiana, sull’inaffidabilità di alcuni medici e sulla loro incapacità di saper gestire, come dovrebbe essere,  le emergenze”.
“Quello che ci indigna ulteriormente – prosegue Giacomelli – è che di fronte all’evidenza dei fatti le Istituzioni abbiano latitato, trascurando la gravità dell’accaduto. Ci  riferiamo, in particolare, alla Regione Lazio. Ci chiediamo, ad esempio, se la Regione abbia disposto l’invio di ispettori per il controllo delle prestazioni sanitarie e delle cartelle cliniche in possesso dalla casa di cura. Se questo non è stato fatto, provveda immediatamente. Risulta, infatti, dalla relazione degli ispettori del Ministero, come riportato da vari quotidiani, che nel 2009 si siano verificati diversi casi ambigui di decessi di pazienti provenienti da Villa Pia ed in seguito ricoverati al San Camillo. Casi che meriterebbero senza dubbio maggiori accertamenti da parte degli ispettori regionali”.
“In questo contesto di superficialità e di malasanità, i cittadini si sentono scippati della salute e della dignità. Per questo abbiamo dato via, ormai da diverso tempo, alla campagna “INDIGNAMOCI” alla quale i cittadini possono aderire contattando i nostri uffici – conclude Giacomelli – I cittadini hanno così la possibilità di segnalare casi di malasanità, di inefficienze alle quali, dopo averle vagliate, il CODICI farà seguire opportune azioni legali”.

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Fiumicino, scuola G. B. Grassi: per le ammissioni alle sezioni a tempo pieno privilegiati i figli degli insegnanti

Fiumicino, scuola G. B. Grassi: per le ammissioni alle sezioni a tempo pieno privilegiati i figli degli insegnanti

Sempre più frequentemente accade che i cittadini siano costretti, per motivi di lavoro, ad iscrivere i propri figli al tempo pieno. Una necessità, quindi dettata dai ritmi di lavoro di entrambi i genitori e dall’impossibilità di poter essere presenti e seguire come si vorrebbe il proprio figlio.Ogni scuola, mediante i Consigli di Circolo, stabilisce quindi dei criteri attraverso i quali attribuire un punteggio che consentirà di stilare la graduatoria di ammissione alla formazione delle classi a tempo pieno.Il reddito dei genitori, genitori entrambi lavoratori, la residenza nel Comune, bambini portatori di handicap sono in genere criteri per i quali viene assegnato un buon punteggio. I cittadini di Fiumicino, però, ci segnalano una, per così dire, singolarità. Presso la scuola “G. B. Grassi”  i “bambini che hanno fratelli o sorelle che frequenteranno nell’anno A.S. 2011/12 la scuola primaria del circolo”  ed i “bambini figli di dipendenti del circolo (a T.I. o con incarico annuale)” hanno la precedenza sui bambini “con genitori entrambi lavoratori  (solo per il T.P. )”.Il punteggio per il figlio di un insegnante che lavora nel plesso risulta così essere pari a 25 mentre per chi ha entrambi i genitori lavoratori a tempo pieno è 10. Quello che molti genitori si chiedono è se non fosse stato più giusto ed equo applicare un criterio di tipo economico piuttosto che attribuire 15 punti in più ai figli degli insegnati. “A tal proposito – commenta Valentina Coppola, Segretario Provinciale CODICI Roma-  ci piacerebbe sapere quali sono stati i criteri per  i quali si è deciso di  privilegiare i familiari del personale docente dell'istituto piuttosto che i  bambini con entrambi i genitori lavoratori.  Questi ultimi, non potendo  accedere al tempo pieno devono necessariamente dotarsi di una baby sitter  o optare per l’iscrizione del figlio in una scuola privata con un importante esborso economico mensile”.


Sempre più frequentemente accade che i cittadini siano costretti, per motivi di lavoro, ad iscrivere i propri figli al tempo pieno.

Una necessità, quindi dettata dai ritmi di lavoro di entrambi i genitori e dall’impossibilità di poter essere presenti e seguire come si vorrebbe il proprio figlio.

Ogni scuola, mediante i Consigli di Circolo, stabilisce quindi dei criteri attraverso i quali attribuire un punteggio che consentirà di stilare la graduatoria di ammissione alla formazione delle classi a tempo pieno.

