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Codici ricorre al Tar contro il Pon Sicurezza

Il Programma Operativo Nazionale (PON) Sicurezza per lo Sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007-2013 con una dotazione finanziaria di 1.158 MLN di euro, che nasce con  l’obiettivo  di  migliorare le condizioni di  sicurezza di alcune Regioni  del Sud, di  contribuire al rafforzamento della rete dell’antiusura, in realtà è una mera iniziativa di facciata e uno spreco  di  denaro  pubblico. I fatti parlano da soli, l’estromissione dell’associazione CODICI, una delle associazioni  antiusura maggiormente rappresentative sul territorio nazionale, dal progetto PON Sicurezza rappresenta l’ennesimo risultato di una politica di destrutturazione del tessuto  dell’associazionismo dell’antiusura operata dal Ministero dell’Interno.  Sono  diverse  le note stonate di questo progetto, che si  mostra  condivisibile nei  principi agli occhi  dei  suoi partecipanti grazie alla finalità di “fornire un contributo al rafforzamento dell’associazionismo antiracket ed antiusura”, ma che nei  fatti taglia fuori  in maniera del  tutto  ingiustificata  la partecipazione di CODICI nella realizzazione di due sportelli di solidarietà alle vittime del racket. Altra nota stonata del progetto è quella che gli interventi di legalità e sicurezza sono  limitati  solo ed esclusivamente ad alcune regioni del sud, quali: la Calabria, la Campania, la Puglia e la Sicilia, sottovalutando la presenza della criminalità organizzata in regioni quali il Lazio e la Lombardia dove come si evince dalla mappe redatte dall’osservatorio CODICI, le mafie sono ben radicate e praticano qualunque tipo di attività illecita: spaccio di stupefacenti, prostituzione, estorsione, usura, appalti pubblici. Ma note sono le miopie del Ministero dell’Interno di fronte al fenomeno dell’usura. Come dimenticare i vari  tentativi di cancellazione dagli Albi prefettizi delle strutture territoriali del CODICI. E ancora, che la legge a tutela delle vittime di usura 108/96 non prevede, ad oggi, la possibilità di fornire aiuti concreti  ai  percettori  di  reddito come le famiglie, i pensionati  e  gli impiegati. “In una società in cui cresce la povertà delle famiglie e dove il rischio della criminalità e dell’usura sono elevati - commenta il Segretario  Nazionale del  CODICI, Ivano  Giacomelli -. questa politica ha determinato un soffocante monopolio culturale dovuto alla FAI, Federazione delle associazioni Antiracket Italiane e dal suo Presidente onorario Tano Grasso. Anche con il PON sicurezza, la P.A. in maniera del  tutto imparziale  ha quindi ritenuto di non promuovere la professionalità, l’esperienzae le capacità di associazioni antiusura rappresentative sul territorio, come CODICI, Pertanto,  con un ricorso al Tar contro il Ministero  dell’Interno, CODICI chiede l’annullamento del PON sicurezza.

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