logo-rete.jpg

 

Frosinone: emergenza incendi e acqua torbida

Codici segnala la situazione di grave inefficienza da parte della Provincia: il Presidente, l’On. Antonello Iannarilli, faccia sentire la sua voce e gli Assessori tornino dalle vacanze

Due emergenze stanno ultimamente sconvolgendo la Provincia di Frosinone: gli incendi e i problemi idrici. Cominciamo dal primo.Centinaia di ettari di vegetazione sono stati distrutti dai numerosi incendi divampati ultimamente: si ricordi quello di Piglio, nel quale ad andare in fumo sono stati circa 5000 metri quadrati di terreno ad uso agricolo, quello di Fumone, dove è andato a fuoco un capannone,  o quello del fienile di Galoppino. Altri casi, più recenti, riguardano Cervaro, dove le fiamme hanno coinvolto terreni e abitazioni, Falvaterra, dove sono andati distrutti 20 ettari di terreno, Ausonia, dove sono andati distrutti due ettari di terra.L’altro problema riguarda le acque torbide: sono giorni ormai che i cittadini di Frosinone, Sora, Isola del Liri, Veroli, Gallinaro, Settefrati, San Donato e altre località non possono bere acqua, perché pericolosa per la salute. Probabilmente la causa di tutto ciò è il terremoto di venerdì scorso avvenuto nei pressi della sorgente di Posta Fibreno, una delle principali per il fabbisogno idrico della Provincia.  

Le emergenze persistono perché la Provincia, cui spetterebbe la risoluzione di tali situazioni, non ha agito adeguatamente. Incredibilmente, nel sito della Provincia, non solo non si trova un vero e proprio piano provinciale di prevenzione incendi, ma addirittura la parola “incendi” non compare neanche di sfuggita. Stessa cosa per il problema dell’acqua: sono del tutto assenti informazioni o accenni su un piano di emergenza per anomalie nel sistema idrico.

I problemi sopra citati, anche se emergenze improvvise, sarebbero potuti essere risolti tempestivamente dalla Provincia, se solo avesse avviato gli interventi adeguati. Rimane da chiedersi se la Provincia è stata distratta da quella che potremmo chiamare una crisi politica: si pensi alla decisione del Presidente Iannarilli di revocare le deleghe agli Assessori, che si vedono soppressa la possibilità di firma, ma non i loro stipendi, che pesano su tutta la collettività.Il risultato, comunque, è stato l’assenza dell’ente provinciale e degli assessori.Il problema idrico, inoltre, poteva essere risolto in tempi brevi: l’Asl di riferimento però, sabato mattina, ha chiuso i suoi laboratori alle 11, invece che proseguire con i dovuti controlli.“Mi rivolgo direttamente al Presidente Antonello Iannarilli – dichiara Luigi Gabriele, Segretario Provinciale Codici Frosinone – chiedendogli di palesare la sua presenza e di cominciare a fare qualcosa per risolvere i problemi dei suoi cittadini. E che gli assessori tornino dalle vacanze, perché è inammissibile che per colpa dello stallo della politica ci siano cittadini assetati da tre giorni e l’emergenza incendi ancora irrisolta”.

Leggi tutto...

Civitavecchia: la voce popolare del referendum ha sancito il no alla privatizzazione dell’acqua

Codici e MDC notificano ricorso al Tar per l’annullamento della determinazione comunale e chiedono l’immediato commissariamento del comune da parte della Regione Lazio.

