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Preventivi assicurazione auto, boom di richieste online, perchè si risparmia

Preventivi assicurazione auto, boom di richieste online, perchè si risparmia

Aumentate del 70% le comparazioni di preventivi assicurazione auto online effettuate sul portale SuperMoney a seguito dell’abolizione del tacito rinnovo.

L’Osservatorio SuperMoney ha condotto una ricerca giungendo a stimare come l’abolizione del tacito rinnovo per le Rca abbia condotto migliaia di utenti a moltiplicare le ricerche di preventivi assicurazione auto più convenienti.

Stando ai dati forniti le comparazioni tre le assicurazioni online più economiche effettuate dagli utenti sul portale SuperMoney sono aumentate del 70% da gennaio 2013, con oltre il 70% delle ricerche eseguite dagli utenti di sesso maschile.

Per condurre l’inchiesta l’Osservatorio SuperMoneyha analizzato un campione di quasi 450 mila richieste di comparazione per una polizza rc auto inoltrate sul portale da settembre 2011 a settembre 2013, rilevando un incremento del numero di preventivi richiesti di quasi il 70% a cavallo dell’ultimo anno solare (le richieste inoltrate sono state per l’esattezza 279.727).

Determinante nell’orientare il trend l’abolizione del tacito rinnovo delle Rca, provvedimento che ha incrementato la concorrenza tra le compagnie consentendo agli utenti di cambiare polizza ogni 12 mesi a scadenza sopraggiunta.

Interessante il commento rilasciato dall’Amministratore Delegato di SuperMoney, Andrea Manfredi: “Quello rilevato è l'effetto dell'abolizione del tacito rinnovo. Il 2013 si è aperto con nuove regole che hanno avvantaggiato i consumatori: non potevano che approfittarne.”

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Ludopatie, Codici presenta proposta di legge regionale

Ludopatie, Codici presenta proposta di legge regionale

Codici: anche i minori giocano, il Gratta e Vinci prende piede soprattutto tra le giovanissime

Il gioco d’azzardo è una “abitudine” che gli italiani non riescono proprio ad abbandonare, anche nel pieno dell’attuale crisi socio-economica. Addirittura nel 2012 il fenomeno cresce: la ricchezza ridistribuita ai giocatori passa da 62 a 70,2 miliardi di euro, mentre scendono di quattro punti percentuali i guadagni dello Stato, ma in aumento anche il numero delle giocate. Un incremento del 450% che porta l’Italia ad essere seconda solo all’Inghilterra in Europa per la diffusione del gioco d’azzardo: 80 miliardi di euro il giro d’affari, praticamente il 4% del Pil del nostro paese (Dati Agicos gennaio – ottobre 2012).

La problematica assume un’importanza molto rilevante, anche perchè tocca un numero sempre più elevato di cittadini. Per questo il Codici si è fatto promotore di una proposta di Legge che verrà presentata domani al Consiglio Regionale. La legge intende prevenire la devianza e contrastare il gioco d’azzardo compulsivo attraverso diverse iniziative. “Domani presenteremo in Consiglio Regionale la nostra proposta di legge contro le ludopatie e le dipendenze legate al gioco – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Ci auguriamo un riscontro positivo perché, proprio ultimamente, è emerso quanto il gioco abbia preso piede anche tra i minori, che lo ritengono un comportamento socialmente accettato. Da qui l’esigenza e la necessità di portare avanti iniziative volte alla sensibilizzazione del fenomeno e soprattutto alla necessità di rivedere le normative che regolano il settore”.

L’associazione si è recentemente fatta promotrice, insieme alla Regione Lazio, anche di un progetto dal titolo “Io la mia vita non me la gioco”, rivolto ai ragazzi in età scolastica e finalizzato a far conoscere le caratteristiche del gioco compulsivo e d’azzardo, sia legale che illegale (iniziativa svolta nell’ambito del Programma Utenti e Consumatori 2011 della Regione Lazio). Nel progetto sono stati coinvolti circa 500 ragazzi tra i 10 e i 16 anni ed il focus emerso sui minori è per molti versi preoccupante.

