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Comunicati Stampa

ROMA, AFFITTI IN NERO E CONTRATTI PER RISPARMIARE. TUTTI I NUMERI

ROMA, AFFITTI IN NERO E CONTRATTI PER RISPARMIARE. TUTTI I NUMERI

Codici invita i cittadini con contratto di affitto irregolare a denunciare e rivolgersi allo Sportello Legale Codici per ricevere informazioni e assistenza

Il caro affitti è una condizione ormai stabile nella Capitale. Lo sanno bene i numerosissimi studenti fuori sede, che riescono a permettersi unicamente delle stanze (a volte anche queste condivise) in appartamenti in condivisione.

Questo perché i prezzi degli affitti romani sono notevolmente alti, nonostante il periodo di crisi economica che sta attraversando il Paese.

Tempo fa l'Osservatorio Immobiliare Codici aveva monitorato la situazione prendendo in considerazione sette macro aree che, pur non essendo rappresentative dell'intera superficie della Capitale, possono comunque dare un'idea generale dei prezzi odierni degli affitti.

Le zone sono caratterizzate dalla forte presenza di studenti, motivata nella maggior parte dei casi dalla vicinanza alle università: si pensi ad aree come San Paolo, vicino a Roma Tre, o a San Lorenzo, quartiere non lontano dalla Sapienza.

La rilevazione è stata effettuata attraverso la navigazione su siti specializzati, prendendo in considerazione appartamenti di circa 60 metri quadri, per la maggior parte comprendenti due locali, pochi i monolocali disponibili. Registrando i dati di circa una ventina di immobili per ogni zona analizzata, è stato possibile calcolare la media dei prezzi che si incontrano oggi su internet.

Questo è quanto emerso: la zona più costosa è quella di San Giovanni/Re di Roma, con un affitto medio di 1.045 euro. A seguire c'è San Lorenzo/Esquilino, con 1.025 euro. Poi c'è la zona Nomentano/Bologna che fa registrare una media di 1.010 euro. A San Paolo/Marconi/Ostiense si viaggia intorno ai 910 euro, in zona Tuscolano/Appio Claudio intorno ai 894 euro. I due quartieri più economici risultano infine il Pigneto, con una media di 825 euro e il Prenestino/Collatino/Tor Sapienza, con una media di 763 euro.

Questi i prezzi per chi vuole vivere in affitto nella Capitale. Ma l'insostenibilità della situazione riguardante gli affitti non riguarda solo l'inaccessibilità dei prezzi, ma anche le irregolarità. Sono moltissime infatti le sistemazioni senza contratto, a volte la soluzione più facile per gli studenti fuori sede, perché più economica. Dai dati emersi dalla cronaca odierna si apprende che molti proprietari propongono la doppia offerta, con o senza contratto, e ovviamente la seconda opzione fa risparmiare molto all'inquilino, circa metà dell'affitto.

Come ovviare a tali irregolarità? Semplice, basta ricorrere alla legge del 2011 sulla cedolare secca. Questa, infatti, prevede per i proprietari che non hanno regolarizzato la situazione degli inquilini, che l'affitto in nero si trasformi in un regolare contratto di locazione della durata di quattro anni, rinnovabile per altri quattro, ad un canone mensile pari a tre volte la rendita catastale e quindi potenzialmente inferiore anche del 90% rispetto al prezzo di mercato.

Numerose le testimonianze su internet dei risultati ottenuti: alcuni raccontano che da 350 euro per una stanza sono arrivati a pagare solo 50 euro. Altri cittadini raccontano di pagare 80 euro per un appartamento che prima della denuncia pagavano 800 euro.

Il Codici si impegna a promuovere una campagna di informazione ed assistenza ai cittadini interessati. Per dubbi e consulenze è possibile rivolgersi allo Sportello legale, sito in via Einstein 34, aperto dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00 (tel: 065571996, fax: 0655308791, e-mail: [email protected] ).

"Tra subaffitti, accordi verbali e comodati d'uso irregolari, il mercato sommerso dei locatari truffaldini cresce sempre più inesorabilmente. Un giro d'affari da milioni di euro all'anno – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Gli ospiti di tali unità abitative nella maggior parte dei casi sono studenti fuori sede, immigrati, famiglie a basso reddito, giovani precari e pensionati. Il Codici invita tali soggetti a denunciare la loro situazione per regolarizzare i contratti di affitto".

