Sora, usura. Codici: al via i corsi di formazione nelle scuole per educare i giovani al buon uso del denaro

Sono partiti questa mattina presso l’Istituto Tecnico per le Attività Sociali (ITAS ) di Sora i corsi di formazione tenuti da CODICI destinati agli studenti per educare e sensibilizzare i giovani al buon uso del denaro. L’iniziativa rientra nel progetto contro l’usura ed il sovra indebitamento avviato in collaborazione con il Comune di Sora grazie al contributo della Regione Lazio. “Non possiamo che essere soddisfatti della riuscita dell’iniziativa – commenta il Segretario Provinciale CODICI Frosinone, Luigi Gabriele – nel corso della mattinata e’ stato proiettato il corto sul fenomeno dell’usura prodotto dal CODICI “Buona notte, San Tino” e sono stati somministrati dei questionari ad un gruppo di 70 studenti atti a capire la percezione che i ragazzi hanno circa i bisogni primari e secondari, l’importanza che danno al denaro e come lo utilizzano. L’attenzione degli studenti, in queste ore di formazione, è stata massima e l’interesse manifestato intorno alla tematica ci lascia ben sperare che le nuove generazioni possano sviluppare, rispetto ai loro genitori, una maggiore consapevolezza, senso critico e capacità di problem solving”.
“Le risposte ai questionari  - continua Gabriele - saranno presto elaborate ma già da una prima analisi è stato possibile evincere che non sempre i ragazzi conoscono la differenza tra bisogni primari e secondari. Per alcuni di loro, ad esempio, il motorino o il telefonino rappresentano un bisogno fondamentale al quale è impossibile rinunciare. Su questo aspetto scuola e genitori dovrebbero iniziare a lavorare”.
I corsi di formazione e la visione del corto proseguiranno nella maggiori scuole di Sora.
“Invitiamo, infine i cittadini in difficoltà o semplicemente coloro che desiderassero chiarimenti – conclude Gabriele – a rivolgersi al CODICI. Venerdì saremo, con i nostri operatori e legali, in Piazza Indipendenza a Sora dalle ore 10.00 alle ore 13.00”.


Sono partiti questa mattina presso l’Istituto Tecnico per le Attività Sociali (ITAS ) di Sora i corsi di formazione tenuti da CODICI destinati agli studenti per educare e sensibilizzare i giovani al buon uso del denaro.

L’iniziativa rientra nel progetto contro l’usura ed il sovra indebitamento avviato in collaborazione con il Comune di Sora grazie al contributo della Regione Lazio.

“Non possiamo che essere soddisfatti della riuscita dell’iniziativa – commenta il Segretario Provinciale CODICI Frosinone, Luigi Gabriele – nel corso della mattinata e’ stato proiettato il corto sul fenomeno dell’usura prodotto dal CODICI “Buona notte, San Tino” e sono stati somministrati dei questionari ad un gruppo di 70 studenti atti a capire la percezione che i ragazzi hanno circa i bisogni primari e secondari, l’importanza che danno al denaro e come lo utilizzano. L’attenzione degli studenti, in queste ore di formazione, è stata massima e l’interesse manifestato intorno alla tematica ci lascia ben sperare che le nuove generazioni possano sviluppare, rispetto ai loro genitori, una maggiore consapevolezza, senso critico e capacità di problem solving”.

“Le risposte ai questionari  - continua Gabriele - saranno presto elaborate ma già da una prima analisi è stato possibile evincere che non sempre i ragazzi conoscono la differenza tra bisogni primari e secondari. Per alcuni di loro, ad esempio, il motorino o il telefonino rappresentano un bisogno fondamentale al quale è impossibile rinunciare. Su questo aspetto scuola e genitori dovrebbero iniziare a lavorare”.

I corsi di formazione e la visione del corto proseguiranno nella maggiori scuole di Sora.

“Invitiamo, infine i cittadini in difficoltà o semplicemente coloro che desiderassero chiarimenti – conclude Gabriele – a rivolgersi al CODICI. Venerdì saremo, con i nostri operatori e legali, in Piazza Indipendenza a Sora dalle ore 10.00 alle ore 13.00”.