L’80 per cento dei ragazzi coinvolti nello studio ha dichiarato di aver giocato almeno una volta nella vita e tutti hanno dichiarato di giocare per vincere. Di questi, l’80 per cento è di sesso maschile e il 20 per cento è di sesso femminile. Il fenomeno è più palesato nelle scuole superiori, infatti il 72 per cento dei ragazzi che ha dichiarato di aver giocato almeno una volta frequenta la scuola superiore, mentre il restante 28 per cento frequenta la scuola media. A cosa giocano i ragazzi? In pole position ci sono il fantacalcio ( gioco ideato all’interno del gruppo dei pari in cui in palio ci sono dei soldi); le scommesse sportive ( gioco legale e vietato ai minori di 18 anni) e i gratta e vinci. Il 68 per cento dei ragazzi ha dichiarato di preferire il gioco del fantacalcio e delle scommesse sportive, mentre le ragazze preferiscono il gratta e vinci, 32 per cento. In generale risulta che il 40 per cento dei ragazzi coinvolti nello studio gioca con una certa regolarità. Il fenomeno è preoccupante in quanto il gioco non è considerato un comportamento che può portare alla dipendenza. I ragazzi, infatti, dichiarano di non sapere che gratta e vinci e scommesse sono vietati ai minori dei 18 anni, in quanto possono accedervi in maniera indisturbata.

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Taranto:  Codici con “lo sportello del consumatore” apre le porte ai cittadini

Taranto: Codici con “lo sportello del consumatore” apre le porte ai cittadini

 

Codici: più informazione e supporto  ai cittadini per beneficiare di tutti quei diritti spesso non riconosciuti o non rispettati.

Molto spesso il diritto del consumatore viene ignorato o leso e a farne le spese sono sempre e comunque i cittadini , per questo mercoledì  23 novembre 2011 dalle 14 alle 18 l’associazione Codici spalanca le porte dello sportello situato in via Campania 63, dove lo staff legale sarà a completa disposizione.

Infatti,  per portare una maggiore acquisizione di conoscenza delle informazioni, presso la sede di Codici è attivo “ Lo Sportello del Consumatore”, iniziativa realizzata nell’ambito del realizzato nell’ambito Programma Generale di intervento 2010-2011 realizzato con i fondi della Regione Puglia”.

L’obiettivo sarà proprio quello di fornire informazioni , consulenza e supporto in relazione alla svariate problematiche che il consumatore si trova ad affrontare quotidianamente, per riuscire a beneficiare di quei diritti che, in quanto tali, ci spettano e che spesso non sono riconosciuti o rispettati. Si cercherà di affrontare il tutto con i dovuti strumenti informativi , occupandoci di :

  • Consumerismo;
  • Servizio idrico;
  • Bollette;
  • Telefonia;
  • Ricorsi avverso multe e cartelle esattoriali;
  • Caro vita;
  • Pubblicità ingannevole;
  • Pratiche commerciali scorrette;
  • Vacanza rovinata;
  • Rifiuti;
  • Sicurezza dei prodotti alimentari e non;
  • Ritardi per le prestazioni di servizi;
  • Cattiva informazione ;
  • Condizioni contrattuali;
  • Usura e sovra indebitamento;
  • Diritti dei minori e delle donne;
  • Diritti degli animali.

Pertanto, Codici invita i cittadini a rivolgersi al nostro sportello mercoledì 23 novembre dalle  14 alle 18 e tutti gli altri giorni: il lunedì e mercoledì dalle 13.30 alle 17.30 ed il martedì , giovedì e venerdì dalle 9 alle 13. Scriveteci a codici.taranto@codici.org o chiamate allo 099.7369187.

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Truffe on- line: italia-programmi.net  continua a raggirare i consumatori proponendo programmi ‘gratuiti’ al costo di 96 euro

Truffe on- line: italia-programmi.net continua a raggirare i consumatori proponendo programmi ‘gratuiti’ al costo di 96 euro

 


Codici invia segnalazione all’Antitrust invitando i consumatori a non pagare

Se provate a scrivere su un motore di ricerca italia-programmi.net , oltre al sito incriminato compariranno una miriade di risultati al quanto incredibili. Si tratta di una vera e propria truffa a danno dei consumatori che accedono al sito per il download di programmi gratuiti.  Ma la brutta sorpresa è dietro l’angolo: dopo una registrazione con nome, cognome e indirizzo mail si procede al download del programma che presenta una licenza di tipo ‘ freeware software’ ossia programma gratuito. Al termine, sulla propria casella postale arriverà una mail in cui si richiede il pagamento tramite bonifico bancario di 96 € intestato alla  società «Estesa Limited» registrata alle Seychelles e al quale indirizzo corrisponderebbe  un negozio di kebab!

