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Redazione CODICI

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Scandalo bollette acqua: in gioco milioni di euro

Coinvolta tutta Italia. Le aree più critiche sono quelle gestite da Acea. CODICI chiede un tavolo urgente presso l’Autorità dell’Energia per fare chiarezza e dare informazioni certe ai consumatori

Roma, 14 novembre 2014 – Siamo alle solite: l’Autorità dell’energia l’elettricità e il servizio idrico integrato dice una cosa, i gestori un’altra. In mezzo ci sono i consumatori, negli ultimi mesi destinatari di bollette dagli importi stratosferici, catalogate nel gergo tecnico quali “partite pregresse”.

In particolare si tratta dei conguagli relativi al periodo precedente al 2012, inviati dai soggetti gestori del servizio idrico integrato. A tal proposito, in una nota ufficiale del 6 ottobre, l’Autorità si è espressa chiarendo che tutti gli operatori sono obbligati a indicare espressamente in bolletta il “riferimento preciso all’atto deliberativo del soggetto competente che li ha qualificati - sia nel loro importo complessivo sia nell’importo espresso per unità di consumo da applicare all’utenza- e ne ha esplicitato le tempistiche di riscossione, nonché il riferimento al consumo a cui l’importo unitario viene applicato”. Nel caso in cui le bollette di conguaglio fossero già partite – ovvero la stragrande maggioranza dei casi, in verità, come da segnalazioni pervenute a CODICI – i gestori, sempre secondo la nota dell’Autorità sono tenuti a inviare all’utente una comunicazione che rettifichi le diciture e integrando tutte le informazioni mancanti. La nota, va specificato, fa seguito a una deliberazione dell’Autorità in materia, la 643/2013/R/idr.

Cosa ancora più esplicita, espressa nella comunicazione ufficiale, è che è vietato a tutti i gestori richiedere importi per conguagli pregressi non “espressamente approvati” dall’Ente d’ambito entro l’aprile 2012. Come è naturale, inoltre, nel caso in cui le disposizioni non fossero applicate alla lettera l’Autorità procederà alle sanzioni previste dalla stessa delibera del 2013.

Nonostante tanta chiarezza, l’ultima comunicazione di Ferutility al riguardo del 10 novembre scorso, indirizzata alle associazioni dei consumatori che avevano sollevato la polemica per le irregolarità, fra le quali in prima linea CODICI, va in senso contrario.

Addirittura si parla di componenti tariffarie addebitate “forfaittariamente” senza esplicitare le tempistiche di riscossione.

“La nostra associazione pretende chiarezza su questo tema che ha già provocato non pochi problemi all’utenza che si è vista in bolletta cifre astonomiche riferite agli anni precedenti – commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI, e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI -. Chiediamo un tavolo presso l’Authority per fare luce una volta per tutte sull’operato dei gestori. In particolare secondo le segnalazioni che riceviamo, la situazione è maggiormente critica nelle zone d’ambito territoriale di Roma, Frosinone, Napoli e Chieti”.

Codici ricorda che per contestare le fatture è possibile inviare un modulo presente anche sul nostro sito (scarica qui). Se il gestore non risponde entro 30 giorni o se la risposta è insoddisfacente o parziale, a quel punto il consumatore può rivolgersi al giudice di pace o tentare una composizione bonaria.

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Codici all’Autorità dell’energia: chiediamo un registro delle lobby

Durante l’audizione annuale con l’Authority, l’Associazione ha avanzato alcune richieste fra le quali maggiore trasparenza, tramite l’elenco pubblicato on line

 

Roma, 12 novembre 2014 -  Si è svolta oggi l’audizione annuale indetta dall’Autorità garante dell’energia elettrica e del servizio idrico integrato sullo Schema di linee strategiche dell'Autorità per il quadriennio 2015-2018 a cui ha partecipato anche CODICI. Durante l’incontro, l’Associazione di tutela dei consumatori ha evidenziato la necessità di pubblicare sul sito dell’Authority un elenco dei lobbisti del comparto. Scopo di questa richiesta appare chiaro: avere maggiore trasparenza sull’attività regolatoria.

“Altra questione che abbiamo posto – afferma Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI -  è la separazione reale societaria fra distributori e venditori di energia. Non vogliamo più il persistere di monopoli in mano a colossi come Enel o Acea – commenta e chiediamo pertanto che l’Autorità metta fine allo strapotere dei distributori di energia che a nostro parere rappresentano la prima causa del mancato decollo del mercato in Italia”.

Fra gli altri punti sollevati dall’Associazione c’è poi l’interruzione della revisione tariffaria: “La proposta dell’Autorità è incomprensibile. Così com’è infatti incide sul consumatore circa 100 euro l’anno.  Al contrario, - continua Gabriele - abbiamo chiesto più impulso alle politiche di efficienza energetica tese al risparmio vero, come per esempio l’eliminazione della funzione stand by sugli elettrodomestici che potrebbe da sola far risparmiare 250 euro l’anno a ciascun utente”.

“Infine, abbiamo chiesto all’Autorità il congelamento di tutti i procedimenti sui morosi”.

 

  

 

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