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Regione Lazio, Numero Verde Antiusura Codici: iniziativa lodevole che presenta alcune debolezze chiediamo un incontro con l’Assessore Regionale Cangemi

E’ partita il 17 gennaio l’attività del numero verde antiusura rivolto alle famiglie e alle imprese, gestito dalla Regione Lazio.
Un servizio utile attraverso il quale i cittadini hanno l’opportunità di usufruire anche di un supporto psicologico, qualora richiesto.
“Un’iniziativa lodevole quella messa in campo dalla Regione – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI-  il Lazio è una delle regioni maggiormente vessate dal sovra indebitamento e dall’usura. La Provincia di Roma, in particolare, ha raggiunto nel 2010 un indebitamento medio pro-famiglia pari a 28.790 euro, contro la media nazionale di 19.491 euro”.
Cifre da capogiro quelle dichiarate recentemente dall’analisi della Cgia di Mestre che lasciano intendere come iniziative del genere avviate dalle Istituzioni non possono che essere accolte favorevolmente dalla cittadinanza. “Il servizio però – prosegue Giacomelli - presenta alcune lacune che certamente, se non colmate, a breve e lungo termine, potrebbero creare un danno al cittadino, rendendo nulla l’attività di prevenzione e di supporto che la Regione intende fornire all’utenza. Un’organizzazione che, purtroppo, mostra delle debolezze – conclude Giacomelli – e che non è efficiente al 100%”.
Per quanto detto, l’Associazione CODICI è a disposizione della Regione chiedendo, al fine di migliorare il servizio, un incontro con l’Assessore regionale alla Sicurezza, Giuseppe Cangemi.

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Codici ricorre al Tar contro il Pon Sicurezza

Il Programma Operativo Nazionale (PON) Sicurezza per lo Sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007-2013 con una dotazione finanziaria di 1.158 MLN di euro, che nasce con  l’obiettivo  di  migliorare le condizioni di  sicurezza di alcune Regioni  del Sud, di  contribuire al rafforzamento della rete dell’antiusura, in realtà è una mera iniziativa di facciata e uno spreco  di  denaro  pubblico. I fatti parlano da soli, l’estromissione dell’associazione CODICI, una delle associazioni  antiusura maggiormente rappresentative sul territorio nazionale, dal progetto PON Sicurezza rappresenta l’ennesimo risultato di una politica di destrutturazione del tessuto  dell’associazionismo dell’antiusura operata dal Ministero dell’Interno.  Sono  diverse  le note stonate di questo progetto, che si  mostra  condivisibile nei  principi agli occhi  dei  suoi partecipanti grazie alla finalità di “fornire un contributo al rafforzamento dell’associazionismo antiracket ed antiusura”, ma che nei  fatti taglia fuori  in maniera del  tutto  ingiustificata  la partecipazione di CODICI nella realizzazione di due sportelli di solidarietà alle vittime del racket. Altra nota stonata del progetto è quella che gli interventi di legalità e sicurezza sono  limitati  solo ed esclusivamente ad alcune regioni del sud, quali: la Calabria, la Campania, la Puglia e la Sicilia, sottovalutando la presenza della criminalità organizzata in regioni quali il Lazio e la Lombardia dove come si evince dalla mappe redatte dall’osservatorio CODICI, le mafie sono ben radicate e praticano qualunque tipo di attività illecita: spaccio di stupefacenti, prostituzione, estorsione, usura, appalti pubblici. Ma note sono le miopie del Ministero dell’Interno di fronte al fenomeno dell’usura. Come dimenticare i vari  tentativi di cancellazione dagli Albi prefettizi delle strutture territoriali del CODICI. E ancora, che la legge a tutela delle vittime di usura 108/96 non prevede, ad oggi, la possibilità di fornire aiuti concreti  ai  percettori  di  reddito come le famiglie, i pensionati  e  gli impiegati. “In una società in cui cresce la povertà delle famiglie e dove il rischio della criminalità e dell’usura sono elevati - commenta il Segretario  Nazionale del  CODICI, Ivano  Giacomelli -. questa politica ha determinato un soffocante monopolio culturale dovuto alla FAI, Federazione delle associazioni Antiracket Italiane e dal suo Presidente onorario Tano Grasso. Anche con il PON sicurezza, la P.A. in maniera del  tutto imparziale  ha quindi ritenuto di non promuovere la professionalità, l’esperienzae le capacità di associazioni antiusura rappresentative sul territorio, come CODICI, Pertanto,  con un ricorso al Tar contro il Ministero  dell’Interno, CODICI chiede l’annullamento del PON sicurezza.

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