Dopo diverse segnalazioni, l’Antitrust  avrebbe imposto ai gestori di inserire l’avviso in home page di pagamento. Un avviso che compare e ricompare in determinate fasce orarie e che come suddetto nel momento del download apre una finestra con le indicazioni del programma con indicazione di licenza ‘free’  cioè ‘gratis’.
Mentre la Procura di Roma indaga sulla questione, ai nostri sportelli arrivano nuove segnalazioni risalenti a ‘ipotetici’ contratti di circa una quindicina di giorni fa quando in teoria , secondo le direttive dell’Antitrust e la relativa condanna per pratica di vendita scorretta, sul sito sarebbe dovuto esser presente l’avviso di programmi a pagamento; ma nulla di tutto ciò era presente.

Molti utenti , caduti nella trappola, continuano a ricevere avvisi di pagamento in cui si segnala da parte della società la volontà a procedere per vie legali, non considerando addirittura il parere espresso dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Pertanto, Codici invita i consumatori a non pagare, a rivolgersi ai nostri sportelli in via Campania 63 – Taranto per assistenza ed  ulteriori segnalazioni ;nel caso in cui nuovi solleciti da parte della società dovessero pervenire, si procederà alla denuncia presso la polizia postale.

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Alimentare: sulla tavola degli italiani il pane non manca ma quanto costa?

Alimentare: sulla tavola degli italiani il pane non manca ma quanto costa?

 

Se c’è un alimento che oltre alla pasta non può mancare sulla tavola degli italiani, quello è il pane.


Piace a molti, piccoli e grandi, e qualcuno addirittura non ne potrebbe proprio far a meno. Anche le diete mediterranee lo prevedono anche se con moderazione ed è per questo che oggi , nei panifici nostrani, c’è l’imbarazzo della scelta. Dal pane di grano alle rosette, dal pane integrale per i sostenitori della linea ai panini all’olio per coloro che amano il gusto in tavola anche se con ‘qualche’ caloria in più.
Ma l’acquisto del pane rappresenta per le tasche dei consumatori un costo non indifferente, infatti per chi si reca al panificio quotidianamente si tratta di una spesa mensile almeno di 60 € a seconda sempre del tipo di prodotto scelto e del suo prezzo.
L’Osservatorio prezzi Codici ha svolto un’indagine sui costi del pane da Nord a Sud ed in particolare passiamo in rassegna quelli di Milano, Roma, Napoli e Bari.
Nel capoluogo lombardo i prezzi non sono certo economici rispetto alle altre città menzionate , tanto che risulta essere la città più cara. Per le ciabatte di grano la spesa è tra i 4 € e 5 € mentre per un chilo di rosette si spende dai 3,60 € ai 4 €. Un po’ meno costosi i panini all’olio d’oliva e quelli integrali: tra 2,50 € e 3,50 € circa al kg per i primi e dai 2 € ai 3 € per i secondi. Molto più caro è il pane di tipo locale : la michetta il cui costo va da 1,50 € ai 2 € “ l’uno”.
Ci dirigiamo verso il centro Italia e arriviamo a Roma.
Qui, per un chilo di rosette si paga circa 2,80  € mentre per il pane casereccio circa 3,50 €. Più costosi i panini all’olio che vanno a 4,90 € al kg mentre i panini integrali costano 3,20 € al kg.
Arriviamo a Napoli dove rispetto alle altre città, il pane è meno costoso: il pane di grano si aggira su 1,50 € circa mentre per le rosette si paga da 2 € ai 2,20 € a seconda che siano grandi o piccole. I panini all’olio costano 0,20 cent/€ l’uno mentre quelli integrali circa 0,25 cent/€ l’uno. Per il pane casereccio la spesa va da 1,40 € fino a 1,80 € al kg.
Ed eccoci a Bari. Per un chilo di ciabatte di grano si spende circa 2,20 mentre per le rosette circa 2,10 €. Il pane tipico come il famoso ‘pane di Altamura’ ha un prezzo di  2 € al chilo mentre più caro è quello integrale che arriva ai 2,50 € al kg.


Milano:  Pane di grano              tra i 4 e 5 euro
              Rosette                       dai 3,60 € ai 4 €
              Michette                      da 1,50 € ai 2 € “ l’uno”
              Panini all’olio d’oliva    tra 2,50 € e 3,50 €
              Panini integrali            dai 2 € ai 3 €

Roma:   Rosette circa               2,80  €
             Pane casereccio          circa 3,50 €
             Panini all’olio d’oliva    4,90 €
             Panini integrali            3,20 €


Napoli: Pane di grano              Circa 1,50 €
            Rosette                       da 2 € ai 2,20 €
            Panini all’olio d’oliva    0,20 cent/€ l’uno
            Panini integrali            0,25 cent/€ l’uno
            Pane casereccio          Da 1,40 € a 1,80 €

Bari:   Pane di grano              2,20 €
          Rosette                        2,10 €
          Pane di Altamura         2 €
          Panini integrali            2,50 €


Dall’indagine , quindi, emerge come l’acquisto del pane sia una vera e propria spesa per la tasche degli italiani proprio per il consumo ‘quasi’ giornaliero che ne viene fatto.
Pertanto, Codici consiglia di comprare una quantità utile alle esigenze familiari per puntare sulla qualità e freschezza del prodotto e per dare sollievo alle tasche! Insomma, occhio alla spesa!

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Risparmio: cambiano le abitudini di consumo degli italiani

Risparmio: cambiano le abitudini di consumo degli italiani

 

Codici: è boom di mercatini dell'usato e di discount

Che la crisi si faccia sentire, ormai è cosa nota. Gli italiani hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, a mettere nel salvadanaio qualche soldino e non possono fronteggiare economicamente nessun tipo di imprevisto. Così la situazione che si presenta è al quanto tragica: o si ricorre a continui prestiti e pagamenti a rate oppure si rinuncia a qualsiasi extra; dai viaggi ad un bel capo d’abbigliamento firmato. Ma tutto ciò riguarda anche i beni di prima necessità: si cerca di spendere meno anche per la spesa alimentare.

A confermarlo sono i dati dell’indagine svolta da ColdirettiSwg secondo i quali “il  25 per cento  degli italiani ha aumentato nel 2011 la frequenza dei discount mentre, all'opposto, ben il 38 % ha ridotto la propria presenza nei negozi” .
Ma è vero boom anche per i mercatini dell’usato: qui si può trovare davvero di tutto. Dalla vendita di abbigliamento usato per adulti e bambini a quello per sportivi;  dal recupero e assemblaggio di materiale usato per creazioni artistiche a dischi in vinile, libri, mobili, elettrodomestici:  insomma una specie di grande centro commerciale ma dove l’usato è a far da padrone.  La richiesta da parte degli italiani è elevata e diffusa da Nord al Sud  ed è ciò che emerge da un’indagine della Camera di Commercio su dati del registro delle imprese al primo trimestre 2010 e 2009.

“Il mercato dell’usato nelle regioni italiane vede in pole position  la Lombardia con 491 imprese attive seguita da Lazio con 463imprese e la  Toscana con 425 imprese. Sempre nell’ambito dell’usato, tra le province con maggiore richiesta ci sono: Roma con l’ 11,2% del totale nazionale del settore usato, seguita da Milano  con il 7% e Napoli  con il 6%.  Tra i settori con più richieste rientrano quello del mobile usato e degli oggetti di antiquariato con il 58,1% ,  seguito dal settore in crescita dell’abbigliamento ed altri oggetti usati con il 23,7% .
Codici ha evidenziato come il sovraindebitamento delle famiglie si presenta come una piaga sociale e dai dati suddetti si evince come gli italiani, per forza di cose, si sono trovati a cambiare le proprie abitudini per poter vivere in maniera dignitosa. Insomma niente più extra, niente più lusso; ormai la parola d’ordine per le tasche e i portafogli dei consumatori è solo e soltanto ‘risparmio’!

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Malasanità: la Puglia si colloca al quinto posto tra le regioni con più decessi per errori medici

Malasanità: la Puglia si colloca al quinto posto tra le regioni con più decessi per errori medici

 

Codici: Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità

In Puglia, il sistema sanitario è in subbuglio! I tagli del Governo stanno portando alla chiusura di diversi reparti di ostetricia in zone limitrofe a Lecce,  a Martina Franca e Grottaglie in provincia di Taranto, a Fasano ed Ostuni in provincia di  Brindisi. Ma questo è solo l’inizio di una lista di cose che non vanno a scapito dei cittadini, le uniche vittime di un sistema malato.
I pazienti ci segnalano attese incompatibili con le necessità diagnostiche e terapeutiche; scarsa informazione; mancanza di posti letto; tempi superiori a quelli richiesti dagli specialisti per ripetere le visite di controllo; liste bloccate; difficoltà di accesso al Cup, scarsa igiene nei presidi ospedalieri e poca assistenza infermieristica. E così, di fronte ad una simile situazione, spesso non resta che ricorrere al privato o utilizzando l’intramoenia sostenendo  dei costi decisamente molto più alti.

Sono molti, poi, i pazienti che affermano di vivere in situazioni drammatiche a causa dei frequenti errori diagnostici o terapeutici. La conferma viene dall’inchiesta della Commissione Parlamentare sugli errori medici. In un anno, dal settembre 2010 al settembre 2011, si è passati dai 16 casi di malasanità al mese ai 19. Un aumento che tradotto vuol dire circa 36 casi in più all’anno e che ha portato alla morte di 166 pazienti.
Nella classifica  degli episodi di malasanità legata alla morte del paziente, la Puglia si colloca al quinto posto con 25 casi . E 19 sarebbero i casi ‘ presunti’ di malasanità pugliese sotto inchiesta.

Codici punta i riflettori su questa situazione inaccettabile, occorre denunciare e alzare la voce contro l’intero sistema. Per questo, l’associazione Codici e Codici salute si sono costituite parte civile in un processo di malasanità a carico del professore del Reparto di Chirurgia Universitaria del Policlinico, dove nel 2008 una donna morì per una ‘diagnosi sbagliata’.

Per la volontà di tutelare il cittadino a trecentosessanta gradi, CODICI ha lanciato l'iniziativa: “INDIGNAMOCI Ci scippano la salute e la dignità”, diffusa su tutto il territorio nazionale per protestare contro il declino del Servizio Sanitario Nazionale e invitiamo i familiari delle vittime a rivolgersi all’associazione per denunciare tutti i presunti casa di malasanità.

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Halloween

Halloween

 

Osservatorio Codici: per abiti ed accessori si spenderà dai 25 € a 70 €

Mancano solo 3 giorni e si potrà dare il via ai festeggiamenti della famose notte delle streghe.  Il 31 ottobre  è ormai una data segnata sul calendario degli italiani, soprattutto per giovani e bambini.
I negozi provvedono ad allestire le vetrine a tema e le zucche di halloween, chiamate "Jack-o'-lantern"  per  la loro origine dall'omonima leggenda irlandese;  sono il simbolo tipico di questa ricorrenza. In questo periodo dell’anno se ne  trovano di tutti i tipi dai 3,50 € ai 7 €.Ma per i consumatori questa festa porta con sé, una spesa non indifferente  per l’acquisto di abiti, accessori, dolcetti o scherzetti e per le feste organizzate.

L’Osservatorio Codici ha monitorato i costi degli abiti e degli accessori per Halloween proposti dai grandi centri commerciali. Partiamo dai costumi: i costi partono da circa 9 € ai 12 € .Anche gli accessori hanno il loro peso: cappelli da strega, mantelli, maschere, ali e cerchietto da pipistrello e da diavoletto. E poi ancora forconi , falce, dentiere in lattice, unghie e set trucco ecc… Infatti, per gli accessori si spende a partire dai 3 € circa sino ai 20 € circa. Ad esempio per un abito da piccola diavoletta, forcone, set trucco e cerchietto corna si spende circa  25 €  ! Si tratta di prezzi modici rispetto a quelli proposti da punti vendita privati dove il costo dell’abito oscilla dai 25 € ai 30 € al quale va aggiunto il costo degli eventuali accessori per un totale di circa 40 €. Ma questa festa ha attratto anche gli adulti, i quali navigano su Internet per la ricerca del vestito perfetto: si può arrivare a spendere in media 70 € o poco più.
E sono proprio i giovani a prepararsi per trascorrere la notte tra balli e musiche, infatti sempre più locali e discoteche organizzano una serata ad hoc. I prezzi? Si parte da un minimo di 20 €!

E poi come potrebbe mancare la parte ‘ dolce’ di questa festa? Già, perché é boom di vendita di caramelle e cioccolatini, per i quali di media qualità si spende circa 10 € .
In tempi di crisi, distrarsi e divertirsi non è possibile per tutte le tasche. Per questo, Codici consiglia di organizzare delle feste ‘ fai da te’ sia per piccoli che per i più grandi. Un modo low cost per trascorre in compagnia del tempo: ci si incontra a casa di amici , qualche zucca per l’atmosfera, qualcosa da mangiare e magari qualcuno s’improvvisa deejay! Il tutto con una spesa massima di 10 € e così, almeno, nella notte più misteriosa e tenebrosa dell’anno non saranno le nostre ‘ già povere’ tasche a tremare dalla paura.

