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Taranto: alimenti in cattivo stato di conservazione in un lido di Campomarino

Occorre un giro di vite in tutti gli stabilimenti balneari per controllare il rispetto delle norme igienico – sanitario dei punti ristoro.


Apprendiamo dagli organi di stampa la notizia del cattivo stato di conservazione degli alimenti presenti nei frigoriferi dello stabilimento balneare Nature a Campomarino. Il responsabile dello stabilimento è stato denunciato.
Nei frigoriferi è stato scoperto un vero e proprio scempio: alimenti di varia natura sottoposti a un continuo processo di congelamento e decongelamento di frutti di mare, insaccati, latte, latticini, carne, pesce, uova, verdure di ogni tipo.
Nei giorni scorsi, l’Osservatorio Codici ha monitorato i costi che famiglie e giovani devono sostenere per una giornata al mare. Una spesa che deve ritrovare riscontro, soprattutto, nell’igiene e nella sicurezza alimentare.
Il congelamento e il decongelamento dei prodotti può provocare danni alla salute dell’uomo.  I motivi?
Questa serie di processi comporta almeno due rischi:

  • i batteri che sono presenti sugli alimenti (in particolare in verdura e carne),  con il freddo, abbassano le loro funzioni vitali entrando in una fase che comunque  permette loro di sopravvivere, anche a basse temperature.
  • Nel momento in cui il prodotto viene  decongelato, questi batteri  riprendono la loro attività e iniziano a moltiplicarsi, come se fossero usciti da un periodi di lungo letargo. Se a questo punto il cibo viene consumato subito, il fenomeno rimane limitato; ma se invece viene ricongelato e scongelato più volte, ad ogni passaggio la proliferazione dei batteri diviene sempre più maggiore, aumentando il rischio di intossicazioni;
  • congelando si costituiscono grossi cristalli di ghiaccio che rompono la struttura delle cellule degli alimenti: con lo scongelamento si ha la perdita di acqua mista a proteine, vitamine e sali minerali. Il risultato è l’impoverimento del valore nutritivo del cibo.

Pertanto, Codici chiede agli organi di competenza un giro di vite in tutti gli stabilimenti balenerai della litoranea per appurare l’igiene e la sicurezza alimentare dei prodotti venduti nei punti ristoro delle spiagge attrezzate.

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