Roma 18 marzo 2013

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Ato5 Frosinone, continua il caos gestionale

Ato5 Frosinone, continua il caos gestionale

Un caos generale amplificato da movimenti interni all’asset amministrativo o direzionale del gruppo che controlla il gestore Ciociaro. Quanto sollevato negli ultimi anni dal Codici, cioè la mancata restituzione delle quote di depurazione, le fatture in consumo stimato, i rinvii e i mancati adeguamenti triennali della tariffe, hanno generato una situazione esplosiva. Temiamo il peggio.

Le notizie che ci giungono dall’utenza non sono assolutamente rasserenanti. Si parla di aumento esponenziale delle interruzioni di flusso, richieste economiche prive di ogni fondamento, anche su fatture contestate e su cifre frutto della fantasia più astrusa degli attuali amministratori. Si autoregolano, in mancanza del controllore e dell’indirizzo politico gestionale.

La politica si è completamente data alla macchia, dopo anni di speculazione con la sola finalità elettorale e clientelistica, gli amministratori ciociari, a tutti i livelli dal provinciale a quello comunale, hanno completamente debellato ogni forma di tutela dei consumatori, lasciando lo spazio ad un gestore che è risultato totalmente incapace di gestire l’Ato, centrale per lo sviluppo industriale della filiera del SII nel paese.

Acea oramai è una società che cerca di nascondere nei bilanci la sua debolezza gestionale. Abbiamo visto con gli scandali degli ultimi mesi cosa significa nascondere nei bilanci le criticità, prima o poi vengono fuori. Da parte del controllore, invece, risulta non esservi un giusto modo di interpretare il proprio ruolo di indirizzo politico e di controllo, anche grazie alla solite figure inadeguate presso gli organismi tecnici.

Gli unici che hanno risentito di questo indicibile clima sono stati i consumatori. Famiglie lasciate senza fornitura per giorni, settimane, mesi. Distacchi a famiglie in stati di disagio elevatissimo, fatture con importi spropositati a causa delle mancate letture per anni e di conguagli calcolati su stime autoprodotte senza alcun riscontro effettivo. Consumi in eccesso, fatture in conto stimato, mancate restituzioni di somme, gestione della fatturazione con modelli di calcolo e gestionali non certificati.

Inoltre aggiungiamo le drammatiche condizioni in cui versa la rete, sempre più oggetto dell’incremento di indici negativi, derivanti da una non programmazione di rete fino alle perdite stradali abnormi e alle perdite di rete più elevate rispetto alle captazioni. Non si vedono investimenti da anni e quei pochi sono comunque il frutto di una programmazione non conforme con le reali esigenze della rete provinciale. Anche agli occhi delle istituzioni nazionali il gestore dell’Ato5 e l’intero ambito territoriale appaiono come il “bad cases”, un brutto caso da non imitare, da isolare dalla storia gestionale del SII.

Convinti di aver cercato tutte le forme possibili di dialogo, interlocuzione e di risoluzione bonaria delle criticità, ormai abbiamo perso ogni speranza e auspichiamo solo il pronto fallimento del gestore e l’intervento coatto dell’Aeeg. Per quanto attiene la tutela del consumatore, Codici persegue le sue azioni. Continua e si rafforza la raccolta dei mandati per l’azione collettiva sulla quota di depurazione e le segnalazioni all’Agcm sulle pratiche commerciali scorrette, mediante il sito dell’Antitrust.

Ricordiamo, infatti, che la prassi dell’azienda di inviare fatture in conto stimato e non rispondere ai reclami, si configura come pratiche commerciali scorrette ed aggressive, sanzionabili dall’autorità di tutela del consumatore.

Mediante una semplice segnalazione sul sito Agcm, allegando prove dimostrative come le fatture, l’Autorità può aprire istruttorie, sanzionare l’Acea e farla smettere di vessare l’utenza. Invitiamo i consumatori ad andare sul sito agcm.it ed usare il modello per le segnalazioni allegando le fatture stimate.

