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Fallita Dahlia tv

I consumatori: chiedete i rimborsi

La fine era stata annunciata. E da venerdì è una certezza: Dahlia tv è fallita e migliaia di abbonati del canale che trasmetteva sul digitale terrestre, tra cui molti cagliaritani, da venerdì non vedranno più le partite né film.
«Lo avevamo annunciato e denunciato a metà gennaio, ma ora è ufficiale e ora il danno agli utenti arriva come una mazzata», denuncia il Coordinamento regionale associazioni consumatori indipendenti, che unisce Altroconsumo, Assoutenti, Casa del consumatore, Confconsumatori, Codici e Unione nazionale dei consumatori.
La fine è stata annunciata sul sito della tv: «Dahlia tv ed il suo team - si legge nella pagina web ufficiale della televisione - sono spiacenti di comunicare che si trovano costretti ad interrompere le trasmissioni».
I CONSIGLI E siccome film e partite sono stati pagati in anticipo dai clienti, le associazioni dei consumatori consigliano ai telespettatori abbonati di «interrompere subito i pagamenti e chiudere i rid aperti con Dahlia». E per chiedere i rimborsi, li invitano a recarsi nella sede di una delle associazioni.
LA DENUNCIA Ma oltre i rimborsi il Coordinamento ricorda anche altre difficoltà avute recentemente con la pay tv. Ci sarebbero, infatti, anche «problemi per le chiusure dei rid, rimborsi mai ricevuti e comunicazioni ai consumatori mai inviate».
Inoltre, sottolineano le associazioni, «è evidente come gli utenti abbiano pagato per un servizio che non riceveranno mai ed hanno diritto alla rimborso delle somme pagate».
LA VICENDA Rivolgendosi ai tifosi di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma Sampdoria e Udinese, ai sostenitori di tutte le squadre di Serie B e agli appassionati di rugby, Nfl e di sport in genere, a metà gennaio i giornalisti di Dahlia ricordavano che nel corso del fine settimana successivo le telecronache sarebbero state garantite «per non penalizzare ulteriormente i telespettatori che, in questo momento di profonda crisi, stanno mostrando solidarietà ai lavoratori». Solidarietà che però non è servita a tenere in vita la televisione a pagamento messa in liquidazione il 10 gennaio scorso.
L'AGONIA Gli sforzi di tecnici e giornalisti in questo mese hanno permesso di trasmettere ancora i programmi, ma da venerdì scorso il segnale di Dahlia è stato spento.
I DATI Per poter rimanere in vita sarebbero stati necessari almeno 350.000 abbonamenti, che invece si sono fermati a 300.000. A questo si è aggiunta la decisione del gruppo svedese Air Plus (della famiglia Wallemberg), socio maggioritario di Dahlia, di non ricapitalizzare con 150 milioni di euro la tv, che nel 2010 ha prodotto perdite per 70 milioni. Decisione con cui si ritrovano a fare i conti i 150 dipendenti della società e i tifosi delle otto squadre di Serie A abbonate al servizio di Dahlia. Una crisi che penalizza il Cagliari calcio, che rischia di perdere un milione e 350 mila euro.

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