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Malagrotta, Tar: indietro tutta!

 

Con un atto che lascia senza parole, la prima sezione ter del tribunale amministrativo del Lazio smentisce una sua stessa sentenza e impone la retromarcia sul caso della discarica più grande d’Europa

 

Roma, 8 gennaio 2015 – La vicenda ha origine dal ricorso che l’Associazione dei consumatori CODICI ha presentato contro la Regione Lazio nel 2013. L’obiettivo era quello di ottenere un provvedimento espresso in riferimento agli atti amministrativi necessari allo studio propedeutico finalizzato alla dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale per la zona di Malagrotta nel Comune di Roma (così come disposto dal Consiglio regionale nella seduta del 26 gennaio 2011 con Ordine del giorno n. 06 del 23 dicembre 2010).

Con sentenza n. 1171 del 2014 il Tar Lazio accoglieva il ricorso, rilevando che “sussiste in capo alla Regione l’obbligo di procedere alla bonifica e messa in sicurezza e ripristino ambientale dei siti inquinati”.  Con l’atto il tribunale haordinato alla Regione di adempiere.

Di fronte alla scontata inerzia della Regione, CODICI si è rivolta di nuovo al Tar anche perché nel frattempo la sentenza non è stata impugnata e, per questo, passata in giudicato. L’Associazione ha chiesto al Giudice di individuare “le relative modalità, anche mediante la determinazione del contenuto del provvedimento amministrativo per l’esecuzione della sentenza n. 3779/2014 indicando i tempi della loro esecuzione” e di dichiarare nulli gli eventuali atti in violazione o elusione del giudicato.

Ora però, il Tar del Lazio prima sezione Ter fa retromarcia e sulla base del nulla afferma: “deve ritenersi che la Regione Lazio non sia stata indifferente alle problematiche ambientali connesse con il sito di Malagrotta, avendo attivato i suoi uffici tecnici ed avendo provveduto a redigere un rapporto epidemiologico con aggiornamento di dati inseriti nel sito informatico di ente regionale competente; risulta inoltre che ha anche sollecitato il comune di Roma (che non risulta peraltro coinvolto nel giudicato) per le iniziative di specifica competenza del suddetto ente”.

Cosa significa? L’obbligo di bonifica non esiste più? L’Associazione crede che in realtà un altro tassello sia stato posto per sotterrare i rifiuti di Malagrotta sotto il tappeto dell’indifferenza CODICI invece vuole dare risalto alla vicenda: il testo della sentenza è on line e sui social network è possibile commentare il post “Malagrotta, Tar: indietro tutta!”.

Perché è vero che le sentenze si rispettano, ma possono anche essere criticate!

sentenza Tar 2015.pdf   

 

 

 

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