Il reddito dei genitori, genitori entrambi lavoratori, la residenza nel Comune, bambini portatori di handicap sono in genere criteri per i quali viene assegnato un buon punteggio.

I cittadini di Fiumicino, però, ci segnalano una, per così dire, singolarità. Presso la scuola “G. B. Grassi”  i “bambini che hanno fratelli o sorelle che frequenteranno nell’anno A.S. 2011/12 la scuola primaria del circolo”  ed i “bambini figli di dipendenti del circolo (a T.I. o con incarico annuale)” hanno la precedenza sui bambini “con genitori entrambi lavoratori  (solo per il T.P. )”.

Il punteggio per il figlio di un insegnante che lavora nel plesso risulta così essere pari a 25 mentre per chi ha entrambi i genitori lavoratori a tempo pieno è 10.

Quello che molti genitori si chiedono è se non fosse stato più giusto ed equo applicare un criterio di tipo economico piuttosto che attribuire 15 punti in più ai figli degli insegnati.

“A tal proposito – commenta Valentina Coppola, Segretario Provinciale CODICI Roma-  ci piacerebbe sapere quali sono stati i criteri per  i quali si è deciso di  privilegiare i familiari del personale docente dell'istituto piuttosto che i  bambini con entrambi i genitori lavoratori.  Questi ultimi, non potendo  accedere al tempo pieno devono necessariamente dotarsi di una baby sitter  o optare per l’iscrizione del figlio in una scuola privata con un importante esborso economico mensile”.

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Animali: Esperienza da incubo per una cittadina italiana residente in Svizzera cui è stato soppresso il cane per non aver pagato una tassa di 38 euro. Codici: presenteremo esposto alla Procura della Repubblica.

Animali: Esperienza da incubo per una cittadina italiana residente in Svizzera cui è stato soppresso il cane per non aver pagato una tassa di 38 euro. Codici: presenteremo esposto alla Procura della Repubblica.

Le autorità municipali di Reconvillier, citta della Svizzera, sono state incaricate dal primo cittadino, di  rintracciare i proprietari di cani, evasori della relativa tassa di possesso. Fin qui tutto sembrerebbe in linea con una buona politica di contrasto dell’evasione, se non fosse che i suddetti agenti, hanno il compito di sequestrare tali animali e decretarne l’abbattimento.
La signora Marilena Iannotta, ha spiegato agli agenti municipali,  di essersi semplicemente scordata di pagare i 50 franchi svizzeri (circa 38 euro) e ha  supplicato  gli agenti di poter versare quanto dovuto in contanti.
Niente da fare, gli ispettori  hanno portato via l'animale e lo hanno consegnato ai veterinari comunali che hanno provveduto alla immediata soppressione dell’animale.
“Sembra un film dell’orrore”, dichiara Valentina Coppola, responsabile Ambiente del CODICI,” delle persone si presentano alla tua porta e ti prendono il cane per ucciderlo, e tutto perchè non hai pagato una tassa. Questa modalità va contro i più elementari principi civili e va fermata immediatamente”.
Il sindaco di Reconvillier, Flavio Torti ha spiegato che quella riguardante il possesso dei  cani è tra le tasse più evase  ed è per questo che ha escluso possibili ripensamenti e ammorbidimenti della linea anti-evasori: “Non faremo dietrofront, sarebbe come dare ragione agli evasori“.
Il CODICI, con le parole dell’avvocato Carmine Laurenzano annuncia che presenterà esposto alla Procura della Repubblica di Roma.”Se non riusciremo ad ottenere una  condanna per questo sindaco in Svizzera, che almeno non gli venga consentito di mettere piede nel nostro paese”.

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Roma, immobiliare  Codici: il trilocale e’ un lusso ed il bilocale e’ una scelta obbligata i romani hanno bisogno di un piano casa adeguato

Roma, immobiliare Codici: il trilocale e’ un lusso ed il bilocale e’ una scelta obbligata i romani hanno bisogno di un piano casa adeguato

I romani cercano il bilocale? I romani si accontentano del bilocale perché acquistare un appartamento con almeno 2 camere da letto ed un soggiorno a Roma è ancora drammaticamente proibitivo.
Così il CODICI commenta i dati di Tecnocasa secondo i quali a Roma le maggiori richieste immobiliari sarebbero per i bilocali.
“Rispetto ad un bilocale, un trilocale arriva a costare dai 40mila ai 60 mila euro in più, molto dipende dalla zona e dalla metratura del vano in più, se l’appartamento è da ristrutturare o finemente ristrutturato oltre che dalla sua esposizione” commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI - I romani, quindi, cercano ed eventualmente acquistano un bilocale perché economicamente non possono permettersi un appartamento più grande. E’ una necessità più che una scelta basata su un’effettiva preferenza”.
“Quello della casa è un problema sociale – prosegue Giacomelli – e sempre più giovani coppie sono le vittime. Costretti a mutui anche trentennali rinunciano sempre più frequentemente a mettere su famiglia. Mettere al mondo un figlio, mantenerlo, assicurargli un’adeguata istruzione e molto più banalmente vestirlo e dargli da mangiare è un lusso che non tutti possono permettersi”.
“Quella del piano casa dovrebbe essere una priorità ed una delle problematiche sociali che necessitano del tempestivo intervento delle nostre amministrazioni – conclude Giacomelli - allo stato attuale, nella Capitale, mancano circa 50 mila alloggi e pur attivando gli strumenti urbanistici oggi disponibili, quali la densificazione dei Piani di zona, i cambi di destinazione d'uso, gli incentivi edificatori legati al Piano Casa e le aree pubbliche derivanti dall'attuazione del piano regolatore, non si arriverebbe a coprire neanche il 50% dell'emergenza esistente.
Si propone, quindi:

  1. Di valutare il problema in termini di housing sociale: più abitazioni in affitto a un prezzo convenzionato.
  2. In alternativa alla costruzione di case popolari occorre investire nell'acquisto di immobili dismessi da società ed enti da parte delle Ater laziali, per i quali i locatari non abbiano esercitato il diritto di acquisto. E' necessario recuperare gli edifici dismessi e ristrutturare le case popolari esistenti.
  3. Oltre al sostegno delle politiche di riduzione dei costi degli affitti e del costo degli appartamenti, e' auspicabile avviare organismi di partecipazione effettiva dei cittadini nel controllo della formazione del prezzo nel mercato immobiliare.
  4. Sviluppare di un sistema integrato di verifica dei servizi pubblici volti al controllo o alla concessione di contributi e/o finanziamenti in favore della casa.
  5. Strategia di intervento rivolta alle giovani coppie, affinché possano usufruire di agevolazioni per l'acquisto della prima casa. Si richiede al governo di predisporre risorse per costruire nuovi appartamenti di Edilizia Pubblica Residenziale e dare una diversa disposizioni per la vendita del patrimonio Ater.
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Disastro ambientale e danno alla salute - Valle del Sacco: il Consiglio Regionale invita la giunta a dichiarare la crisi ambientale della Valle del Sacco

Disastro ambientale e danno alla salute - Valle del Sacco: il Consiglio Regionale invita la giunta a dichiarare la crisi ambientale della Valle del Sacco

Che la Giunta della Regione Lazio dovrà approvare entro sei mesi la dichiarazione di area a elevato rischio di crisi ambientale per il territorio del bacino del fiume Sacco è stato  deciso  in questi  giorni  dal Consiglio Regionale del Lazio.
In questo  contesto,  Codici esprime rammarico per la grande assenza della Regione Lazio in un processo partito il 30 giugno presso il tribunale ordinario di Velletri contro il disastro della Valle del Sacco, processo in cui il CODICI si è costituito parte civile. I motivi per cui l’Associazione si è fatta carico degli interessi della cittadinanza sono riconducibili alla contaminazione del latte prodotto e distribuito negli anni 2003 e 2004 a seguito dello sversamento illegale nel fiume Sacco di sostanze altamente inquinanti presenti in una concentrazione 2000 volte superiore ai limiti imposti dalla Legge. Dalle analisi ematiche si riscontrarono in alcuni cittadini, alti valori di cadmio, mercurio e piombo rispetto ai valori normali di riferimento – sostanze responsabili dell’insorgenza di varie forme tumorali - e di beta-esaclorocicloesano. E in seguito alle indagini condotte emerse che nonostante il veterinario della Asl RM/B ed il direttore dello stabilimento della Centrale del Latte fossero a conoscenza che il latte, prodotto da allevatori della zona incriminata, fosse inquinato da altissimi valori di beta – esaclorocicloesano, non hanno provveduto al suo ritiro dal commercio e a segnalare l’anomalia agli organi sanitari competenti.
I consumatori del latte della Centrale hanno così continuato ad assumere un prodotto altamente nocivo per la salute. Il beta – esaclorocicloesano è, infatti, una sostanza non escretabile tramite le normali vie metaboliche, gli HCH vengono quindi rapidamente assorbiti dal tratto gastrointestinale e, in caso di gravidanza, dalla placenta, con la conseguente contaminazione del feto. Gli effetti di tale molecola sull’organismo umano sono quindi devastanti: studi scientifici fanno riferimento, inltre, a danni sul SNC, sugli ormoni e sulla tiroide.
“Il disastro è sotto gli occhi di  tutti - commenta il segretario Nazionale del Codici, Ivano  Giacomelli - e la situazione è così drammatica che restiamo basiti di fronte al fatto che la Regione Lazio, indicata nel procedimento come parte offesa, non si sia costituita in un processo di  tale portata, i cui fatti toccano la salute dei cittadini”.

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Roma, arsenico: parte la campagna Codici per l’annullamento delle tariffe dell’acqua pronte azioni legali su tutto il territorio laziale

Roma, arsenico: parte la campagna Codici per l’annullamento delle tariffe dell’acqua pronte azioni legali su tutto il territorio laziale

Parte la campagna CODICI per l’annullamento delle tariffe dell’acqua in tutti quei contesti in cui non è possibile usufruirne al 100 per cento a causa della sua pessima qualità e delle alte percentuali di arsenico disciolti in essa.
Il Lazio è tra le Regioni d’Italia maggiormente citate nel documento della Ue inerente le deroghe per l’arsenico. In particolare, nel documento la Commissione Ue scrive che è possibile “autorizzare unicamente deroghe per valori di arsenico fino a 20 milligrammi il litro”, mentre valori di 30, 40, 50 milligrammi il litro, richiesti dall’Italia, “determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro”.
Tra le Province di Roma, Latina e Viterbo, sono 91 i paesi coinvolti, per quanto riguarda Roma e la sua provincia parliamo di 22 Comuni per un totale di oltre 250 mila residenti: Albano Laziale – Ardea – Ariccia – Genzano di Roma – Lanuvio – Lariano – Velletri – Castel Gandolfo – Ciampino – Castelnuovo di Porto – Trevignano Romano – Tolfa – Bracciano – Sacrofano – Formello – Civitavecchia – Santa Marinella – Anzio – Nettuno – Campagnano di Roma – Magliano Romano – Mazzano Romano.
“Lanciamo la campagna per l’annullamento delle tariffe dell’acqua perché è scorretto che i cittadini debbano pagare per un servizio che utilizzano solo parzialmente e anche con un certo timore visto l’allarme lanciato dalla Ue – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI – Ricordiamo che in alcuni Paesi i Sindaci hanno emesso ordinanze che vietano l’utilizzo dell’acqua ai ragazzi di età inferiore ai 14 anni oltre e la  potabilità.  Da qui prende piede la nostra iniziativa. Abbiamo già chiamato in giudizio Acea Ato 2 per le forti inadempienze riscontrate nel Comune di Fonte Nuova ma questa è solo la prima delle azioni legali. Ne porteremo avanti diverse estese su  tutto il territorio laziale” conclude Giacomelli.

I cittadini interessati ad avere maggiori informazioni possono contattare gli uffici del CODICI inviando una e-mail a sportelloalcittadino@codici.org.

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Roma. Aurelia Hospital, nel 2009 da Gennaio a Settembre 26 morti per infezioni ospedaliere. La Regione Lazio apra un'inchiesta

Roma. Aurelia Hospital, nel 2009 da Gennaio a Settembre 26 morti per infezioni ospedaliere. La Regione Lazio apra un'inchiesta

Le infezioni ospedaliere si configurano come la complicanza più frequente dell’assistenza sanitaria, infatti, secondo l’Associazione italiana dei microbiologi, su 9 milioni e mezzo di ricoverati, 700 mila si infettano durante la permanenza nella struttura sanitaria. Riprendendo i dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute circa l'80% di tutte le infezioni ospedaliere riguarda: il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l'apparato respiratorio, le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie).
Tra i vari microrganismi responsabili di infezioni figura l’acinetobacter baumannii, un microrganismo che, negli ambienti ospedalieri, viene definito killer perché estremamente resistente agli antibiotici oltre ad essere stato riconosciuto come importante patogeno nosocomiale in grado di sviluppare gravi problemi terapeutici. A tal proposito, un'inchiesta della Commissione parlamentare sugli errori sanitari ha chiamato
in causa la clinica convenzionata con il SSN Aurelia Hospital di Roma struttura in cui, in soli nove mesi, precisamente da gennaio a settembre 2009, sono stati registrati 80 casi di infezione ospedaliera provocata dall’acinetobacter baumannii e 26 morti ad essa correlate.
“Come è noto –dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI - un terzo delle infezioni ospedaliere è prevenibile adottando le indicazioni previste nelle circolari ministeriali. In particolare, in questa vicenda decisamente poco chiara, alcun controllo è stato messo in atto dalla Asl di riferimento, la Rm E, pur avendo, questa l’obbligo di farlo. In più, i cittadini non sono stati adeguatamente informati circa la manifestazione, lo sviluppo e l’andamento delle infezioni in clinica”.
Il CODICI, in seguito a tali gravi inadempienze, chiede alla Regione Lazio di aprire un’inchiesta, di provvedere ad un’ispezione presso gli uffici di controllo della Asl Rm E e, nel contempo, di rimuovere dai loro incarichi i funzionari ed i dirigenti implicati nella vicenda.

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Acqua:i cittadini non serviti dai servizi di depurazione non hanno ancora ottenuto le somme versate

Acqua:i cittadini non serviti dai servizi di depurazione non hanno ancora ottenuto le somme versate

Numerosi cittadini italiani si sono rivolti all’associazione CODICI per denunciare che ad oggi non è loro pervenuto alcun rimborso delle somme pagate e non dovute in merito all’assenza del servizio di depurazione e questo nonostante la normativa vigente in materia di restituzione delle somme della depurazione dell’acqua. Di recente è emerso  anche il rischio di un possibile avvio di procedura di infrazione da parte della Comunità Europea nei confronti del nostro Paese su numerosi impianti di depurazione che non sarebbero conformi alla Direttiva 91/271/CE, e vi sarebbe l’esigenza di una decisa accelerazione degli investimenti soprattutto per il comparto fognario/depurativo.
Inoltre, con decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 30 settembre 2009, in attuazione della legge 27 febbraio 2009 n. 13, il Ministero ha stabilito i criteri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione, stabilendo anche l’obbligo di informare gli  utenti  rispetto al diritto  della restituzione. Il termine della restituzione è di 120 giorni dalla data in vigore della legge.    
“In seguito a tale normativa e data la scadenza del termine di  restituzione – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI - abbiamo fatto  partire una istanza di  accesso  agli atti  in tutta  gli  AATO delle Province italiane per acquisire copia degli elenchi degli  utenti  non serviti da impianti  di  depurazione nonché tutti  gli  atti relativi alle procedure di restituzione delle somme che i  cittadini  hanno  versato nonostante  fossero non dovute”.
Ad oggi  abbiamo  ricevuto  le risposte delle Autorità d’Ambito di  Bergamo, Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Frosinone, Rieti, Catania, Trapani, Cosenza, Catanzaro E Reggio Calabria che ci rispondono di  non essere in possesso  degli  elenchi  richiesti  dall’associazione.  “E’ evidente dalle risposte ricevute – commenta il Segretario Nazionale del CODICI, Ivano  Giacomelli - che nessuno degli AATO in questione è intervenuto affinché i Gestori  restituissero le somme che i cittadini hanno versato pur non essendo serviti dal servizio di depurazione, ledendo a quelli che sono i  diritti degli utenti. Il  termine perentorio per la restituzione delle somme di 210 giorni  è stato ampiamente superato”.
Dato il palese ed evidente danno ai  consumatori di  molte province italiane, CODICI ha avviato una azione collettiva risarcitoria diffidando i legali rappresentanti pro tempore degli  AATO in oggetto ad individuare, entro il termine massimo di 90 giorni, gli importi con i relativi interessi che i gestori dovranno restituire ad ogni singolo richiedente avente diritto.  Nella fattispecie dell’Emilia Romagna, è arrivata in risposta alla nostra diffida – continua Giacomelli – la replica della Regione che invita le Province e gli AATO di  Bologna, Modena, Ferrara e  Ravenna ad adempiere entro il termine previsto, altrimenti, così come previsto dalla legge, sarà nominato  un commissario  ad acta.

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