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Rifiuti, Lazio: dopo gli aumenti tariffari per lo smaltimento dei rifiuti, salassi per i comuni

Rifiuti, Lazio: dopo gli aumenti tariffari per lo smaltimento dei rifiuti, salassi per i comuni

 

Codici: il responsabile della stangata ha un nome, Di Paolantonio, ricordatevene cittadini quando andrete a votare.


“Ringraziamo Di Paolantonio, Assessore Regionale alle Attività Produttive e alle Politiche dei Rifiuti per i salassi che arriveranno ai Comuni delle Provincie di Viterbo e Rieti dopo la revisione delle tariffe di smaltimento dei rifiuti in discarica” – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici.

Una decisione avventata che comporta un forte aggravio delle spese sostenute dai Comuni e di conseguenza dai cittadini, presa senza il coinvolgimento di tutte le parti sociali in causa.  Sebbene, infatti, l’Assessore abbia più volte sostenuto che la revisione sia avvenuta secondo le prescrizioni di legge e in maniera trasparente, i fatti dicono tutt’altro.

“Rispetto alle nostre richieste di audizione Di Paolantonio  ha sempre fatto muro – prosegue Giacomelli - La decisione di aumentare le tariffe senza alcun confronto, se non con Federlazio, non è stato assolutamente un atto democratico”.
“I cittadini lo sappiano quindi – conclude Giacomelli – il responsabile dei possibili aumenti sulla tariffa dei rifiuti che andrà a colpire direttamente le loro tasche ha un nome e un cognome: Pietro Di Paolantonio. Quando andrete a votare, cittadini, ricordatevene”.

Alessandra De Giorgi

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Taranto, trasporti: la regione appoggia la possibile apertura dell’aeroporto di Grottaglie ai voli civili

Taranto, trasporti: la regione appoggia la possibile apertura dell’aeroporto di Grottaglie ai voli civili

 

Codici: appoggiamo la proposta, anche Taranto ha diritto di decollare  per dare un’opportunità alla crescita economica e turistica del territorio

Sono giorni che si parla della possibile apertura dell’aeroporto di Grottaglie , in provincia di Taranto. Tante discussioni, pareri favorevoli e contrari, gente che quotidianamente si impegna per vincere questa battaglia. Una battaglia che potrebbe dare a Taranto un futuro diverso sia dal punto di vista economico che turistico. L’attivazione di voli per Roma e Milano sarebbe d’aiuto per studenti e lavoratori che con difficoltà riescono a raggiungere la città e le zone limitrofe, per la scarsità di altri tipi di trasporti. Circa dieci ore per raggiungere Milano in treno , senza considerare i ritardi o gli scioperi, altrettanto per i lunghi viaggi in autobus. Stessa situazione per Roma: linee ferroviarie e corriere dirette sono state soppresse, a volte anche per lunghi periodi. Si tratta di servizi che vengono a mancare, malgrado i costi non siano così economici: per raggiungere Roma e Milano in autobus si spende dai 75 € circa ai 90 €.

Ma, ovviamente, l’apertura di questo aeroporto darebbe la possibilità a Taranto, alla Basilicata e alla Calabria, di azionare collegamenti con destinazioni europee che faciliterebbero la crescita del turismo; in quanto non tutti riescono per i più svariati motivi,  tra cui la distanza,  a raggiungere l’aeroporto di Brindisi o ancor di più quello di Bari.

In Regione, si è giunti all’approvazione unanime del rilancio dell’aeroporto con l’obiettivo di attivarsi affinché la società Aeroporti di Puglia, sin ora ostile, rispetti la convenzione con Enac «per cogliere le proposte avanzate dalla Provincia e da operatori privati» e destini le risorse ricevute per un fine utile all’economia turistica e commerciale di Taranto e zone limitrofe, oltre che Basilicata e Calabria.

Codici appoggia questa proposta in quanto rappresenta un ‘opportunità per il decollo della città e per tutti i cittadini che potranno averne un vantaggio personale , economico e magari lavorativo.

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