Continua la battaglia di Codici e Mdc Civitavecchia contro la privatizzazione dell’acqua ad opera del Comune di Civitavecchia. La famosa delibera del Consiglio Comunale del 2010, con la quale veniva stabilita la cessione di una quota del capitale di HCS srl pari al 60 per cento, può di fatto dirsi illegittima anche in seguito alla volontà popolare espressa attraverso il referendum.
“Infatti – dichiarano il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli e il Presidente di Mdc Civitavecchia, Massimiliano Astarita - il referendum pur non avendo efficacia meramente abrogativa, rappresenta una volontà popolare normativa che esprime un “ divieto” a praticare il provvedimento. Qualora questo avvenisse, l’atto legislativo  risulterebbe incostituzionale”.
Inoltre, secondo la normativa vigente, è fuori dubbio che il Comune avrebbe dovuto consegnare le reti e gli impianti ad ACEA ATO 2 e  che non poteva conferirli ad una diversa società seppure in House, in quanto giuridicamente obbligati alla consegna degli stessi al Gestore. Motivo per cui le associazioni dei consumatori Codici e Mdc Civitavecchia avevano diffidato  il Sindaco del Comune di Civitavecchia, ATO 2 e ACEA ATO 2 affinché venissero esercitate le azioni previste per l’acquisizione delle reti e degli impianti ricadenti nel Comune di Civitavecchia, entro il termine massimo di 90 giorni dalla notifica. Le associazioni avevano anche diffidato la Regione ad esercitare il commissariamento del Comune, come previsto dalla legge.
Nonostante tali iniziative, il Comune di Civitavecchia , con Determinazione Dirigenziale n. 1464 del 7/6/2011 procedeva ad agire in evidente violazione di legge.
“Appare evidente  - concludono Giacomelli e Astarita -  che la Regione avesse chiaro l’obbligo  di adottare un provvedimento espresso di commissariamento del Comune.  Il persistente stato d’inerzia ha portato, pertanto,  le associazioni a ricorrere al TAR Lazio al fine di ripristinare la legalità, chiedendo la dichiarazione di nullità della Determinazione Dirigenziale n. 1464 del 7/6/2011 del Comune di Civitavecchia e l’adozione di un provvedimento espresso volto al commissariamento del Comune di Civitavecchia da parte della Regione Lazio.

Leggi tutto...

Provincia di Frosinone: acqua e aeroporto

Iannarilli disattende completamente gli impegni. Codici abbassa il suo “rating” da "appena affidabile" a “inaffidabile”



Era il 9 settembre 2009, quando a distanza di qualche mese dal suo insediamento, Codici incontrò il neo Presidente della Provincia di Frosinone, portatore di una vittoria basata soprattutto sui due questioni che diedero alla precedente giunta una bocciatura totale da parte degli elettori frusinati: aeroporto di Frosinone e questione idrica.  Due temi di vasta portata visti sia il numero di cittadini coinvolti sia la mole degli interessi in gioco.
Proprio nel settembre 2009, Iannarilli si impegnò con Codici a revocare immediatamente la delibera sulle tariffe idriche così come richiesto dal CO.N.Vi.Ri, impiegando, poi, due anni per realizzare l’impegno e senza garantire, ad oggi,  all'Ambio Territoriale del Lazio Meridionale una  tariffa ufficiale. Inoltre fu affrontata la questione relativa al censimento degli impianti di depurazione e fognatura che, secondo termine di legge, dovevano essere censiti entro il 1 Ottobre 2009. Ancora oggi gli utenti non hanno ricevuto risarcimenti per la mancanza dei servizi.
“Ad oggi – commenta Luigi Gabriele, Segretario Provinciale Codici Frosinone - oltre alla mancata pubblicazione degli elenchi, l’Ato presieduto dal Presidente della continuità politica, non solo sta sollevando una bagarre tardiva sul funzionamento degli impianti ma si sta accreditando come corresponsabile per la mancata attuazione di un procedimento amministrativo obbligatorio previsto dalla legge. Inoltre l'OTUC non è stato una sola volta riunito dal Presidente ed attualmente è addirittura sciolto per la mancata convocazione delle associazioni del CRUC”.
A questa vicenda si aggiunge la lunga e ancor più pesante questione aeroportuale che ha numerosi lati oscuri. Ricordiamo infatti che in merito alla vicenda ci sono indagini penali in corso che coinvolgono cosche mafiose, personalità di primo piano e faccendieri delle speculazioni nazionali. Nonostante ciò, il Presidente Iannarilli continua ad andare avanti, sperperando soldi pubblici, tenendo in piedi una società fantasma e autorizzando l’esproprio per fini speculativi di 30.000 mq di terre ad ignari cittadini.
Inoltre le politiche al consumatore sono completamente ferme da due anni, il Codici quindi diffida il  Presidente a mantenere gli impegni e a sollecitare l'assessorato competente a svolgere il proprio lavoro.
“Dopo tutte queste considerazioni – conclude Gabriele -  non possiamo che abbassare il rating del Presidente che passa così da “appena affidabile a “inaffidabile”.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS