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Roma, Umberto I. La denuncia del Codici: 91 pazienti al Pronto Soccorso, 6 ambulanze ferme in attesa della lettiga

Una mattinata fuori da ogni realtà, quella di oggi, per i pazienti del Pronto Soccorso dell’Umberto I di Roma. A segnalare la condizione di estremo disagio, gli operatori dello Sportello Sanitario del Codici.
“Verso le ore 12 – racconta un’operatrice –  erano ben 91 i pazienti in attesa ed in osservazione, con i parenti ad accompagnarli le persone all’interno del Pronto Soccorso erano circa 150. Un caos vero e proprio con difficoltà anche a spostarsi di pochi passi”.
“Quello che ci racconta il personale dell’Umberto I  – continua l’operatrice del Codici – è che la fila dei pazienti in attesa non viene smaltita in tempi piuttosto rapidi perché i medici iniziano le visite al Pronto Soccorso solo dopo le ore 12. In questa confusione 16  pazienti erano in attesa di ricovero da parecchie ore, molti di loro sono stati costretti a dormire su una sedia per due notti, tra questi una signora affetta da ernia del disco”.
Oltre al disordine ed i conseguenti disservizi e attese all’interno del Pronto Soccorso si è palesata anche un’altra emergenza, quella delle ambulanze. Erano 6 quelle ferme, alcune addirittura dalle quattro del mattino perché le lettighe erano occupate dai pazienti in attesa.


“Invitiamo i cittadini a rivolgersi all’Associazione qualora si rendessero conto di essere vittime di incuria da parte di medici, infermieri o personale sanitario – conclude Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici- i nostri avvocati sono a disposizione dei cittadini”.

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Albano, caso di malasanità. Codici invia un esposto alla Procura della Repubblica affinché si indaghi sui protocolli di assistenza infermieristica

L'Associazione CODICI ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di fare chiarezza sull’ennesimo probabile caso di malasanità.
In data 27 novembre 2006, la Sig.ra M. veniva ricoverata presso il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Albano Laziale con la diagnosi di edema polmonare. Durante il periodo di ricovero la paziente è caduta dal letto riportando la frattura del femore destro. L’ortopedico ha, pertanto, consigliato la trazione a letto per 30 giorni con divieto assoluto di carico e successiva rivalutazione. La paziente verrà poi dimessa in data 14/12/2006 con la diagnosi di “cardiopatia ischemica e frattura sottocapitata del femore destro”.
CODICI decide di interessarsi al caso, in quanto ciò che è accaduto rappresenta, potenzialmente, un episodio di elevata drammaticità, perché incide direttamente sulla salute dei cittadini e grava sul corretto svolgimento dell’erogazione di un servizio importante per la tutela degli utenti del Servizio Sanitario.
In riferimento a quanto accaduto, l’Associazione chiede alla Procura della Repubblica di Roma di aprire un’indagine su una situazione non sufficientemente chiara, visto che ancora non è stato accertato se l’Ospedale abbia applicato correttamente i protocolli per la raccolta dati e per l’identificazione dei bisogni di assistenza infermieristica (BAI).
“La situazione appena descritta – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici – richiede un intervento celere ed efficace per accertare se le funzioni del Servizio Sanitario siano effettivamente svolte in maniera corretta. Quando in gioco c’è la tutela della salute dei cittadini non ci sono scusanti per non agire: la questione della responsabilità dei medici deve essere al più presto accertata”.

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Sanità, Sora (Frosinone): da lunedì chiude anche il reparto di ortopedia del SS Trinità

E’ di queste ore la drammatica notizia dell’ulteriore ridimensionamento dell’Ospedale di Sora, in particolare di un reparto escluso dai tagli previsti dal piano. Fonti interne al nosocomio SS Trinità fanno presente che il reparto di ortopedia e l’intero suo funzionamento saranno infatti azzerati già dal prossimo lunedì. I pazienti che avranno bisogno di prestazioni specialistiche saranno così costretti a spostarsi a Frosinone o a Cassino.
Oltre a questo si aggiunge che quasi tutte le operazioni chirurgiche sono soppresse per lo sciopero incomprensibile degli anestesisti.
“Ricordiamo che gli anestesisti risultano essere tra il personale sanitario maggiormente pagato – commenta Luigi Gabriele, Segretario Provinciale Codici - questo perché oltre allo stipendio base essi percepiscono premi aggiuntivi per ogni singola prestazione effettuata. Addirittura risulta che per una notte di servizio in emergenza, un anestesista possa arrivare a percepire la cifra di 900 euro. Dai nostri approfondimenti – continua Gabriele- questo stato di agitazione, oltre ad essere illegittimo, potrebbe configurare anche l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio”.
“Per tale motivo – conclude il Segretario Provinciale – andremo avanti con le iniziative di protesta in difesa del SS Trinità che vedono impegnati sia il Codici che il “Comitato spontaneo”. La prossima  manifestazione si terrà domenica 17 aprile a partire dalle 10.30 presso Piazza Marco Tullio Cicerone ad Arpino e questo affinché anche la popolazione limitrofa acquisisca la consapevolezza del forte danno al diritto alla salute che stanno subendo. Il nostro auspicio è che il Presidente Polverini faccia un passo indietro e adotti, con il decreto correttivo che dovrà emettere a metà giugno, adeguati provvedimenti di risanamento”.

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