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Roma, caffè al banco a 4,50€. Osservatorio prezzi Codici

Un rincaro del 1351,61% rispetto al costo “normale” non è giustificabile. Codici chiede maggiori controlli e dal Comune un osservatorio prezzi


Chi l’avrebbe mai detto che a Roma un chilo di caffè sarebbe arrivato a costare 747 euro?
La segnalazione è di due turisti che per due tazzine di caffè, consumati al banco in un bar di Roma, hanno speso, loro malgrado, 9 euro. Quasi quanto un pasto frugale ciascuno, un panino e una bevanda o una pizza.

“Non è un caso isolato, la speculazione sulla tazzina a Roma è purtroppo prassi consolidata – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – qui il caffè è purtroppo “amaro” perché siamo nella capitale, i cittadini pagano lo scotto di essere in una città tra le più belle al mondo ma non per questo le speculazioni sono giustificate”.
Al gestore di un bar un chilo di caffè costa circa 15 euro, per una tazzina di caffè occorrono circa 6 gr di caffè macinato.

Da ciò si deduce facilmente che si producono 166 tazzine per un costo di circa 0.09 centesimi ognuna. Questo è quanto dovrebbe costare un caffè al bar. A ciò aggiungiamo un forfait di circa 0.06 centesimi per i costi fissi di zucchero, usura della macchina per il caffè e 0.16 centesimi per la manodopera. Teniamo comunque presente che in genere insieme al caffè, il cliente consumerà anche altri prodotti da bar su cui possiamo spalmare i costi aggiuntivi sopramenzionati, compreso il costo del personale. Il totale è pari a 0.31 centesimi che moltiplicato per 166 tazzine diventa 51,46 euro contro i 747 euro sopramenzionati.

“Un rincaro del 1351,61% rispetto al costo “normale” va oltre ogni umana comprensione – conclude il Segretario Nazionale – Le speculazioni, soprattutto nelle zone chic di Roma, riguardano gli alimenti e le bevande più varie. Dal panino, alla bottiglia d’acqua, dalla pizza, al succo di frutta. Controllate sempre la carta se decidete di consumare seduti al tavolino di un bar e comunque chiedete prima il costo della vivanda e della bibita. Le sorprese possono essere sgradite. Stesso discorso vale per i ristoranti e le pizzerie”.

Codici invita infine il Comune di Roma a prevedere un’azione di controllo attraverso un osservatorio sui prezzi e i cittadini a segnalare agli organi competenti eventuali abusi da parte dei gestori dei locali.

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