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Centrale del Latte. Indaghino la Procura e la Corte di Conti

Centrale del Latte. Indaghino la Procura e la Corte di Conti

Ritorna sulle pagine dei giornali nazionali e romani il caso Centrale del Latte dopo la recente decisione del Tar del Lazio. Secondo il Tribunale Amministrativo, il Comune di Roma dovrà corrispondere, come risarcimento danni, la somma di 8 milioni di euro più gli interessi all’Ariete Fattoria Latte Sano.
“La responsabilità di quegli 8 milioni di euro non deve ricadere sui cittadini ma sugli amministratori e funzionari che hanno fatto questo pasticcio – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – paghino quindi loro ed i consiglieri comunali che all’epoca approvarono la vendita della Centrale del Latte”.
Sulla vicenda il Codici auspica che la Procura e la Corte dei Conti possano presto aprire un’indagine atta a chiarire, quindi, le responsabilità.

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Roma, taxi: il Comune rialimenta le spinte corporative e gli interessi di lobby

Roma, taxi: il Comune rialimenta le spinte corporative e gli interessi di lobby

Nonostante il regolamento sia stato approvato, in attesa del parere dei Municipi e del voto dell’Assemblea Capitolina, le reazioni non si arrestano. La delibera non soddisfa pienamente né consumatori né tassisti, tanto che nella categoria c’è chi si organizza in assemblee e chi aderirà allo sciopero del 7 giugno.
Anche il Codici ha delle precise rimostranze riferite, ovviamente, ad alcuni punti specifici del regolamento.
Le proposte avanzate dai Consumatori ai tavoli istituzionali non sono state pienamente recepite, alcune istanze sono state mal interpretate o assunte solo in parte.
“Così facendo, il Comune – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – rialimenta le spinte corporative  e gli interessi di lobby. Questo non gioca sicuramente a favore dei consumatori”.

Per chiarezza riportiamo le nostre proposte:

- Indagine che tenesse conto di criteri oggettivi quali:
•    condizioni locali di domanda ed offerta estendendo e diversificando l’indagine nelle varie zone di Roma,
•    costi effettivi relativi alla gestione del taxi (carburante, usura auto ect). La delibera approvata si basa su concetti quali incentivi o aumenti totalmente svincolati da qualsiasi studio scientifico del genere;
- rendere note, ad esempio divulgando le informazioni sui siti internet, le offerte migliorative della tariffa così che l’utente abbia la possibilità di confrontare i costi che potrebbero variare da cooperativa a cooperativa;
-  realizzazione di un numero unico che fungesse da tramite tra utente e taxi più vicino, in modo da ridurre effettivamente tempi e costi. Non, come previsto dal recente regolamento, un numero che segnala la presenza della colonnina più vicina all’utente.
- migliorare la qualità del servizio estendendo le corsie preferenziali. La proposta è stata recepita anche se non è prevista una loro implementazione in periferia;
 - è stata recepita la proposta relativa alla lotta all’abusivismo e all’introduzione degli scontrini elettronici;
 - Commissione Consultiva paritetica. I rappresentanti dei Consumatori sono ancora inferiori numericamente rispetto ai rappresentanti della categoria taxi per un rapporto di 1 a 2;
 - disciplinare in maniera adeguata le “chiamate per radio taxi”.

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Roma, criminalità: guerra tra bande sudamericane e gang autoctone. Lo scenario criminale sta forse cambiando?

Roma, criminalità: guerra tra bande sudamericane e gang autoctone. Lo scenario criminale sta forse cambiando?

