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Rifiuti. Codici: serve tavolo di confronto con i consumatori per discutere dell’aggiornamento tariffario richiesto dalle aziende che smaltiscono i rifiuti

“E’ necessario aprire un tavolo di confronto tra Assessorato regionale alle Attività Produttive e Politiche dei Rifiuti ed Associazioni dei consumatori – dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici- per questo è stata inviata ormai quasi un mese fa una richiesta di incontro all’Assessore Di Paolantonio alla quale, allo stato attuale, non è seguito alcun riscontro”.
La vicenda cui si riferisce l’Associazione è inerente l’aggiornamento tariffario a favore delle aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti.
La richiesta di aumenti è avvenuta all’interno di un incontro datato 16 febbraio tra Federlazio, l’Assessore Di Paolantonio ed il Direttore Marotta. Dalle passate dichiarazioni di Flammini, Presidente di Federlazio sembrerebbe che la Regione avesse fornito, in quella circostanza, rassicurazioni circa la possibilità di fissare, anche in tempi abbastanza brevi, nuove tariffe.
“In questa vicenda non sono stati coinvolti i consumatori – prosegue Giacomelli – eppure, se si dovesse raggiungere un accordo, le maggiori vittime sarebbero proprio, e ancora una volta, loro: i cittadini”.
La possibilità che, in seguito alla rimodulazione delle tariffe per le aziende che smaltiscono i rifiuti, anche i Comuni possano rialzare le loro non è poi tanto remota. Si innescherebbe, infatti un meccanismo che andrebbe a colpire direttamente l’utente.
“Sui cittadini pende già un balzello non indifferente: l’iva sulla tariffa dei rifiuti che va a  sommarsi, per quanto riguarda gli utenti romani, all’aumento approvato lo scorso 2 luglio dal Consiglio Comunale”. Per loro la loro bolletta è già più alta rispetto a qualche mese fa di circa il 20%”.

Il Codici rinnova quindi all’Assessore Di Paolantonio la richiesta di avviare un tavolo di confronto anche con i Consumatori per discutere della possibilità delle nuove tariffe che, a parere dell’Associazione, sarebbero un aggravio economico per i cittadini già duramente vessati.

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