Per coloro che hanno necessità di assistenza ricordiamo i canali di contatto: assistenza alla contestazione delle fatture con lo sportello provinciale di Frosinone in via Mascagni, oppure si possono avere indicazioni attraverso modelli consultabili sul blog territoriale codicisora.myblog.it, la posta di assistenza al consumatore [email protected]g.

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Treni: Civitavecchia-Roma,la tratta a vapore

Treni: Civitavecchia-Roma,la tratta a vapore

L’Osservatorio Trasporti Codici continua a monitorare il servizio ferroviario laziale: i cittadini continuano a segnalare i disservizi

Civitavecchia – Roma (FR5), una linea decisamente problematica, forse la più controversa, a giudicare dalle numerose lamentele dei pendolari. L’Osservatorio Trasporti Codici tempo fa ha già raccontato alcune criticità testimoniate dai cittadini, ma purtroppo queste non sono finite. Vediamo le più recenti.

Circa due settimane fa il treno delle 17:50 è passato alle 19:20, un ritardo drasticamente rilevante. La soppressione dei treni, purtroppo, è la prassi: se un treno ritarda e arriva nell’orario di quello successivo, quest’ultimo viene annullato. In tal modo si diminuisce pesantemente il servizio erogato ai cittadini, che diventa di minor qualità anche a causa della scarsità dei mezzi.

Proprio il sopracitato treno delle 17:50 è spesso in ritardo. Cosa devono fare i poveri pendolari per tornare a casa? La soluzione sembrerebbe a portata di mano, considerando che alle 18:30 passa il treno per Pisa. Peccato però che il mezzo non effettua le fermate intermedie, quindi tutti i cittadini che abitano nei paesi intermedi sono costretti ad attendere il treno ancora successivo.  Lo scontento generale in questi casi, come già detto molto frequenti, raggiunge livelli molto alti.

A dimostrazione della persistenza dei ritardi accumulati dalla linea FR5 basti considerare la giornata di oggi. Segnalazioni di pendolari raccontano addirittura di ritardi che arrivano a 74 minuti. La fascia oraria interessata è una di quelle più critiche, in quanto serve i cittadini che si dirigono a Roma per lavorare: il treno che parte da Civitavecchia alle 6:38, a Maccarese ha accumulato ben 69 minuti di ritardo, aumentati di conseguenza nelle stazioni successive fino a 74 minuti a Roma Tuscolana  e Roma Termini. 

Insomma, più di un’ora di ritardo per i pendolari, oggi, come probabilmente abbastanza spesso.

“I ritardi sembrano ormai endemici in alcune linee del trasporto regionale – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Gli abitanti di Civitavecchia e dintorni sopportano continui disagi con frequenza praticamente quotidiana, questa situazione deve finire. Lanciamo un appello ai vertici della Rete Ferroviaria Italiana (RFI) affinché si impegnino a migliorare il servizio erogato ai numerosi pendolari laziali”.

 

 
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Appello di Codici a Zingaretti(Lazio), priorità a sanità e rifiuti

Appello di Codici a Zingaretti(Lazio), priorità a sanità e rifiuti

Codici: i cittadini attendono risposte

Il neopresidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si è insediato solo pochi giorni fa nella sede della giunta di via Cristoforo Colombo. Ma il lavoro che lo aspetta è molto ampio e complesso.

Il Codici sottolinea due principali emergenze che il Presidente della Regione deve fronteggiare: sanità e rifiuti. I cittadini attendono risposte su entrambi i fronti ormai da molto tempo.

Sanità: serve un servizio sanitario dignitoso. Nella Regione Lazio sono molteplici i disservizi che i cittadini continuano a subire da molti anni. Pensiamo alle lunghissime liste d’attesa che spesso obbligano, chi può, ad usufruire del privato, alle strutture a volte non adeguate, alla mancanza di posti letto e di personale sanitario, alle risorse mal utilizzate che vanno a costituire enormi sprechi e perdite. Per non parlare poi della mancanza di una rete adeguata di servizi sanitari territoriali e le criticità afferenti al servizio di emergenza sanitaria del 118.  

Ambiente: è necessario s-monopolizzare i rifiuti. È ormai noto a tutti che Manlio Cerroni, indiscusso promotore della realizzazione della discarica di Monti dell’Ortaccio, da quarant’anni detta legge sullo smaltimento dei rifiuti a Roma.

Ricordiamo infatti che Cerroni è il Presidente del Co.La.Ri, il Consorzio Laziale Rifiuti che gestisce la discarica più grande d’Europa (250 ettari), quella di Malagrotta alla periferia Ovest della Capitale dove finisce tutta l’immondizia di Roma, Ciampino, Fiumicino e della Città del Vaticano.

In tutti questi anni ha implementato un tessuto di società che, a quanto si legge da fonti di cronaca, fatturano quasi un miliardo di euro all’anno. Nelle più importanti Cerroni appare in prima persona, mentre nelle altre Cerroni ha posizionato le figlie e uomini di fiducia. Non avendo banche di riferimento e non essendo quotato in borsa, i suoi “possedimenti” sono cresciuti fino ad arrivare a gestire il trattamento dei rifiuti anche a Brescia, Perugia, in Albania, Romania, Francia, Brasile, Norvegia e Australia.

“È assolutamente necessaria una rotazione periodica dei funzionari addetti alla sanità e all’ambiente – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – I monopoli sono deleteri in qualsiasi settore, da quello sanitario, a quello ambientale, alimentare, etc. Questo perché i monopoli non possono garantire né una gestione trasparente delle procedure né la generazione di risultati efficaci”.

 

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Mps, finalmente parte la class action dei risparmiatori

Mps, finalmente parte la class action dei risparmiatori

Codici: i consumatori non devono pagare per gli illeciti commessi da soggetti terzi

 

Il Codici, insieme ad altre associazioni di consumatori, ha attivato una class action nei confronti della Banca Monte dei Paschi di Siena a tutela dei risparmiatori.

 

Gli amministratori della banca devono rispondere dei danni causati agli investitori, per questo motivo un pool di associazioni, tra cui Codici, Lega Consumatori, Acu, Casa del Consumatore e la Fondazione consumo sostenibile, ha deciso di attivare una class action nei confronti della banca senese per l'operato illegittimo degli amministratori che hanno causato una perdita di valore a obbligazioni e azioni.

Possono aderire all’azione di classe i seguenti soggetti:

 

  • ·        gli azionisti della Monte dei Paschi che hanno subito danni a causa delle perdite del titolo azionario, in conseguenza delle azioni e/o omissioni illecite dei vertici del Gruppo bancario dall'acquisto di Banca Antonveneta e la conseguente ristrutturazione del credito.
  • ·        Gli investitori a cui siano stati venduti i titoli derivati conseguenti alle medesime operazioni.

 

Partecipare all’azione collettiva è semplice: basta allegare al modello di adesione all'azione di classe un documento di identità e la sottoscrizione dei titoli in questione (sia azioni che titoli derivati). È inoltre necessario indicare sulla busta "Class Action MPS".

 

“È partita la raccolta di adesioni per promuovere l’azione collettiva popolare contro le azioni della Monte dei Paschi. Invitiamo tutti i cittadini, sia gli azionisti che i risparmiatori, ad aderire alla class action per il risarcimento dei danni. I cittadini devono essere tutelati e non possono pagare ingiustamente per gli eventuali illeciti commessi da soggetti terzi”.

 

Per scaricare il modello cliccare qui.

Il modulo compilato deve essere inviato a: ASSOCIAZIONE CODICI Sportello legale; Viale A. Einstein, 34 – 00146 ROMA. Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo di posta elettronica [email protected] o contattare lo sportello ai seguenti numeri: tel. 06.5571996, fax: 06.55308791.

 

Roma 15 marzo 2013

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L’ULTIMA FRONTIERA DELLA TRUFFA: IL PHISHING

L’ULTIMA FRONTIERA DELLA TRUFFA: IL PHISHING

Codici consiglia: non rispondere ad e-mail sospette,  non inserire dati personali, non inviare mai denaro e accedere ai siti solo attraverso gli indirizzi web ufficiali

 

 

Phishing: può essere considerata una delle truffe più diffuse del momento, in particolare per la sua quantità di tentativi di abbordaggio, visto che punta molto sulla quantità delle potenziali vittime. In cosa consiste? Il Phishing si basa sull'atto di mandare una e-mail ad un utente, spacciandosi per un’azienda riconosciuta, di fiducia, nel tentativo di rubargli i dati personali a scopo di truffa e furto di identità.

L'e-mail indirizza l'utente ad un sito che richiede di aggiornare i propri dati personali, come password, numeri di carte di credito, conto corrente, che l'azienda di fiducia già tiene. Il sito però è una truffa, finalizzata per rubare i dati sensibili dell'utente.

Si consideri che è molto semplice “copiare” un sito internet come quello di una organizzazione famosa, basta copiare il codice HTML.

 

Il Phishing si riferisce insomma allo scambio di brand/carte di credito e si ispira al concetto di “fishing”, l’idea che quando viene gettata un’esca molti la ignorano, ma qualcuno sarà tentato ad abboccare.

 

Sono molti i cittadini che hanno contattato il Codici per segnalare e-mail anomale e veri e propri tentativi di truffa.

 

  • Molti lamentano comunicazioni da parte di presunte società di carte di credito, che chiedono di aggiornare i propri dati personali cliccando su un link specifico. Tutto ciò per scongiurare la possibile sospensione dell’account utente.

 

  • I truffatori si spacciano anche per importanti banche che avvisano di un blocco del login. Dopo numerosi tentativi di accesso non riusciti, si legge nella e-mail, la banca ha deciso di bloccare il conto ed appare magicamente un link da cliccare per ricevere il codice di sblocco.

 

  • Queste le ipotesi più comuni, ma è necessario anche fare attenzione alle comunicazioni di finte bollette di elettricità o gas e comunicazioni da parte di società telefoniche fasulle.

 

“Il phishing è una delle truffe più diffuse al momento ed è molto ben congeniata, per questo è bene fare molta attenzione – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – l’associazione invita i cittadini a non rispondere alle e-mail sospette,  non inserire i propri dati personali e non inviare mai denaro. Si consiglia, infine, di accedere ai siti solo attraverso gli indirizzi web ufficiali e accreditati”.

 

Roma 14 marzo 2013

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TEATRO MARCELLO, I CITTADINI RISPONDONO. CODICI COSTITUISCE UN GRUPPO DI GESTIONE COLLETTIVA

TEATRO MARCELLO, I CITTADINI RISPONDONO. CODICI COSTITUISCE UN GRUPPO DI GESTIONE COLLETTIVA

 

 

Il piccolo Colosseo, così viene chiamato dagli archeologi della Capitale, è pronto per la cessione. Ora infatti il Teatro di Marcello, in consegna alla Sovrintendenza capitolina, può essere dato in concessione ai privati per vent’anni rinnovabili. Il bando di gara per la concessione della gestione dell’intera area sarà pubblicato a giorni.

L’area interessata comprende, appunto, il teatro Marcello, il Portico d’Ottavia, l’Albergo della Catena, il Palazzetto di Flaminio Ponzo, l’area di scavo di Monte Savello  e l’area archeologica sotto l’ex chiesa di Santa Rita.

“Anche i cittadini risponderanno alla chiamata – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Il Codici, infatti, costituirà un gruppo di gestione collettiva per non lasciare un così importante patrimonio artistico e culturale in mano ad eventuali speculatori privati. La gestione collettiva, a questo punto, è il miglior modo per garantire la tutela di un bene di tale ricchezza”.

Roma 14 marzo 2013

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15 marzo giornata dei disturbi alimentari, come affrontarli

15 marzo giornata dei disturbi alimentari, come affrontarli


Anoressia e bulimia colpiscono oggi tra le 150 e le 200mila donne solo in Italia. Rappresentano la prima causa di morte per malattia tra le giovani italiane di età compresa tra i 12 e i 25 anni. I dati diffusi dal Sisdca, Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare, ci danno un quadro sconfortante, ma qualcosa è possibile fare fin dall'infanzia. Giovanni Porta, psicoterapeuta romano, vuole dare una mano ai genitori su questo problema, proprio in occasione della giornata nazionale del del "Fiocchetto Lilla" per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul problema dei Disturbi del Comportamento Alimentare. "Le cause dell'insorgere dei disturbi nel comportamento alimentare possono essere molteplici. Alcuni fattori sono esterni alla famiglia, e riguardano ad esempio il contesto che la persona (spesso adolescente) vive fuori da casa, ad esempio scuola e amicizie; inoltre, difficilmente questo tipo di disturbi si instaura senza un fattore scatenante, vale a dire un episodio difficile o stressante che coinvolge la persona. Altri fattori, invece, riguardano la vita familiare sia in età infantile che pre-adolescenziale e adolescenziale, e proprio su questi fattori si può fare prevenzione, iniziando dalle piccole cose".

1)
AIUTATE VOSTRO FIGLIO/A, QUANDO E' PICCOLO/A, A DARE UN NOME ALLE SUE EMOZIONI E AI SUOI BISOGNI. 
Può sembrare una cosa scontata, ma insegnare al bambino a dare un nome ai vari stati emotivi, e insegnargli a metterli in relazione con quanto gli sta capitando, è un modo importante per fargli sviluppare un senso di auto-efficacia che gli consentirà progressivamente di riconoscere autonomamente i suoi bisogni ed emozioni, e provare a soddisfarli lui stesso, se possibile, oppure chiedendo aiuto a qualche adulto. 
I genitori di persone che sviluppano anoressia hanno tenuto, durante l'età infantile, uno stile di accudimento quasi del tutto fisico e per nulla emotivo, ovvero hanno soddisfatto le necessità fisiche del bambino senza però curarsi di educarlo al contatto con le emozioni. Una delle peggiori conseguenze possibili di un comportamento simile è che il figlio/a, non avendo imparato a dare importanza alle proprie emozioni e bisogni, abbia serie difficoltà ad ascoltare le sensazioni del proprio corpo, tra cui anche il senso della fame, oltre a presentare una preoccupante "alessitimia", cioè la difficoltà o incapacità a esprimere verbalmente ciò che prova, qualità fondamentale nei rapporti interpersonali. (per approfondimento vedi Ammaniti M., Mancone A., Vismara L. (2001) "La qualità dell'attaccamento nei disturbi alimentari.")
2)
NON COLPEVOLIZZATE 
Ogni emozione ha un fine, in natura, e si attiva in casi particolari. L'insorgenza delle emozioni non si può controllare, invece è responsabilità della persona cosa sceglie di fare ma non si può scegliere di non sentire ciò che si sente! Condannare le emozioni meno accettabili socialmente, come ad esempio la rabbia o il dolore, non migliora la situazione di chi le prova, anzi. 
Le famiglie di origine sia delle pazienti anoressiche sia di quelle bulimiche sono spesso molto attente alle apparenze, e quando i figli manifestano malessere, esso non viene gestito e risolto, ma ignorato o peggio colpevolizzato. Utilizzare espressioni come "vergognati" o indurre senso di colpa è potenzialmente molto distruttivo per l'autostima della persona. Di fronte ad un mancato accoglimento dei propri vissuti emozionali, le persone che poi svilupperanno un disturbo anoressico prendono le distanze dal mondo emotivo, si convincono di dover fare "da sole", e divengono rigide e perfezioniste, mentre le persone che svilupperanno caratteristiche bulimiche - non avendo sperimentato nessuna forma di accoglienza e gestione dei propri vissuti spiacevoli - risolvono questi stati d'animo abbuffandosi in maniera incontrollata, e cercando in questo modo sollievo a stati che non riescono a gestire.
3)
ACCOGLIETE LA RABBIA DI VOSTRO FIGLIO/A, SENZA GIUDICARE
La rabbia è un'emozione particolare: si "accende" quando il nostro spazio (fisico o psichico) viene invaso, oppure quando una nostra aspettativa viene delusa. La rabbia più profonda è però quella generata da un miscuglio di tristezza e impotenza. Quest'ultimo tipo di rabbia è molto evidente nelle anoressiche, le quali hanno visto per anni frustrati i propri bisogni di accoglimento e comprensione, avendo di fronte genitori poco empatici e interessati per lo più a sbrigare bene il compito del loro accudimento fisico. Col tempo, essendo che, in età infantile, non è possibile odiare consapevolmente le persone dalle quali si è dipendenti per sopravvivere, esse rivolgono questo profondo odio contro se stesse in maniera non consapevole, generando sintomi anche gravi, che possono mettere a rischio la loro vita. In pratica, avendo rinunciato ad essere emotivamente nutrite, si accontentano come impone il costume familiare di salvare le apparenze, ricercando l'approvazione altrui invece dell'affetto. 
4)
CERCATE DI RASSICURARE LE PAURE, NON DI GENERARLE
Le figure genitoriali di molte bulimiche generano spesso confusione, in quanto alle volte sono rassicuranti e disponibili, altre volte invece sono loro a generare paura, attraverso comportamenti inappropriati o violenti, oppure perché sono in preda a paure proprie che passano alle figlie. Anche se siete genitori, non è detto che non abbiate paura o sconforto, non c'è nulla di male. Non dimenticate però di nutrirvi, e costruire per voi stessi un posto dove essere rassicurati, se necessario, e nutriti. Questo posto può essere la relazione col partner, con gli amici, con altre figure di riferimento. Se non avete nessuna di queste persone chiedete l'aiuto di un professionista, ma non lasciate che le vostre collere e le vostre paure pesino sui vostri figli, soprattutto quando sono piccoli. I bambini sono come spugne, e assorbono tutto quello che c'è in casa.. Se pensate di essere in questa situazione non dimenticate di farvi aiutare da qualcuno fidato, all'occorrenza, prima di dedicare tempo ai vostri figli.

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Fibra ottica, a che punto siamo?

Fibra ottica, a che punto siamo?

fonte supermoney.eu 

Secondo le stime di Corriere delle Comunicazioni, la fibra ottica italiana è raddoppiata in un anno. La tecnologia usata però non è la stessa che in Europa.

 

Siamo tutti sempre connessi in mobilità, con smartphone o tablet, ma quante sono le famiglie e le imprese che possono collegarsi a internet con la fibra ottica? Secondo quanto calcolato da Corriere delle Comunicazioni, sarebbero quasi 5 milioni, il doppio rispetto a quanto rilevato da Idate l'anno scorso. Il miglioramento della rete è dovuto agli investimenti degli operatori di telefonia, mentre si sconta un netto ritardo sullo sviluppo dell'Agenda Digitale da parte del Governo.

 

La rete in fibra ottica è diffusa solo nelle grande città, che comunque non sono interamente coperte dal servizio. Al contrario di smartphone e tablet, che ormai ovunque possono collegarsi a internet, non tutti i pc possono agganciarsi alla rete superveloce. Le offerte internet per le utenze domestiche hanno iniziato, tuttavia, ad adeguarsi alla novità tecnologica.

 

Al momento, gli utenti coinvolti risiedono in circa 30 delle principali città e ricevono la connessione con la tecnologia Fiber-to-the-cabinet (Fttc), ovvero con un'infrastruttura che fa arrivare i cavi fino all'armadio in strada. Questo implica una piccola dispersione del segnale nel tragitto fra l'armadio e la singola abitazione, ma la velocità di connessione resta più che soddisfacente.

 

Nel resto d'Europa la stessa tecnologia copre già almeno il doppio degli utenti italiani: in Inghilterra sono 13 milioni (con British Telecom), in Germania 12 (con Deutsche Telekom). Gli investimenti in atto in questi Paesi sono già proiettati al livello successivo, ovvero al Ftth (Fiber-the-home), che porta i cavi di fibra ottica direttamente all'interno di ogni unità abitativa. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi, sempre che si riesca a costituire un Governo.

 

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Pressione fiscale alle stelle imprese e consumatori alle stalle!

Pressione fiscale alle stelle imprese e consumatori alle stalle!

 

Codici: più politiche per le piccole e medie imprese. Oggi si parla del triste record delle 47mila aziende protestate, su cui pesa sicuramente anche la pressione fiscale

 

Dal Bollettino delle entrate tributarie del 2012 (Dipartimento delle Finanze) si apprendono i dati riguardanti l’andamento delle entrate tributarie. Nel 2012 le entrate tributarie erariali hanno fatto registrare una crescita del 2,8% rispetto all’anno precedente.

Per capire meglio i numeri che si esporranno anche di seguito è bene però considerare che questo 2,8% è comprensivo anche della diminuzione del gettito Iva dell’1,9%, quindi, in realtà, gli aumenti sulle imposte che pesano sui consumatori sono decisamente rilevanti. Insomma, diminuisce la voce che indica il vigore dei rapporti commerciali (l’Iva), ma aumenta la pressione fiscale su beni e servizi essenziali, che complessivamente arriva al 4,7% (2,8% più 1,9%). Vediamo nel dettaglio le singole voci.