La criminalità dilaga a Roma, una metastasi dalla quale sembra difficile riuscire a guarire. Gli accadimenti degli ultimi giorni e delle ultime ore sono la lampante dimostrazione che criminalità organizzata e gang abbiano raggiunto un livello di autarchia tale da riuscire a controllare quasi indisturbati diversi quartieri della Capitale.
Le notizie di cronaca parlano del quartiere Tuscolano come di un quartiere in cui avvertimenti, vendette tra bande, clan contrapposti legati alla malavita, guerre tra gli aspiranti boss si consumano  sotto gli occhi dei cittadini, il tutto per avere il pieno controllo del  mercato della droga sul territorio. Ma anche altri quartieri vivono drammaticamente sotto il peso della criminalità. La Magliana, ad esempio. La notizia del corriere colombiano mutilato da una gang della Magliana è di ieri ed accaduta poche ore dopo un agguato compiuto a Via dei Romanisti, a Cinecittà.
“Sempre più frequentemente nella Capitale il mercato della droga è legato ad attività illecite sudamericane, basti pensare che la percentuale dei cittadini sudamericani segnalati per reati associativi nella Regione Lazio è del 35 per cento rispetto alla media nazionale. In questo contesto, il traffico internazionale di droga e la prostituzione rappresentano le attività illecite più redditizie – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Grazie a solidi contatti che hanno mantenuto con i propri conterranei, queste organizzazioni riescono a far arrivare grosse quantità di cocaina nel mercato romano della droga”.
Fiumicino è l’anello che congiunge la Capitale al Sudamerica, un luogo di scambio per concludere affari, per lo scambio di informazioni e alimentare il mercato dell’illegalità.
“Crocevia per trafficanti di droga, territorio in cui far decollare o arrivare e poi smistare, inserendole nel mercato, ingenti quantità di stupefacenti – prosegue Giacomelli – la droga viene trasportata ingerendola in ovuli, o semplicemente nascondendola in valigie che passate di mano in mano arrivano nelle morse della criminalità. Quasi mai si tratta di microcriminalità, il denaro che ruota intorno al traffico intercontinentale è in molti casi di svariati milioni di euro”.
Accanto alle forme di criminalità organizzata classica, assistiamo quindi all’espansione di nuove infiltrazioni di diversa etnia che, fino a qualche tempo fa, creavano patti con le organizzazioni nostrane ma ora sempre più frequentemente determinano contrasti che sfociano in violenti atti di sangue. La stabilità evidente fino a ieri e le alleanze tra diverse organizzazioni criminali sono adesso più labili. Segno evidente che a Roma lo scenario criminale sta probabilmente cambiando.

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Carburanti, si riduce il gap con le no-logo Dopo un mese di abbondanza, i margini delle compagnie tornano su livelli normali

Carburanti, si riduce il gap con le no-logo Dopo un mese di abbondanza, i margini delle compagnie tornano su livelli normali

Ancora un giorno di tregua sulla rete carburanti. Il rafforzamento dell’euro ha in buona parte assorbito il rimbalzo delle quotazioni internazionali di benzina e diesel (ieri salite rispettivamente di 22,75 e 17,75 $/ton a 1.083,25 e 999,25 $/ton). I margini lordi delle compagnie (da non confondere con i profitti in quanto comprensivi anche dei costi di filiera, tra cui la remunerazione del gestore, i costi distribuzione e la commercializzazione), tuttavia, dopo una lunga fase di abbondanza appaiono oggi in leggera sofferenza sulla verde e poco oltre la media dei tre anni precedenti per il gasolio.
Così, nessuno ha messo mano ai prezzi raccomandati e anche sul territorio si registrano aggiustamenti risicati per quelli praticati e non sempre nella stessa direzione. Le no-logo, più sensibili alle dinamiche dei mercati internazionali, puntano verso l’alto, riducendo così il gap con le petrolifere. È quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale per il servizio Check-Up Prezzi QE.
A livello Paese, la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall’1,569 euro/litro degli impianti Esso all’1,578 euro/litro dei punti vendita Tamoil (no-logo a 1,489). Per il diesel si passa invece dall’1,438 euro/litro delle stazioni di servizio Esso all’1,445 euro/litro degli impianti Shell e Tamoil (no-logo a 1,362). Il Gpl si posiziona tra lo 0,762 euro/litro registrato nei punti vendita Eni allo 0,778 degli impianti Shell e Tamoil (a 0,749 le no-logo).

