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Malagrotta anche Codici presenterà appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lazio

“Anche il Codici presenterà appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio – dichiara  Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – la decisione presa dal Tar che ha accolto il  ricorso della Giovi Srl, annullando di fatto  l’ordinanza del Comune di Roma, ci ha sorpreso e non poco. Un provvedimento che calpesta il diritto alla salute dei cittadini e la salubrità ambientale”.
“Andremo avanti  – conclude Giacomelli – Quello che ci preme tutelare è l’ambiente e la salute dei cittadini che vivono intorno alla zona di Malagrotta. Come dimostrato da alcune rilevazioni dell’Arpa, la situazione già grave ha raggiunto l’acme della criticità. Certamente non si deve permettere che gli interessi privati vadano a ledere gli interessi pubblici, per questo impugneremo la sentenza”.

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Alimentare: violate norme igienico – sanitarie da un caseificio abusivo nel Tarantino, scatta il sequestro


Codici: occorrono pene severe per i trasgressori  e giro di vite  in tutti punti vendita che commercializzavano tali prodotti.

Ancora un sequestro nel tarantino ed ancora una volta si tratta di alimenti ‘ a rischio ’ che arrivano sulle tavole dei consumatori.  L’ultimo riguarda una masseria in contrada Chidro a Manduria, con annesso allevamento di bestiame, un laboratorio abusivo di prodotti caseari ed un pozzo artesiano. I . Secondo quanto riscontrato dagli agenti di Polizia e dai funzionari dell’Azienda sanitaria locale, per la produzione dei prodotti veniva utilizzata acqua , per la quale era stata inoltrata richiesta, per uso esclusivamente agricolo. Dai controlli è emersa la presenza di un edificio poco distante dalla masseria, un laboratorio di prodotti caseari in precario stato sia igienico che strutturale. Gli alimenti utilizzati per  i prodotti caseari erano conservati, in contenitori non idonei, a temperatura ambiente e con la presenza di numerosi insetti. In una struttura annessa al caseificio è stato scoperto una struttura utilizzata per stagionare i formaggi dove sono stati ritrovati circa 70 chili di prodotti caseari, in cattivo stato di conservazione, pronti per essere venduti.
L'igiene e la sicurezza degli alimenti costituiscono requisiti fondamentali al fine di tutelare la salute dei consumatori  che viene sempre più messa a repentaglio. Una delle normative fondamentali è proprio quella della ‘ Rintracciabilità alimentare’. Di cosa si tratta? Il  regolamento CE n. 178/2002 sancisce l'obbligo di garantire la rintracciabilità degli alimenti e dei mangimi destinati all'uomo dalla produzione primaria fino alla commercializzazione. Si richiede, quindi,  agli operatori della filiera alimentare informazioni del tipo "chi mi ha fornito cosa" e "a chi ho fornito cosa" attraverso la realizzazione di un sistema di gestione che tenga conto di ogni singola voce influente e connessa con le merci utilizzate (specifica partita/fornitura/lotto di prodotto). I caseifici rientrano proprio nella categoria di attività che sono tenute obbligatoriamente a  rispettare questa normativa così come i panifici, le pasticcerie, le gelaterie, le pizzerie, le mense, i pastifici, ecc.
Pertanto, CODICI  chiede pene più severe per i trasgressori delle normativa vigente e giro di vite in tutti i punti vendita che commercializzano o hanno commercializzato tali prodotti caseari al fine di tutelare i consumatori.

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Lecce: sanità in subbuglio, tac fuori uso e morti sospette

Codici: lancia la campagna Indignamoci! Più chiarezza a tutela del diritto alla salute.

 

Apprendiamo dagli organi di stampa la notizia della morte di un’anziana donna che è stata investita da un furgone mentre andava a ritirare la pensione. A causa delle evidenti e gravi condizioni, la donna è stata trasferita all’ospedale Fazzi di Lecce dove il macchinario abilitato a effettuare la Tac, risultava non funzionante. Per questo, la donna è stata trasportata all’ospedale di Galatina, ma è morta prima di arrivarci.
Un evento spiacevole che punta i riflettori su una situazione che non va, soprattutto alla luce di fatti accaduti giorni prima. Si tratta di morti sospette per le quali la magistratura avrebbe aperto un fascicolo.
La settimana scorsa, l’ospedale Fazzi sarebbe stato di nuovo protagonista a causa del primo decesso sospetto. Un uomo di 64 anni, era ricoverato nel reparto di Cardiologia, dopo aver trascorso già 15 giorni in quello di Medicina, a causa di problemi al cuore e ai polmoni, aggravati dal diabete. L'uomo, rimasto solo per alcuni minuti è caduto dal letto, ferendosi alla testa. La Tac a cui è stato sottoposto avrebbe escluso complicazioni ma dopo poche ore, è deceduto.
Tragico epilogo anche per un sessantaseienne, trasportato al Pronto soccorso domenica mattina a causa di forti dolori addominali. L'anziano, malato di cuore, è stato curato con una flebo di sedativo e dimesso con la raccomandazione di tornare il giorno successivo per ulteriori accertamenti. Tornato a casa si è addormentato e dal sonno è passato lentamente all'incoscienza, sino alla morte nell’Ospedale Fazzi dove era giunto n stato di coma.
Un'altra autopsia è stata invece effettuata, su decisione del pm, su una donna deceduta poche ore dopo la visita da parte del medico in servizio presso la guardia medica di Trepuzzi. Il marito della donna era preoccupato per le condizioni di salute della moglie, alla quale è stato somministrato un diuretico. In questo caso, la cura sembrava aver fatto effetto ma, a distanza di poche ore, è sopraggiunta la morte. I familiari della vittima hanno chiesto alla magistratura di chiarire se l'operato del medico che l'ha visitata sia stato lineare.
Si attendono i risultati dell’autopsia per il proseguimento delle indagini, e in tal caso si faranno recapitare ai medici coinvolti gli avvisi di garanzia.
E’ da tempo che CODICI punta i riflettori su una tematica delicata che riguarda tutti da vicino: la sanità. Proprio in virtù di questo, e per la volontà di tutelare il cittadino a trecentosessanta gradi, CODICI ha lanciato l'iniziativa: “INDIGNAMOCI Ci scippano la salute e la dignità”, diffusa su tutto il territorio nazionale per protestare contro il declino del Servizio Sanitario e invitiamo i familiari delle vittime a rivolgersi all’associazione.

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