 

  • ·        Il gettito Irpef nel 2012 è cresciuto dell’1% (+1.865 milioni di euro).
  • ·        Il gettito Ires ha mostrato una variazione tendenziale positiva dell’1,9% (+679 milioni di euro).
  • ·        L'Imu ha fatto registrare un gettito di 8.007 milioni di euro.
  • ·        Aumento significativo anche per l’imposta sui redditi di natura finanziaria: 46,8% (+3.580 milioni di euro).
  • ·        L’imposta di bollo registra un incremento dell’11,2% (+62 milioni di euro).
  • ·        Positivo anche l’aumento del gettito dell’imposta sugli oli minerali, 23,9%, paria a +4.954 milioni di euro.
  • ·        L’imposta di consumo sul gas metano  segna una flessione del 13,5%, pari a -642 milioni di euro.
  • ·        Il gettito dell’imposta sull’energia elettrica aumenta del 114,1% (+1.480 milioni di euro).  

 

Oggi le fonti di cronaca riportano un altro dato importante, che riguarda il record delle aziende che nell’ultimo anno hanno accusato almeno un protesto: sono ben 47 mila. Si consideri che rispetto al 2007 la crescita è del 45%. Sul triste record pesa sicuramente l’aumento della pressione fiscale, che influisce in maniera rilevante sulle tasche di cittadini e imprenditori.

 

“Questo è il quadro di una crisi che perdura ormai da troppo tempo e che non sembra volgere al termine – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – L’associazione chiede alle amministrazioni competenti più politiche in favore delle piccole e medie imprese, che devono essere tutelate e messe nelle condizioni di poter crescere sopravvivere e”.

 

Roma 13 marzo 2013

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Assicurazioni auto, compagnie contrarie alla scatola nera sui veicoli

Assicurazioni auto, compagnie contrarie alla scatola nera sui veicoli

Le compagnie sostengono che installare la scatola nera sui veicoli porterebbe ad ulteriori rincari delle assicurazioni auto, al contrario di quanto si dica.

 

Nella diatriba fra il legislatore e le compagnie sulle misure da adottare per ridurre il costo delle polizze auto, finora l'automobilista italiano non ha ottenuto alcun beneficio e continua a dover  scegliere il male minore, ovvero il preventivo assicurazione meno caro fra quelli proposti, per sperare di risparmiare qualcosa.

 

L'ultima controversia, che in realtà riprende un dibattito già aperto da qualche anno, riguarda la scatola nera, ovvero quel dispositivo che si installa a bordo del veicolo per monitorarne l'andamento e per registrare la dinamica di eventuali sinistri, in modo da poter accertare con obiettività le dinamiche e disporre più velocemente, dove legittimo, il risarcimento danni.

 

Le compagnie sostengono che l'introduzione di questo dispositivo non porterebbe il risparmio previsto, anzi causerebbe ulteriori rincari. In particolare, secondo Alessandro Santoliquido, direttore generale di Sara Assicurazioni e responsabile della commissione Rc Auto dell'Ania, il Decreto Sviluppo voluto dal Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera imporrebbe condizioni penalizzanti per le società assicurative.

 

La legge che ha introdotto il contratto base Rca al momento non prevede l'obbligo di installazione della scatola nera da parte delle compagnie, ma secondo Santoliquido, solo perché non sono pronti i regolamenti attuativi. Il timore è che questa novità diventi imprescindibile, e che la sua applicazione porti le compagnie al paradosso di dover offrire prezzi più bassi per le polizze e sostenere al contempo costi più alti per fornire le black box.

 

Se per ipotesi tutti gli automobilisti decidessero di installare le scatole nere”   – spiega Santoliquido – “il costo per il sistema sarebbe di circa 3,1 miliardi considerando che ciascuno di qui congegni ha un costo d'esercizio annuo di 75 euro. Ebbene a Napoli, dove le tariffe automobilistiche sono più elevate, raggiungere il break even sarebbe forse fattibile se attraverso le black box il costo dei sinistri scendesse del 13 per cento. Ma per centrare lo stesso obiettivo il risparmio dei sinistri dovrebbe attestarsi a 131% ad Aosta e al 26% a Trieste, ciò che è chiaramente irrealistico”

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