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Referendum: dalle associazioni dei consumatori, Codici, Adusbef, Adoc, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Legaconsumatori e Mdc l’invito a votare “si” ai  quesiti sull’acqua

Referendum: dalle associazioni dei consumatori, Codici, Adusbef, Adoc, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Legaconsumatori e Mdc l’invito a votare “si” ai quesiti sull’acqua

L’acqua non e’’una merce, difendiamola dalle logiche della speculazione.
Le associazioni dei consumatori invitano tutti i cittadini  ad andare a votare  i prossimi 12 e 13 giugno ai referendum sull’acqua e votate Sì!
Votare SI significa votare contro la logica che l’acqua non è una merce ma un bene comune e deve essere salvaguardata dalle ciniche speculazioni che le grandi imprese vogliono porre in essere.
Votare SI significa votare contro la visione dell’acqua come uno degli affari più remunerativo degli ultimi tempi, il grande affare della privatizzazione delle risorse idriche che attrae e che muove interessi enormi. L’esperienza delle associazioni dei consumatori dimostra come il  sistema privatizzato proposto e caldeggiato da FEDERUTILITY non crea efficienze e non diminuisce gli sprechi, al contrario, aumenta i costi, riduce gli investimenti, sviluppa il clientelismo politico ed il tutto  ricade sulla bolletta pagata dai cittadini. Questi ultimi anni sono stati caratterizzati da una evidente mancanza di politica sull’acqua, volta a destrutturare il sistema per  giustificare privatizzazioni selvagge presentandole come la vera ed unica soluzione. Strano però che nessuno accetti il confronto sull’efficienza dei sistemi privati nella gestione dell’acqua. Difendiamo l’acqua dalle logiche di privatizzazione, votiamo SI.
VOTA SI al Quesito n. 1 SCHEDA ROSSA: referendum acqua pubblica abrogazione affidamento servizio ad operatori privati;
VOTA SI al Quesito n. 2 SCHEDA GIALLA: referendum acqua pubblica abrogazione  calcolo tariffa secondo logiche di mercato.

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Palermo, costa e spiaggia in degrado

Palermo, costa e spiaggia in degrado

Codici avvia un monitoraggio sulle spiagge della coste e avvierà iniziative  di salvaguardia dove necessario
Come ogni anno i cittadini palermitani pongono alla nostra attenzione la necessità di ripristinare il litorale di Palermo Est, che va dal ponte sul fiume Oreto ad Acqua dei Corsari. Gli anziani raccontano che tale litorale nei tempi andati era occasione di vita e di divertimento in quanto vi erano degli stabilimenti balneari, nonché locali dove la gente si divertiva e usufruiva del mare, che era molto pulito e profumava di iodio. Oggi la costa in questione si presenta in totale stato di abbandono; sembra una giungla piena di vegetazione selvaggia e secca che oltre a rendere impossibile l'accesso al mare, costituisce pericolo di incendio con conseguenze nefande per le poche attività, che alcuni privati hanno avuto il coraggio di installare. In realtà le amministrazioni competenti avevano conferito un appalto per realizzare una villa, che servisse da collegamento tra la città e il mare. In verità, tali lavori cominciati e mai finiti hanno dato luogo ad un'ambientazione selvatica in quanto la vegetazione cresciuta senza guida ha creato un ricettacolo di insetti pericoloso per la salute pubblica. Considerata l'importanza di restituire tale tratto di costa alla città,  che potrebbe costituire anche una fonte di lavoro e di creazione di risorse economiche,  Codidi Sicilia  intende intestarsi una lotta per raggiungere l'obiettivo di ripristino di tale costa da donare ai palermitani, nonché ai visitatori della città. Si fa presente che tale tratto che costeggia la SS 113 proveniente da Messina costituisce un biglietto di visita di presentazione dell'intera città. Pertanto con successivi comunicati ed interventi si insisterà su questa tematica. “Questa iniziativa che portiamo avanti grazie  all'impegno e all'amore per l'ambiente - ha dichiarato il coordinatore regionale G. Vella - oggi rappresenta anche un'occasione per far capire a chi ci governa che il paesaggio costiero è un patrimonio inestimabile che appartiene a tutti i cittadini, pertanto le spiagge e le coste devono essere accessibili e fruibili da tutti”. Codidi Sicilia intende estendere tale azione a tutte le situazioni simili nella regione, portando avanti quindi un monitoraggio delle spiagge e là dove necessario avvieremo tutte le azioni possibili di salvaguardia .

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Energia: gare aperte per pompaggi, Codici esprime soddisfazione per il  decreto approvato

Energia: gare aperte per pompaggi, Codici esprime soddisfazione per il decreto approvato

In questi giorni  ha fatto discutere la realizzazione  di infrastrutture nel settore energetico, tra cui impianti di pompaggio idroelettrico e batterie per lo stoccaggio di elettricità, interventi importanti in quanto elementi fondamentali per lo sviluppo delle energie rinnovabili. “Finalmente una buona notizia- commenta il segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli –  in quanto  la realizzazione degli impianti sarà possibile solo attraverso l'avvio di gare”. Gli impianti di stoccaggio e di pompaggio  sono necessari per garantire un pieno sviluppo delle rinnovabili  nel nostro paese e una regolamentazione del settore  era necessaria”.Il nostro paese  nonostante sia il più generoso tra i paesi UE nei contributi per le rinnovabili, è anche il paese con i maggiori problemi di assorbimento di queste energie. Ovvero la nostra rete e soprattutto il nostro sistema non è in grado di accumulare energie rinnovabili per re - immetterle in rete”.  Il deficit principale  in questo settore si concentra nel sud dell’Italia dove sono concentrati il maggior numero di impianti, ma dove la rete non è adeguatamente strutturata per assorbire trattenere e distribuire l’alta quantità di energia verde che viene prodotta con il sistema eolico e solare. La realizzazione degli impianti ha innescato una vera e propria tra guerra tra le lobbies dell'energia nazionale in quanto dietro la loro realizzazione si celerebbe un BUSINESS  da cifre da capogiro. Sono di fatti le grandi aziende che operano nel mercato libero ad  aver osteggiato  la costruzione di tali impianti. Pertanto, Codici esprime soddisfazione per il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri.




In questi giorni  ha fatto discutere la realizzazione  di infrastrutture nel settore energetico, tra cui impianti di pompaggio idroelettrico e batterie per lo stoccaggio di elettricità, interventi importanti in quanto elementi fondamentali per lo sviluppo delle energie rinnovabili. “Finalmente una buona notizia- commenta il segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli –  in quanto  la realizzazione degli impianti sarà possibile solo attraverso l'avvio di gare”. Gli impianti di stoccaggio e di pompaggio  sono necessari per garantire un pieno sviluppo delle rinnovabili  nel nostro paese e una regolamentazione del settore  era necessaria”.

Il nostro paese  nonostante sia il più generoso tra i paesi UE nei contributi per le rinnovabili, è anche il paese con i maggiori problemi di assorbimento di queste energie. Ovvero la nostra rete e soprattutto il nostro sistema non è in grado di accumulare energie rinnovabili per re - immetterle in rete”.  Il deficit principale  in questo settore si concentra nel sud dell’Italia dove sono concentrati il maggior numero di impianti, ma dove la rete non è adeguatamente strutturata per assorbire trattenere e distribuire l’alta quantità di energia verde che viene prodotta con il sistema eolico e solare. La realizzazione degli impianti ha innescato una vera e propria tra guerra tra le lobbies dell'energia nazionale in quanto dietro la loro realizzazione si celerebbe un BUSINESS  da cifre da capogiro. Sono di fatti le grandi aziende che operano nel mercato libero ad  aver osteggiato  la costruzione di tali impianti. Pertanto, Codici esprime soddisfazione per il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri.

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Rifiuti, aumenti tariffari. Codici  nessuna trasparenza, impugneremo gli aumenti

Rifiuti, aumenti tariffari. Codici nessuna trasparenza, impugneremo gli aumenti

La revisione delle tariffe di smaltimento dei rifiuti dei comuni delle province di Viterbo e Rieti, secondo quanto dichiarato dall’Assessore alle Attività Produttive e alle Politiche dei Rifiuti, Di Paolantonio, sarebbe avvenuta  secondo le prescrizioni di legge e in maniera trasparente.
Il Codici ribatte.
“Nessuna trasparenza – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - in merito alla questione delle tariffe di smaltimento non c’è stato alcun confronto con le parti in causa; tanto che rispetto alle nostre richieste di audizione l’Assessore  ha sempre fatto muro, non rispondendo alle nostre istanze. La decisione di aumentare le tariffe senza alcun confronto non è assolutamente un atto democratico”.
“I risultati delle ultime elezioni amministrative dovrebbero far aprire gli occhi e far riflettere sul fatto che maggiore attenzione deve essere posta in merito alle reali necessità e bisogni dei cittadini piuttosto che continuare a favorire le lobbies” conclude Giacomelli.
Il Codici rifiuta questa politica lobbistica ed annuncia che impugnerà gli aumenti.

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Lazio, rifiuti: partite oggi le audizioni in commissione consiliare ambiente

Lazio, rifiuti: partite oggi le audizioni in commissione consiliare ambiente

In audizione i grandi assenti: l’Assessore Regionale Di Paolantonio e il Sindaco Alemanno
Sono partite in data odierna le audizioni in Commissione Consiliare Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio aventi ad oggetto la gestione dei rifiuti sul territorio laziale. Sono intervenuti il Presidente Carlino ed il Direttore Marotta, tra i Commissari Francesco Storace, Paolo Bonelli. Presenti anche i Sindacati, le associazioni ambientaliste, dei consumatori e vari comitati.
“Una iniziativa lodevole, un atto democratico attraverso il quale le varie parti in causa avrebbero potuto esprimersi su un tema delicato quale è quello dei rifiuti, avanzando proposte ed esprimendo dubbi – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – il tutto finalizzato al raggiungimento di soluzioni quanto più possibili idonee per una corretta gestione dei rifiuti, dallo smaltimento al riciclo. Non trascurando di toccare questioni attuali e poco chiare come quella della tariffa, la cui modifica è stata approvata nelle scorse ore nelle Provincie di Viterbo e Rieti”.
“Ma le Associazioni ed i Comitati si sono visti costretti, oggi, ad interrompere i lavori, non sono stati infatti messi in condizione di esprimersi mancando il Piano Rifiuti su cui discutere e dibattere. Addirittura anche alcuni membri della Commissione non erano a conoscenza dei contenuti del piano e delle 30 prescrizioni che gravano sullo stesso – prosegue Valentina Coppola, responsabile nazionale settore Ambiente dell’Associazione Codici – Le Associazioni non possono essere prese in giro in questa maniera. Oltretutto spiccavano le assenze dell’Assessore all’Ambiente Di Paolantonio e del Sindaco Alemanno. Dovendo anche discutere del nuovo sito per la raccolta dei rifiuti non riusciamo a comprendere la loro non adesione all’audizione”.
“Visti i grandi assenti, anche il Presidente Carlino – conclude Giacomelli – si è purtroppo dovuto rendere conto che il confronto da lui e da noi auspicato non esiste, mancando i presupposti ed il clima costruttivo necessario per il raggiungimento di un’intesa”.

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Carburanti, tutto fermo sulla rete

Carburanti, tutto fermo sulla rete

Solo qualche micro-aggiustamenti al ribasso.
Tutti fermi sulla rete carburanti. Nessuna compagnia ha infatti mosso oggi i prezzi raccomandati di benzina e diesel. Quanto ai prezzi praticati prevale la stabilità ad eccezione di qualche micro-ribasso. È quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale per il servizio Check-Up Prezzi QE.
A livello Paese, la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall’1,568 euro/litro degli impianti Eni all’1,578 euro/litro dei punti vendita Shell (no-logo a 1,486). Per il diesel si passa invece dall’1,438 euro/litro delle stazioni di servizio Eni ed Esso all’1,444 euro/litro degli impianti Shell e Tamoil (no-logo a 1,359). Il Gpl si posiziona tra lo 0,760 euro/litro registrato nei punti vendita Eni allo 0,778 degli impianti Shell e Tamoil (a 0,749 le no-logo).
Dall’analisi delle macroaree il Sud si conferma la zona più cara con il prezzo praticato della benzina sempre attorno agli 1,6 euro/litro (a livello medio) e il diesel sugli 1,45 euro/litro.

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